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Rimodulazione Iva: Fipe e Federalberghi "si fanno sentire"

Pubblici esercizi e alberghi dicono no all'ipotesi di una rimodulazione dell'Iva. Il presidente di Federalberghi Bocca: "Declasseremo tutti gli hotel a 5 stelle". Il presidente Fipe Stoppani: "Mangiare non è un lusso".

Alberghi e pubblici esercizi si "fanno sentire" commentando le indiscrezioni su un possibile intervento in manovra. Il presidente di Federalberghi, Bernabò Bocca ha sottolineato: "Basta tasse sul turismo e sul lusso. Ci auguriamo davvero che non accada, ma se l'Iva fosse rimodulata e salisse al 22% per gli hotel di alta fascia, abbiamo già pronta una contromossa. Declasseremo tutti gli alberghi a 5 stelle per risparmiare quel famoso 10% di cui si parla. L'Italia si troverà a non avere più alberghi a 5 stelle. Non sta né in cielo né in terra accomunare i tartufi agli hotel di lusso". Anche il mondo della ristorazione scende in campo: la Fipe precisa che "dopo giorni di smentite e retromarcia, nonostante i messaggi di disapprovazione lanciati da più parti, siamo ancora qui a parlare di aumento dell'Iva agevolata per la ristorazione. Una misura del genere colpirebbe in maniera trasversale milioni di Italiani per cui un pasto fuori casa fa ormai parte dei consumi quotidiani, per necessità o per stili di vita consolidati e condivisi. Un panino in pausa pranzo dal lavoro, un caffè al bar, o una semplice pizza con la propria famiglia non possono essere considerati come un lusso. Se, come dichiarato a più riprese, si vogliono far ripartire i consumi non è certo questa la strada da seguire. A questo proposito interviene il Presidente della Federazione Italiana Pubblici Esercizi (Fipe), Lino Stoppani: "Se qualcuno stesse pensando di aumentare l'Iva sulla ristorazione deve sapere che ogni giorno 12 milioni di persone pranzano fuori casa per motivi di lavoro o di studio. Per queste persone sarà difficile se non impossibile evitare gli effetti di un aumento della tassazione che impatterà negativamente sui prezzi. Come se non bastasse avremo un effetto recessivo sull'unico settore che ancora mostra segni di vitalità nell'ambito della filiera agroalimentare. Una politica lungimirante spinge la crescita, non la frena."

09 ottobre 2019