Premio Ambrosoli, a Milano la settima edizione

Il Piccolo Teatro Grassi ha ospitato la cerimonia di consegna dei riconoscimenti nell'ambito dell'iniziativa promossa dalla famiglia Ambrosoli e da Transparency International Italia, in collaborazione con Confcommercio-Imprese per l'Italia.

A quarant'anni dall'assassinio di Giorgio Ambrosoli, la settima edizione del Premio a lui dedicata è andata a "tutti i cittadini italiani attivi nella tutela dello Stato di diritto in condizioni di avversità'". La cerimonia si è svolta al Piccolo Teatro Grassi di Milano, alla presenza del Capo dello Stato Sergio Mattarella, e a ritirare il premio sono stati il magistrato Giuseppe Pignatone, l'ingegnere aero-spaziale Amalia Ercoli Finzi e l'imprenditrice Pina Mengano Amarelli. A consegnare il riconoscimento, invece, c'erano i familiari: Umberto, Francesca e Annalorenza Gorla Ambrosoli. L'avvocato Giorgio Ambrosoli, a cui è dedicato il premio, fu nominato commissario liquidatore della Banca Privata Italiana e delle attività finanziarie del banchiere siciliano Michele Sindona, che lo fece assassinare da un sicario l'11 luglio 1979.  Ad alternarsi sul palco degli interventi, tra gli altri, il presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani, il vicepresidente della Regione Lombardia Fabrizio Sala, il presidente del Consiglio comunale di Milano Lamberto Bertolé, il presidente di Confcommercio imprese per l'Italia Carlo Sangalli (vedi allegato, ndr) e quello del Censis Giuseppe De Rita. Nel suo intervento, Tajani ha sottolineato: "Il modo migliore per onorare la memoria di chi si è battuto per la legalità e la giustizia, pagando con la vita, è contribuire tutti insieme ad affermare, ogni giorno, questi valori fondamentali. Ecco perché questo premio è così importante". Per il presidente  del Parlamento europeo "l'Unione europea continuerà ad essere il nostro migliore alleato per affermare lo Stato di diritto, dobbiamo continuare a lavorare per un'Europa unita e forte, capace di proteggere efficacemente tutti i suoi cittadini". L'ultimo a prendere la parola è stato Mattarella, che ha parlato di Ambrosoli come di uomo che "ha impersonato la superiorità della legge e dell'onestà".

24 giugno 2019