Ristorazione "anello fondamentale della filiera agroalimentare italiana"

Su il sipario su "Cibus 2018": per Fipe è un'occasione importante per ribadire un concetto fondamentale: "la ristorazione, con i suoi 41 miliardi di valore aggiunto e oltre un milione di addetti, è la componente di maggior valore della filiera agroalimentare nazionale". "A Roma serve più sicurezza".

"Lo sviluppo del comparto alimentare made in Italy è una sfida da vincere in casa, ma anche e soprattutto...fuoricasa. L'avvio di Cibus, nell'edizione che ricorre proprio nell'Anno del Cibo Italiano, è un'occasione importante per ribadire un concetto fondamentale: la ristorazione, con i suoi 41 miliardi di valore aggiunto e oltre un milione di addetti, è la componente di maggior valore della filiera agroalimentare nazionale": questo il commento di Rodolfo Citterio, consigliere di Fipe - Federazione Italiana Pubblici Esercizi con delega alle fiere, all'apertura del 19° Salone Internazionale dell'Alimentazione. "Se a ciò aggiungiamo che i consumi alimentari in casa crescono poco o non crescono affatto mentre quelli in bar e ristoranti continuano ad avere una dinamica positiva, il contributo della ristorazione per lo sviluppo del comparto risulta ancora più determinante", ha concluso Citterio.

Fipe: "a Roma serve più sicurezza"

"Siamo allarmati dall'escalation di  violenza che sempre più vede come vittime i lavoratori dei pubblici  esercizi". Ad affermarlo è Giancarlo Deidda, vice presidente Fipe e commissario Fipe Roma, esprimendo "solidarietà" al  proprietario del locale e alla giovane cliente vittime di una violenta aggressione all'interno di un bar di Roma. "Non abbiamo ancora dimenticato la rapina che ha portato alla morte di Davide Fabbri, un anno è passato ma - sottolinea Deidda - i problemi di  sicurezza restano immutati. Gli episodi di violenza ai danni di  baristi e ristoratori sono all'ordine del giorno ed è inconcepibile  che gli imprenditori, i clienti e i lavoratori dei pubblici esercizi  arrivino ad essere, come nel caso di Roma, il capro espiatorio di una  violenza becera e ingiustificabile. Una violenza che, oltre ad essere  nata da motivi banali, è stata protratta per diversi giorni con  minacce di morte e gravi danni per il locale". A nome di Fipe, aggiunge Deidda, "vorrei manifestare tutta la nostra  solidarietà e l'appoggio ad un esercente che ha avuto il coraggio di  opporsi e denunciare una situazione intimidatoria tipica della  criminalità organizzata, anche a rischio della propria incolumità".  Non è tuttavia possibile, prosegue Deidda, "che al giorno d'oggi  lavoratori e imprenditori che fanno semplicemente il loro dovere siano così facilmente esposti a situazioni di grande pericolo. Chiediamo a  gran voce che questi atti intimidatori non restino impuniti perché non passi il messaggio che le nostre attività, nonostante svolgano  un'importante funzione sociale e di presidio del territorio, sono  terra di nessuno".

07 maggio 2018