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Rete Imprese Italia: "Stop allo strumento delle clausole di salvaguardia"

Il presidente pro tempore di Rete imprese Italia, Patrizia De Luise, intervenendo nelle commissioni Speciali di Camera e Senato, impegnate nell'esame del Def, chiede ''un definitivo superamento'' dello strumento utilizzato a partire dal 2011.

''Non vorremmo che l'eventuale conto necessario per la disattivazione delle clausole di salvaguardia fosse presentato alle imprese''. Il presidente di Rete imprese Italia, Patrizia De Luise, intervenendo nelle commissioni Speciali di Camera e Senato, impegnate nell'esame del Def, chiede ''un definitivo superamento'' dello strumento utilizzato a partire dal 2011. La semplice introduzione o cancellazione, avverte il presidente, avrebbe comunque un effetto: ''sottrarre spazi di intervento alle scelte della politica fiscale e creare confusione sulla portata più o meno espansiva o restrittiva delle manovre varate''. Parlando in generale, della prossima legislatura, De Luise sottolinea che il prossimo governo ''eredita certamente una congiuntura più favorevole, ma anche un contesto tuttora molto vulnerabile. Una eventuale nuova inversione del ciclo avrebbe conseguenze deleterie, sul piano sociale e politico prima che economico''. Sono presenti ''diversi elementi di incertezza, che inducono a valutare con cautela le prospettive per i prossimi anni'', aggiunge il presidente. Le prospettive dell'economia italiana, secondo Rete imprese Italia, dovranno essere ''sostenute da un'azione politica che dia finalmente piena attuazione ai principi contenuti nello Statuto delle Imprese, in base al quale le norme devono essere, semplici, chiare, di diretta applicazione, proporzionali alla dimensione aziendale ed al settore di attività''. Tali politiche dovranno essere pensate avendo a riferimento ''la peculiarità del tessuto produttivo dell'Italia, anche con specifiche misure per l'imprenditoria femminile e giovanile, e non limitarsi a prevedere soltanto delle deroghe''.

15 maggio 2018