Riforma del Fisco, ok del Parlamento

Riforma del Fisco, ok del Parlamento

Le commissioni Finanze di Camera e Senato hanno approvato il documento che sarà la base sulla quale il governo dovrà costruire la legge delega entro la fine di luglio.

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5 luglio 2021

Dopo ben quattro mesi di audizioni in Parlamento, le commissioni Finanze di Montecitorio e Palazzo Madama hanno  finalmente approvato il documento che rappresenta  la base sulla quale il governo dovrà costruire entro la fine di luglio la legge delega di riforma del fisco, come indicato dal Piano nazionale di ripresa e resilienza. La sintesi faticosamente trovata prevede un fisco più  favorevole per i ceti medi (tra 28mila e i 55mila euro) e il superamento dell'Irap. L'impianto generale è orientato ad una riduzione del carico fiscale e per questo non ci saranno la patrimoniale e nemmeno la tassa sulle successioni. Ma vediamo il dettaglio delle proposte.

RIDUZIONE IRPEF: il punto più qualificante della riforma èl’ abbassamento dell'aliquota, oggi al 38% nella fascia di reddito 28.000-55.000 che raggruppa il maggior numero di contribuenti (circa sette milioni). Prevista anche la modifica delle aliquote marginali effettive, eliminando le discontinuità più brusche. "La modalità con cui raggiungere questi obiettivi - si legge nel documento  - è individuata in un deciso intervento semplificatore" incluso l'assorbimento del bonus Renzi di 80 euro, portati a 100 nel 2020.

MINIMO ESENTE: prevede una soglia di reddito al di sotto della quale non si debba fare dichiarazione e al di sopra della quale, per la quota esente, si agisca tramite una maxi-deduzione. In subordine, se il costo dell'intervento dovesse essere troppo alto, il minimo esente "dovrebbe essere introdotto con la sola finalità di ridurre il carico burocratico sui contribuenti".

ADDIZIONALI: le commissioni, si legge nel documento, "ritengono opportuno raccomandare una trasformazione degli strumenti tributari locali in sovraimposte la cui manovrabilità all'interno di un range predefinito rimarrebbe in capo all'ente territoriale. Le commissioni ritengono opportuno non archiviare la legge delega sul federalismo fiscale, "al fine sia di adeguarne i principi ispiratori ai pilastri di autonomia e responsabilità".

RENDITE FINANZIARIE: le commissioni concordano su un pacchetto organico che preveda l'accorpamento delle categorie "redditi da capitale" e "redditi diversi" in un'unica categoria denominata "redditi finanziari"; l'estensione al risparmio gestito del criterio di determinazione della base imponibile sulla base dei risultati realizzati; l'applicazione alla previdenza complementare del modello che prevede l'esenzione dall'imposta sostitutiva sul risultato netto maturato, considerando al contempo la modifica del regime di tassazione per la fase di erogazione delle prestazioni".

IRAP: è previsto che "nell'ottica di semplificazione del sistema tributario, e all'interno di un complessivo quadro di riforma le commissioni concordano sulla necessità del suo superamento". Pertanto "le commissioni raccomandano un riassorbimento del gettito Irap nei tributi attualmente esistenti, preservando la manovrabilità da parte degli enti territoriali e il livello di finanziamento del servizio sanitario nazionale".

IRES: la razionalizzazione della tassazione sulle imprese punta su tre obiettivi: incentivare comportamenti in linea con la transizione ecologica; incentivi alle aggregazioni di realtà imprenditoriali di dimensioni minori; incentivi al re-investimento dell'utile per migliorare la produttività dell'azienda . Gli incentivi possono prendere la forma, alternativamente, di una riduzione dell'aliquota o della base imponibile "al fine di ottenere un quadro chiaro e semplificato dei comportamenti virtuosi". Verrà applicato il sistema del carry back, per consentire la deducibilità delle perdite non solo negli esercizi successivi a quello in cui è maturato il disavanzo ma anche in quello immediatamente precedente.

IVA: la riforma conterrà una specifica delega al Governo per la ridefinizione della disciplina Iva ai fini di una sua opportuna semplificazione e di possibile riduzione dell'aliquota ordinaria attualmente applicata".

FISCO VERDE: le commissioni finanze ritengono "necessario un pacchetto che includa i seguenti interventi: il riordino, la semplificazione e la stabilizzazione per la rigenerazione energetica e sismica degli edifici privati; una progressiva riduzione dei sussidi dannosi per l'ambiente, vincolando le risorse risparmiate alla riduzione generalizzata dell’aliquota  Ires; una rimodulazione dell' imposizione indiretta in funzione delle emissioni di Co2 in attuazione del principio chi inquina paga ; un aumento del limite alla detraibilità dell'Iva (attualmente fissato al 40%) per tutti i veicoli a basse emissioni. Al fine di evitare effetti regressi per le persone fisiche e penalizzanti per le imprese, prevedere adeguati  meccanismi temporanei di compensazioni in grado di accompagnare le famiglie e imprese più vulnerabili nel processo di aggiustamento di comportamenti e costi".

FLAT TAX: il documento chiede di mantenere il regime forfettario di partite Iva e pmi con aliquota al 15%, che scende al 5% per le start up. Al superamento dei 65mila euro di ricavi annui sarà possibile optare, per i due anni successivi, per un regime forfettario opzionale con aliquota rispettivamente al 20 e al 10%, "a condizione che in ciascuno di detti periodi di imposta il contribuente dichiari un volume d'affari incrementato di almeno il 10% rispetto a quello di ciascun anno precedente".

MICROTASSE: i cosiddetti micro prelievi, sia a livello centrale che a livello territoriale, hanno un gettito inferiore allo 0,01% del totale delle entrate tributarie per lo Stato e sotto lo 0,1% per Regioni e Comuni. Sono imposte, tasse e diritti che ora si punta a cancellare. Cestinare o comunque sfoltire una massa che tiene dentro il superbollo, ma anche la tassa per la laurea, l'imposta regionale sulle emissioni sonore degli aeromobili civili, ancora l'imposta sugli intrattenimenti e tante altre.

RENDITE FINANZIARIE: l'intenzione sarebbe non di ridurre l'aliquota (oggi 26%) delle rendite finanziarie al 23% (attuale primo scaglione Irpef), bensì di riflettere se sia il caso di riallinearla con il primo scaglione Irpef.

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