Plastic Tax: cos'è e come funziona

Plastic Tax: cos'è e come funziona

Informazioni utili e aggiornamenti sulla nuova tassa per disincentivare l'utilizzo dei prodotti in plastica monouso.

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21 settembre 2021

News, aggiornamenti e informazioni sulla Plastic tax: come funziona, cos'è, quando entra in vigore

Il governo ha dato il via libera ad una nuova proroga della Plastic tax al 1° gennaio 2022.
In un primo momento l'imposta sul consumo di plastica monouso sarebbe dovuta entrare in vigore a luglio 2020, in seguito posticipata come da Decreto Rilancio n. 34 del 2020, al 1° gennaio 2021 e, in ultima battuta al 1° luglio 2021. Ma con il decreto Sostegni bis, la plastic tax è stata ulteriormente rinviata al nuovo anno.

Dovremo, dunque, aspettare il 1° gennaio 2022 per l'imposta sui manufatti in plastica con singolo impiego (MACSI), introdotta con la Legge di Bilancio 2020, in attuazione di una direttiva europea.
 

L'obiettivo della Plastic Tax

Al fine di promuovere, attraverso lo strumento dell’imposizione fiscale, un disincentivo nell’utilizzo comune dei prodotti di materiale plastico e di favorire, al tempo stesso, la progressiva riduzione della produzione, e quindi del consumo di manufatti di plastica monouso, il legislatore con la Manovra del 2020 ha disposto l’istituzione di un’imposta sul consumo dei manufatti con singolo impiego (MACSI).

Con tale disposizione si dà attuazione alla Direttiva n. 2019/904/UE destinata a prevenire e ridurre l’impatto sull’ambiente di determinati prodotti in plastica ogniqualvolta siano disponibili alternative.

Gli Stati membri sono altresì chiamati ad adottare misure volte a ridurre il consumo di alcuni prodotti in plastica monouso per i quali non esiste alternativa. Inoltre sono gli stessi Stati membri a monitorare il consumo di tali prodotti monouso e le misure adottate e a riferire alla Commissione Europea i progressi compiuti.


CONFIDA - Confcommercio su direttiva SUP

L'Associazione di categoria CONFIDA, aderente a Confcommercio e partner di EVA (European Vending Association), rappresentante a livello nazionale del settore della Distribuzione Automatica di alimenti e bevande, si fa portavoce del rischio che corrono le aziende italiane produttrici di palette in plastica con l'entrata in vigore della sopra citata direttiva dell'Unione europea UE 2019/904 anche detta SUP (Single Use Plastic). L'applicazione della direttiva "sulla riduzione dell’incidenza di determinati prodotti di plastica sull’ambiente" rischia di creare non poche difficoltà alle piccole e medie imprese italiane impegnate nella produzione di palette del caffè per i distributori automatici che, da leader in Europa quali sono al momento, rischierebbero di trasformarsi in semplici rivenditori di prodotti importati dall'estero. Appare evidente, dunque, che una tale situazione si riverserebbe con gravi ripercussioni sull'intero settore della distribuzione automatica.

La direttiva SUP, infatti, impone dal 3 luglio 2021 il divieto di introdurre nel mercato europeo determinate tipologie di prodotti in plastica, tra cui anche le palette da caffè. Una decisione che, però, non considera la mancanza, allo stato attuale, di alternative valide in grado di rispettare le nuove disposizioni della SUP.

A tal proposito, il presidente CONFIDA Massimo Trapletti, dichiara:

In base alla direttiva europea laddove non esistano alternative, come in questo caso, i singoli Paesi dovrebbero perseguire solo gli obiettivi di riduzione del consumo e non di divieto di immissione sul mercato. Quanto previsto dalla legge di recepimento italiana, quindi, prevede delle restrizioni sproporzionate e discriminatorie nei confronti dei produttori di palette che subirebbero un danno economico ingente. L’intero settore del vending – conclude il presidente – dopo il 3 luglio sarà in difficoltà per la mancanza di un accessorio fondamentale per l’erogazione del servizio.

