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Ccnl, Prampolini su Il Sole 24 Ore: "Continueremo a lavorare per essere un punto di riferimento"

Per i due milioni di addetti del commercio che hanno il contratto di Confcommercio arriva la proroga del contratto fino al 31 dicembre del 2019.  È stato infatti siglato ieri l'accordo tra le imprese e Filcams-Cgil , Fisascat-Cisl, Uiltucs - Uil e Ugl Terziario, con cui le previsioni del contratto firmato nel 2015 - che aveva previsto un aumento di 85 euro al quarto livello - vengono prorogate alla fine di quest'anno. La naturale scadenza del contratto sarebbe stata il 31 dicembre del 2017, ma le parti avevano già raggiunto un primo accordo di proroga al 31 luglio del 2018. Ieri è stato poi raggiunto un nuovo accordo per un'ulteriore proroga al 31 dicembre del 2019, con l'obiettivo di riallineare tutte le diverse previsioni contrattuali attualmente esistenti nel settore e garantire alle imprese che applicano il contratto di Confcommercio condizioni di concorrenza uniformi. Il vicepresidente di Confcommercio e presidente della Commissione Lavoro, Donatella Prampolini, ricorda che "noi siamo stati i primi a iniziare la stagione dei contratti quando la crisi economica era talmente pungente che nessuno si azzardava a mettere mano ai contratti. Sottolineo che altri hanno rinnovato dopo di noi". Il disallineamento delle scadenze ha interessato le date e quindi il montante complessivo e "con i sindacati abbiamo quindi cercato di mettere ordine nel settore". "Dato che le chiusure dei contratti sono state disallineate, la prima cosa da fare era uniformare le scadenze - spiega Prampolini -. Abbiamo così raggiunto un'intesa di proroga grazie alla quale il nostro contratto non è più da considerarsi scaduto, ma scadrà il 31 dicembre del 2019. Questo accordo con i sindacati serviva per dare tutela alle nostre imprese che oggi si ritrovano ad avere un contratto non scaduto. E soprattutto non avere la colpa di aver fatto il contratto per prime. Il nostro obiettivo era far sì che nel prossimo rinnovo tutti ci trovassimo davanti alla stessa linea di partenza". Il dialogo con i sindacati è comunque continuo, come mostra anche l'intesa dello scorso aprile sulla stagionalità, che consente alle imprese di procedere alle assunzioni per l'imminente stagione estiva, senza gli stringenti vincoli del "Decreto Dignità". In questa fase il tavolo con i sindacati riguarda "soprattutto la bilateralità - continua Prampolini -. Stiamo cercando di renderla uno strumento a misura di lavoratori e imprese, sempre più snello". Nel commercio vi sono numerosi enti bilaterali, dal Fondo per il sostegno al reddito a quello sanitario, per la previdenza complementare e per la formazione. "I nostri enti sono di derivazione contrattuale, hanno una massa critica importante e bassi costi di gestione. Quando funzionano gli enti bilaterali possono essere una risorsa e fare la differenza tra un contratto e l'altro". "Una cosa è certa- conclude Prampolini -: continueremo a lavorare per essere sempre più un punto di riferimento per gli altri".

tratto da "Il Sole 24Ore"

di Cristina Casadei