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La regionalizzazione dei consumi nel 2020

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15 maggio 2020

La rapidità con cui muta il contesto economico e le incertezze che caratterizzano anche il brevissimo periodo determinano la necessità di aggiornare con una certa frequenza le previsioni. 

In questa seconda stima dei consumi sul territorio nel 2020 a livello regionale, coerente con le ultime previsioni nazionali (rispetto al 2019: PIL -7,9%, consumi sul territorio in termini reali -8,0%), emerge una forte eterogeneità nei tassi di variazione della spesa per consumi tra le diverse realtà locali. Si passa, infatti, da una riduzione a prezzi costanti del 4,1% in Molise (la minore) al 17,2% della Valle d’Aosta (la maggiore).

In termini di perdita di valore il Nord, nel complesso, rimane l’area che paga di più: degli 83,8 miliardi di consumi in meno stimati per l’anno in corso ben 48,5 (quasi il 58%) derivano dalle otto regioni settentrionali. La Lombardia sconta la riduzione più significativa, pari a oltre 16 miliardi di euro. 

Le determinanti dell’evoluzione della spesa regionale sono rappresentate dall’impatto che alcuni consumi hanno sul territorio, in primis i consumi turistici (dalla ristorazione al tempo libero) e l’acquisto di autovetture.

Nell’elaborare le stime si è attribuito un ruolo importante ai consumi turistici soprattutto da parte degli stranieri (partendo dai dati sulla spesa della Banca d’Italia per il 2019), nella consapevolezza che per almeno buona parte dell’anno questa componente verrà a mancare totalmente. Regioni quali la Val d’Aosta, il Trentino Alto Adige, il Veneto, il Lazio e la Sardegna subiscono perdite eccezionalmente gravi, stante l’elevata quota della spesa dei turisti stranieri sul totale dei consumi sul territorio. Tale frazione dei consumi è pari allo 0,3% in Molise e allo 0,7% in Basilicata, mentre sale al 3,6% in Lombardia fino al 14,4% del Val d’Aosta, passando per il 4,5% della Sardegna e il 6,5% del Veneto, giusto per fare alcuni esempi.

Per affinare le stime si è tenuto conto anche della diversa incidenza regionale delle unità locali produttive sospese durante la fase 1 e della quota di occupati nella Pubblica Amministrazione sul totale occupati: la maggiore quota di soggetti meno vulnerabili rispetto a riduzione delle ore lavorate e delle retribuzioni garantisce una migliore tenuta dei consumi regionali. I dipendenti pubblici costituiscono il 9,2% degli occupati in Lombardia e oltre il 20% in Calabria.

Come ulteriore elemento di differenziazione si è valutata anche l’incidenza di alcune spese meno comprimibili (abitazione, energia, alimentari e istruzione) nei bilanci delle famiglie.

La tabella allegata riassume le nuove valutazioni. Il Sud patirebbe una riduzione di spesa più moderata del resto del Paese (-6,0% contro una media dell’8%). Purtroppo ciò non vuol dire che le condizioni delle regioni meridionali siano migliori. Lo shock puntuale, limitato al 2020, ha impattato meno nel Mezzogiorno, ma le capacità di reazione dell’area sono ben più ridotte. Dal picco del 2007 al 2019, i consumi reali si sono mediamente ridotti di un decimo di punto in Italia, aumentando di 2 decimi all’anno nel Nord e diminuendo di 8 decimi annui nel Sud.

Considerando tali performance pregresse e riconoscendo che la pandemia non ha certo migliorato la resilienza del tessuto produttivo meridionale, si deve ipotizzare che il Sud impiegherà molto più tempo del Nord a recuperare i livelli di spesa del 2019.

Consumi sul territorio (milioni di euro) e var.%

2019

2020 a prezzi 2019

2020 corrente

Var. % reale 2020 su 2019

Var. assoluta a valore

Piemonte

88.480

82.843

83.111

-6,4

-5.369

Valle d'Aosta

3.237

2.680

2.689

-17,2

-548

Liguria

32.425

29.803

29.899

-8,1

-2.526

Lombardia

211.056

194.223

194.851

-8,0

-16.205

Trentino Alto Adige

25.491

21.225

21.294

-16,7

-4.197

Veneto

96.214

85.603

85.880

-11,0

-10.334

Friuli-Venezia Giulia

23.735

21.626

21.696

-8,9

-2.039

Emilia-Romagna

95.024

87.500

87.783

-7,9

-7.242

Toscana

75.188

67.628

67.847

-10,1

-7.341

Umbria

15.318

14.263

14.309

-6,9

-1.009

Marche

26.928

25.170

25.252

-6,5

-1.676

Lazio

109.741

100.308

100.632

-8,6

-9.109

Abruzzo

21.081

19.873

19.937

-5,7

-1.144

Molise

4.680

4.487

4.502

-4,1

-178

Campania

73.965

69.250

69.474

-6,4

-4.491

Puglia

54.326

51.373

51.539

-5,4

-2.787

Basilicata

7.965

7.509

7.533

-5,7

-432

Calabria

27.839

26.222

26.307

-5,8

-1.532

Sicilia

69.954

66.285

66.499

-5,2

-3.455

Sardegna

25.392

23.140

23.215

-8,9

-2.177

Italia

1.088.038

1.001.013

1.004.249

-8,0

-83.789

 nord

575.663

525.504

527.202

-8,7

-48.460

 nord ovest

335.198

309.549

310.550

-7,7

-24.648

 nord est

240.465

215.954

216.653

-10,2

-23.812

 centro

227.175

207.370

208.040

-8,7

-19.135

 mezzogiorno

285.201

268.140

269.006

-6,0

-16.194

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