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Produzione industriale, torna il segno meno

A settembre, dopo quattro mesi di crescita, l'Istat rileva una diminuzione del 5,6% rispetto ad agosto. Su base annua il calo è pari al 5,1%. Nel terzo trimestre crescita del 28,6% sui tre mesi precedenti.

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10 novembre 2020

Battuta d'arresto a settembre per la produzione industriale. Dopo quattro mesi di crescita l'indice destagionalizzato è infatti calato del 5,6% rispetto ad agosto. Corretto per gli effetti di calendario l'indice complessivo è diminuito in termini tendenziali del 5,1% (i giorni lavorativi di calendario sono stati 22 contro i 21 di settembre 2019).

Lo ha reso noto l'Istat, aggiungendo che nella media del terzo trimestre il livello della produzione cresce del 28,6% rispetto al trimestre precedente. L'indice destagionalizzato mostra diminuzioni congiunturali in tutti i comparti: beni di consumo (-4,8%), beni strumentali (-3,9%), beni intermedi (-1,6%) e, in misura meno rilevante, energia (-0,3%). Le flessioni, su base annua, sono più ampie per i beni strumentali (-7,1%), i beni di consumo (-5,7%) e i beni intermedi (-4,2%), mentre resta sostanzialmente stazionaria l'energia (-0,1%). Gli unici settori di attività economica che registrano incrementi tendenziali sono l'attività estrattiva (+2,7%), la fornitura di energia elettrica, gas, vapore ed aria (+2%) e le altre industrie (+0,2%). Viceversa, le flessioni maggiori si registrano nelle industrie tessili, abbigliamento, pelli e accessori (-20,8%), nella fabbricazione di coke e prodotti petroliferi raffinati (-20,4%) e nella fabbricazione di macchinari e attrezzature n.c.a. (-11,9%).

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