La mancata produzione di questi prodotti potrebbe causare un taglio dei posti di lavoro che potrebbe raggiungere il 90%.


Che cosa prevede la direttiva

Uno degli obiettivi previsti dalla Direttiva SUP è la sostituzione della plastica monouso attualmente in commercio con un "polimero naturale non modificato chimicamente". Il problema che sorge con la bioplastica compostabile è che non risulta adatta a sostenere le temperature intorno agli 80°-90°, ovvero le classiche temperature delle bevande calde quali appunto caffè, tè e cioccolate.

Per quanto riguarda le palette in legno, invece, che a fine 2019 erano solamente l'1% a differenza di quelle in plastica che arrivavano al 97%, sorgono difficoltà sia perché non possiedono idonee certificazioni di riciclabilità, sia perché, poste all'interno del distributore automatico, hanno meno capacità di resistenza al calore e all'umidità della macchina. Inoltre le palette in legno sono importate e non prodotte dalle aziende stesse che, in una simile circostanza, si ritroverebbero ad essere trasformate in semplici rivenditori di prodotti esteri.

Una valutazione che non può essere sottovalutata se si pensa che intere aziende italiane, sarebbero private della loro esclusiva produzione. È opportuno, poi, aggiungere che i macchinari utilizzati finora per il processo di produzione non potranno più essere riutilizzati per altri tipi di produzioni diverse dalla plastica. Quindi il loro disuso causerebbe alle aziende un'ulteriore e ingente perdita pari a milioni di euro. Una criticità che si aggiunge ai non pochi danni economici provocati dall'emergenza Coronavirus, causando ripercussioni sull'intero settore della distribuzione automatica con 820 mila distributori automatici, 3 mila aziende di gestione e oltre 33 mila lavoratori.

Le palette in plastica, inoltre - conclude il Presidente Trapletti - sono prodotti riciclabili composti dallo stesso materiale dei bicchierini utilizzati nei distributori automatici. Per questo motivo, sono state incluse nel progetto RiVending voluto e promosso da CONFIDA, Corepla, e Unionplast che si sposa con i principi europei dell’economia circolare fornendo un fine vita virtuoso alla plastica dei distributori automatici.


Alternative per la plastica monouso: progetto RiVending

Michele Adt, Direttore CONFIDA-Confcommercio, espone nel seguente video le difficoltà del settore della distribuzione automatica alla luce della direttiva SUP, pubblicata il 12 giugno 2019, e con obbligo di recepimento da parte degli Stati membri entro il 3 luglio 2021. Nel video, inoltre, vengono avanzate proposte per la raccolta e il riciclo di bicchierini e palette del caffè, in un piano di economia circolare chiamato progetto RiVending.

Cos’è

La Plastic Tax è una tassa del valore fisso di 0,45 centesimi di euro per ogni chilo di prodotti di plastica monouso venduto (i cosiddetti MACSI). La nuova tassa graverà, principalmente sull’azienda produttrice del MACSI, sull’eventuale importatore di prodotti MACSI e, ovviamente, sull’acquirente.

L’imposta, prevista dalla Legge di Bilancio 2020, si applica al consumo dei manufatti realizzati con materiale plastico aventi funzione di contenimento, protezione, manipolazione o consegna di merci ovvero prodotti alimentari (anche in forma di fogli, pellicole o strisce) che siano stati ideati ed immessi sul mercato per un singolo impiego. Prodotti, dunque, che non siano progettati per essere riutilizzati, o per compiere più trasferimenti durante il loro ciclo di vita. Tali manufatti sono stati definiti con la sigla MACSI.
 

Come funziona

L’accertamento dell’imposta avviene sulla base di dichiarazioni trimestrali presentate all’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli entro la fine del mese successivo al trimestre solare cui la dichiarazione si riferisce; entro il medesimo termine viene effettuato il versamento dell’imposta dovuta.

