Per l'Azienda Italia un luglio di netto rallentamento - Asset Display Page

Per l'Azienda Italia un luglio di netto rallentamento

Dall'Istat molti dati significativi nell'ultimo giorno di luglio: Pil a crescita zero nel secondo trimestre; inflazione allo 0,5%, in calo sui livelli di quindici mesi fa; occupazione sostanzialmente ferma al 59,2%, con il tasso di disoccupazione giù al 9,7%.

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31 luglio 2019

Raffica di dati macroeconomici diffusi dall'Istat nell'ultimo giorno di luglio, tutti nella direzione di una sostanziale stasi del ciclo economico. Vediamoli in dettaglio.

Pil a crescita zero

Il Pil italiano nel secondo trimestre del 2019 è rimasto fermo sia rispetto ai tre mesi precedenti che su base annua. Lo rileva l'Istat nelle stime (dati corretti per gli effetti di calendario e destagionalizzati). Si registrano quindi variazioni nulle, 'crescita zero', in entrambi i confronti: congiunturale e tendenziale. Il Prodotto interno lordo dell'Italia è risultato "stazionario" nel secondo trimestre del 2019, rallentando dopo il "marginale recupero" congiunturale del primo trimestre dell'anno. In termini tendenziali invece si registra una, sempre lieve, accelerazione: la crescita zero succede a un Pil negativo per lo 0,1%. Per l'Istat continua così la "fase di sostanziale stagnazione", visto che per il quinto trimestre consecutivo la variazione congiunturale si attesta intorno allo zero.

L'inflazione torna ai livelli di quindici mesi fa

A luglio il tasso d'inflazione, la variazione annuale dei prezzi al consumo si ferma allo 0,5%, in rallentamento rispetto allo 0,7% di giugno. Lo rileva l'Istat nelle stime preliminari, spiegando come il tasso, in decelerazione per la terza volta consecutiva, torni così indietro ai livelli di aprile 2018, ovvero di 15 mesi fa. Sulla frenata, precisa l'Istituto di statistica, si riflette la riduzione delle tariffe di gas e luce. Su base mensile i prezzi salgono dello 0,1%.

A giugno disoccupazione al 9,7%, ai minimi dal 2012

La disoccupazione a giugno segna la quarta flessione consecutiva, scendendo al 9,7%, in calo di 0,1 punti percentuali su maggio. Lo rileva l'Istat, spiegando che si tratta del tasso più basso da gennaio del 2012, ovvero da sette anni e mezzo. giugno la disoccupazione giovanile (15-24anni) scende al 28,1%, in calo di 1,5 punti percentuali. Si tratta del tasso più basso dall'aprile del 2011. Dopo la crescita registrata nei primi mesi dell'anno, a giugno gli occupati risultano sostanzialmente stabili rispetto al mese precedente, mentre su base annua l'occupazione risulta in crescita dello 0,5%, pari a 115 mila in più al lavoro. Il tasso di occupazione sale al 59,2%, in aumento di 0,1 punti percentuali. Si tratta del nuovo massimo storico, da quando sono iniziate le serie statistiche. Se si guarda al tipo di impiego il mercato del lavoro a giugno è spaccato: gli occupati dipendenti salgono ancora, in crescita di 52 mila unità in un mese, con i lavoratori permanenti, i 'fissi', che aumentano di 42 mila e quelli a tempo di 10 mila. Invece torna a calare il lavoro autonomo. Gli occupati indipendenti scendono di 58 mila unità rispetto a maggio. 

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