Ruote d'Italia: "I divieti di circolazione non possono fermare i generi di prima necessità" - Asset Display Page

Ruote d'Italia: "I divieti di circolazione non possono fermare i generi di prima necessità"

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11 marzo 2020

"Un giorno la paura bussò a una porta. Il coraggio si alzò e andò ad aprire. Non c'era nessuno”. Ricordare, in questo periodo che sembra dominato dalla paura, il pensiero di un grande leader americano come Martin Luther King, protagonista di una straordinaria battaglia in favore del popolo di razza nera, non ha certo l'obiettivo di sminuire i rischi che oggi, con la situazione sanitaria esistente, tutti noi corriamo, ma piuttosto di far riflettere sulle iniziative e sui comportamenti utili da tenere da parte di tutti. Partendo proprio dal saper affrontare la paura. Non c’è dubbio che a dare l'esempio debbano essere le forze di governo dalle quali i cittadini devono pretendere comportamenti frutto di certezze e competenze. Esattamente il contrario di quanto avvenuto lasciando uscire in anticipo alcune notizie, contribuendo così a diffondere il “contagio della psicosi” con la “fuga notturna” di moltissime persone che hanno preso d'assalto le stazioni. È necessario poi avere un punto solo di coordinamento per avere una gestione unica, perché quando ci si trova in una situazione di emergenza l’unico modo per affrontarla è l’unicità del comando. In questi giorni abbiamo invece assistito a iniziative scoordinate, anticipazioni e dichiarazioni in alcuni casi senza logica, disposizioni in contrasto tra loro, ma soprattutto poca chiarezza e certezza. Colpa sicuramente di chi ha gestito la comunicazione e che non ha certamente “brillato” nel proprio compito. Superato, in questo autentico “disastro comunicativo” solo da alcuni presidenti regionali. Il mondo dei trasporti ovviamente è stato pienamente coinvolto in tutte le sue modalità. Dal settore croceristico al trasporto pubblico delle persone a quello delle merci. Si sono registrate pesanti riduzioni nei fatturati e il crollo di molte prenotazioni lascia facilmente prevedere che le “ferite” economiche per molte imprese saranno gravissime, come del resto per l'intero sistema Paese. Molte chiusure porteranno a fallimenti e perdite dei posti di lavoro, senza interventi adeguati. Basta un dato a capire la “portata” di quanto sta accadendo: il trasporto terrestre ha subìto una riduzione del 30 per cento circa. E stiamo parlando di un settore che consente ai centri di cura e assistenza, alle farmacie, ai negozi di ricevere quanto è in modo evidente indispensabile per garantire una vita il più possibile normale ogni giorno ai cittadini, in attesa di tornare, si spera il prima possibile, a una vera normalità sanitaria. Un quadro clinico-economico che presto ci darà un'altra importante risposta a interrogativi sempre più diffusi e “contagiosi”: l’Europa unita è un'entità davvero in grado di rispondere ai bisogni dei popoli che la compongono oppure no? Il principio della solidarietà è applicato oppure no? In sintesi: è utile così com’è oppure no? Domande che esigono interventi sia di natura economica sia normativa. Rinviando, per esempio, l’entrata in vigore di alcune disposizioni che, se attuate, aggraverebbero solo le difficoltà e stanziando risorse per far fronte alle difficoltà economiche con le quali gli operatori si debbono misurare. Conftrasporto ha avanzato in merito precise proposte che tutti possono trovare nei canali di comunicazione messi a disposizione: risposte aventi carattere generale, rappresentate alle autorità competenti con grande competenza e determinazione, che sono frutto della conoscenza diretta dei reali problemi quotidiani che si trovano ad affrontare le imprese associate a Conftrasporto e a Confcommercio, realtà confederale alla quale la federazione degli autotrasportatori aderisce. A decidere però cosa potrà accadere sarà soprattutto ognuno di noi: tutti chiamati a seguire le indicazioni; ad attuare le disposizioni; a mantenere il controllo ma anche a non dare spazio a paure irrazionali. Così usciremo anche da questa situazione. Sempre che chi ha la maggior responsabilità delle decisioni favorisca un “lieto fine”, cominciando da subito, come richiesto sin dall’inizio da Conftrasporto Confcommercio, a realizzare l’unicità di comando. Senza avere paura (magari di qualche ottimo professionista che possa far apparire incapace più di un politico?) di farlo...

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