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Non solo non si attenua, ma si incendia la polemica su Huawei, nuove accuse al colosso cinese

Da dieci giorni, stiamo monitorando una questione inspiegabilmente sottovalutata da molti media italiani ed europei, e cioè la tensione crescente tra Pechino e Washington sul tema rovente della telefonia e delle tlc. Ricapitoliamo le puntate precedenti: il presidente Trump aveva apertamente accusato di spionaggio il colosso cinese Huawei; la figlia del fondatore del gigante tlc di Pechino è agli arresti in Canada; mentre il padre è intervenuto per negare le accuse. La notizia di ieri (rilanciata in Usa dal Wall Street Journal, e in Inghilterra dal Telegraph) è che anche il Dipartimento americano della giustizia avrebbe aperto un'investigazione criminale contro la mega-azienda cinese per furto di tecnologia e segreti commerciali. I piani su cui seguire la delicata contesa sono due: il primo strettamente legale, basato sulle accuse giuridiche e la relativa difesa da parte di Huawei; il secondo geopolitico, perché questa polemica si inserisce nel dialogo tesissimo tra Pechino e Washington che dovrebbe portare - entro marzo - a un'intesa complessiva per evitare una guerra commerciale globale. La contesa sulle tlc sarà l'anticamera di un accordo o di una deflagrazione? Da questa domanda deriva una risposta a cui l'intera economia mondiale è letteralmente appesa. 

18 gennaio 2019