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Ruote d'Italia: "Taxisti e Ncc: imprese sempre più in difficoltà"

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11 novembre 2020

Quanto non riuscito in tanti mesi di lavoro e di tentativi di convincimento attuati nei confronti dei troppi leaders dei taxisti e Ncc, si sta realizzando causa le assurde decisioni dell’Esecutivo sulla vicenda Covid. Incredibile l’unità della categoria sembra formarsi non per scelta razionale ma perché indotta dalle scelte di chi guida il Paese. A qualcosa serve anche il Governo sarebbe il caso di dire con una punta di ironia.

Si legge di manifestazioni che a macchia di leopardo gli operatori di due settori stanno effettuando per una legittima protesta nei confronti di un Esecutivo, privo delle benchè minime conoscenza sull’utilità di due professioni libere, entrambi operanti nei servizi di trasporto pubblico.

Certamente se anziché perdere tempo a farsi la guerra per anni su chi fosse più abusivo dell’altro, come Conftrasporto aveva loro consigliato invano, avessero trovato le condizioni per realizzare un quadro normativo che desse a tutti gli operatori certezze e regole, oggi non sarebbero nelle condizioni nelle quali si trovano. Divisi abbandonati e poco considerati. E’ il risultato di chi porta avanti l’abolizione dei cosiddetti corpi intermedi.

Purtroppo il disinteresse  o la smania di protagonismo di certi leaderini in cerca solo di visibilità ha prodotto l’effetto oggi sotto gli occhi di tutti. Una  categoria di operatori che a livello nazionale arriva a superare le centomila teste, dietro le quali esistono delle famiglie che vivono in ambascia, protesta oggi perché le decisioni  assunte da un governo di incapaci li sta accompagnando verso il fallimento. Certo se avessero, a suo tempo, saputo presentarsi come un fronte coeso quando era stato avviato un confronto, (credo si debba risalire al 2008) oggi  avrebbero avuto la capacità di farsi ascoltare più attentamente.

Non so quanto sarà stato notato ma in queste settimane, dopo aver ricevuto significative sconfitte da parte di giudici e autorità comunitarie stanno  tornando di moda quei soggetti che sostengono di essere in grado di garantire i servizi per entrambe le categorie, naturalmente solo per l’interesse dei cittadini. La soluzione ipotizzata (non propriamente innovativa) è’ una piattaforma della mobilità urbana dove mettere insieme taxi, Ncc, monopattini e biciclette. Un nuovo Uber rivisto e corretto. Professionalità, sicurezza, prezzi? Ma de che?

Avranno vita più facile questa volta. Passata la buriana del virus la necessità di lavorare e recuperare il tempo perduto renderà molto più disponibili gli operatori ad accettare le offerte di organizzazione che in modo furbo avanzerà  loro proposte accattivanti.

Le divisioni nella categoria riemergeranno con grande evidenza dopo un po’. Si rinnoverà la guerra tra poveri ad alla fine finiranno con il ritrovarsi nel pentolone come i polli di Renzo. Previsione brutta ma se non si prepareranno la conseguenza sarà questa.

Tutto questo se non si sapranno trarre le dovute considerazioni frutto di una esperienza drammatica. Mi sento di sostenere questi concetti perché, dopo aver cercato di dar vita ad una rappresentanza sindacale in quella categoria, ho ritenuto inutile perdere tempo e risorse per trovare soluzioni per chi non aveva alcuna volontà di ricercarle. Peccato!

Solo se da parte degli operatori vi sarà una consapevolezza matura e diversa del proprio ruolo che punterà da un lato a mantenere fermo il principio dell’autonomia e della professionalità ma dell’altro alla ricerca di possibili soluzioni che non consentano di dare spazio a forme di sfruttamento, pur nelle mutate condizioni che la tecnologia mette a disposizione, questi operatori potranno recuperare il loro spazio e ruolo.

La tecnologia è uno strumento eccezionale ma deve essere utile al miglioramento della vita professionale dell’uomo  e deve vedere coinvolto direttamente gli interessati. Se viene in modo improvvido lasciato a terzi soggetti il risultato sarà che in poco tempo gli operatori autonomi si trasformeranno in soggetti etero diretti ma senza alcun potere decisionale.  Proprio ciò che volevano fare da tempo. Bingo!

Paolo Uggè

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