Ai funzionari dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli è attribuito il compito di svolgere le attività di accertamento, verifica e controllo dell’imposta, con facoltà di accedere presso gli impianti di produzione di MACSI al fine di acquisire elementi utili ad accertare la corretta applicazione delle disposizioni in esame. Fissato in 10 € l’importo dovuto minimo in corrispondenza o al di sotto del quale l’imposta non deve essere versata (in questo caso non si è nemmeno tenuti alla presentazione della dichiarazione ai fini dell’accertamento).
 

Sanzioni ed incentivi

Il quadro sanzionatorio applicabile per le violazioni commesse in merito alla nuova imposta è il seguente:

  • mancato pagamento: dal doppio al decuplo dell’imposta evasa, non inferiore comunque a € 500.
  • ritardato pagamento: 30% dell’imposta dovuta, non inferiore comunque a € 250.
  • tardiva presentazione della dichiarazione necessaria all’accertamento e liquidazione dell’imposta e per ogni altra violazione delle disposizioni in esame e delle relative modalità di applicazione: da € 500 ad € 5.000.


Le novità della Legge di Bilancio 2021

La Legge di Bilancio 2021, oltre allo slittamento della Plastic Tax, prevede anche ulteriori modifiche. Di seguito un elenco delle novità introdotte:

  • La definizione di MACSI semilavorati subisce una modifica, poiché vengono inclusi anche tutti quei prodotti che sono ottenuti dallo stampaggio di PET, anche detti preforme, che sono destinati a divenire contenitori di bevande o bottiglie, attraverso un particolare processo di soffiatura;
     
  • a sostenere il pagamento della tassa dovranno essere anche i committenti, ovvero i soggetti (residenti o no nel territorio nazionale) che sono intenzionati a vendere MACSI ad altri soggetti nazionali;
     
  • viene fissata a 25 euro, anziché 10 euro come in precedenza, la soglia di esenzione dell'imposta derivata dalle dichiarazioni trimestrali;
     
  • Il Decreto Agosto ha introdotto, per l'annualità 2021, una misura che favorisce i processi di riciclaggio del politilentereftalato per gli imballaggi degli alimenti (i cosiddetti PET). Misura che consente di superare il limite del 50% finora in atto;
  • le sanzioni vengono rimodulate nel modo seguente:
  1. ritardato pagamento: sanzione amministrativa che corrisponde al 25% del tributo dovuto. Ad ogni modo non è inferiore a 150 euro;
  2. mancato pagamento: la sanzione amministrativa passa dal doppio al quintuplo della tassa evasa. La sanzione non è comunque inferiore a 250 euro;
  3. tardiva presentazione della dichiarazione trimestrale: se prima la sanzione prevista era tra 500 a 5.000 euro, con le nuove disposizioni varia da 250 a 2.500 euro.

Inoltre sono state introdotte le seguenti modalità per definire l'ambito di applicazione del provvedimento dell'Agenzia delle Entrate:

  • esecuzione della liquidazione e versamento dell'imposta;
  • gestione della relativa contabilità;
  • registrazione dei soggetti interessati (obbligati);
  • indicazione dei quantitativi MACS che includono ulteriori merci introdotte nel territorio statale.


Plastic Tax, un'iniziativa europea

Quando si parla di Plastic Tax è fondamentale inquadrare l'introduzione della norma nel panorama delle nuove misure dell'Unione Europea.

Il Ministro dell'Economia e delle Finanze, Roberto Gualtieri, in occasione dell'audizione nell’ambito dell’attività conoscitiva preliminare all’esame del disegno di legge di bilancio per il triennio 2020-2022, ha evidenziato l'importanza del nuovo provvedimento:

Esistono direttive europee che vieteranno fra poco alcuni oggetti prodotti con plastica monouso e quindi è ragionevole che si utilizzi anche la leva fiscale per incentivare e sostenere una graduale riduzione della plastica monouso, che va ridotta. Non solo ridotta, anche riciclata. Esistono le tre ‘R’, riduzione, riciclo e riuso e noi dobbiamo sostenerle tutte, quindi è giusto che anche il riciclo debba essere incentivato ulteriormente.

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