Saldi invernali ai blocchi di partenza, 400 euro la spesa media a famiglia

87,2% dei commercianti è favorevole ad una data unica di inizio: lo dice un sondaggio Confcommercio - Format129/09

Saldi invernali ai blocchi di partenza, 400 euro la spesa media a famiglia

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28 dicembre 2009
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Roma, 28.12.09

 

 

87,2% dei commercianti è favorevole ad  una data unica di inizio:

 lo dice un sondaggio Confcommercio – Format

 

Saldi invernali ai blocchi di partenza, 400 euro la spesa media a famiglia

 

I negozi di Napoli, Roma, Bologna, Milano, Venezia e Palermo sono i primi a scoprire il 2 gennaio  le vetrine “ vestite a saldo”, il giorno seguente tocca a quelli di Trieste, il 5 gennaio Torino, Genova fino al 10 del mese quando per ultimi anche i commercianti di Aosta inizieranno i loro saldi invernali. Le date come è noto sono diverse da regione a regione, e ogni anno non mancano puntuali le polemiche sull’inizio dei saldi. Da un recente sondaggio Format-Confcommercio è risultato che l’87,2% dei commercianti intervistati è favorevole ad una data unica di inizio dei saldi.

 

 

 

Se ci sono forti consensi per un inizio unificato dei saldi in tutta Italia non risulta lo stesso sul tema liberalizzazione: lo stesso sondaggio pone al campione di intervistati l’interrogativo se sono o meno favorevoli ai saldi liberi: le risposte dicono che il 70% degli imprenditori del commercio non sono d’accordo con una totale liberalizzazione dei saldi, in particolare perché per il 55,2% dei commercianti intervistati non porterebbe ad un aumento dei consumi e quindi a maggiori vendite.

 

Il presidente Renato Borghi al vertice di Federmoda/Confcommercio  non ha dubbi: “è arrivato il momento di mettersi intorno ad un tavolo e cominciare a ridisegnare le regole per le vendite straordinarie: i saldi non devono essere di “inizio stagione” ma di “fine stagione”. Garantire le più ampie possibilità di acquisti a prezzi favorevoli per i consumatori è una priorità che può essere garantita dall’eliminazione di ogni vincolo sulle vendite promozionali”.

 

Ogni famiglia quest’anno spenderà poco più di 400 euro per abbigliamento ed accessori, per un totale di spesa di 6,1 miliardi di euro che va ad incidere per il 21% sul fatturato del settore.

 

Conclude Borghi: “Nel contesto generalizzato della crisi il settore della moda è stato sicuramente tra i più colpiti: le vendite della stagione A/I hanno registrato un andamento assolutamente debole e di conseguenza le scorte nei negozi sono elevate. L’ampia offerta quindi di prodotti e sconti medi superiori al 40% ci fanno sperare in una stagione di saldi moderatamente positiva”.

 

 

SALDI INVERNO  STIMA (euro a prezzi correnti)

 2010

VALORE SALDI INVERNALI  (MLD)

6,1

PESO % SALDI INV SU TOT. SPESA ABB.

21,0

FAMIGLIE E CONVIV. ITALIANE 

24.669.417

NUMERO FAMIGLIE CHE ACQUISTATO  NEI SALDI

14.554.956

ACQUISTO MEDIO IN SALDI  INVERNALI PER FAMIGLIA (euro)

418

NUMERO MEDIO COMPONENTI FAMIGLIA

2,4

ACQUISTO MEDIO IN SALDI INVERNALI  PER PERSONA (euro)

174

 

 

DI SEGUITO IL CALENDARIO DEI SALDI INVERNALI 2010 E LE REGOLE

PER  IL CORRETTO ACQUISTO

Calendario saldi invernali 2010 (consultabile sul sito www.confcommercio.it)

 

abruzzo

5 gennaio – 5 marzo

L’Aquila

basilicata

2 gennaio – 2 marzo

Potenza

calabria

3 gennaio – 28 febbraio

Catanzaro

campania

2 gennaio – 31 marzo

Napoli

emilia romagna

2 gennaio – 6 marzo

Bologna

friuli venezia giulia

3 gennaio – 31 marzo

Trieste

lazio

2 gennaio – 15 febbraio

Roma

liguria

5 gennaio – 18 febbraio

Genova

lombardia

2 gennaio – 2marzo

Milano

marche

6 gennaio – 1° marzo

Ancona

molise

2 gennaio – 28 febbraio

Campobasso

Piemonte*

5 gennaio – 1 marzo

Torino

5 gennaio – 29 febbraio

puglia

5 gennaio – 28 febbraio

Bari

sardegna

8 gennaio – 8 marzo

Cagliari

sicilia

2 gennaio – 15 marzo

Palermo

toscana

7 gennaio – 7 marzo

Firenze

umbria

7 gennaio – 6 marzo

Perugia

valle d'aosta

10 gennaio – 31 marzo

Aosta

veneto

2 gennaio – 28 febbraio

Venezia

Bolzano (provincia)**

9 gennaio – 20 febbraio

Bolzano

trento (provincia)

I commercianti determinano liberamente i periodi in cui effettuare i saldi nella durata di 60gg

Trento

*    Nell’ambito del periodo fissato dalla Legge regionale 27/2004, i Comuni possono stabilire un periodo massimo di durata dei saldi di otto settimane.

 

**  Ad eccezione di: Tires, Castelrotto, Ortisei, Santa Cristina, Selva Gardena del Distretto di Bolzano e di: Sesto, Marebbe, San Martino in Badia, La Valle, Badia, Corvara del Distretto di Vla Pusteria (periodo  6 febbraio-20 marzo). Per quanto riguarda la Val Venosta: Stelvio, Solda,Trafori, Goma Goi, Maso Corto (periodo 22 marzo-130 aprile).

 

 

Per il corretto acquisto degli articoli in saldo Confcommercio ricorda alcuni principi di base:

 

1.   Cambi: la possibilità di cambiare il capo dopo che lo si è acquistato è generalmente lasciata alla discrezionalità del negoziante, a meno che il prodotto non sia danneggiato o non conforme (artt. 128 e ss. del Codice del Consumo d.lgs. 6 settembre 2005 n. 206). In questo caso scatta l’obbligo per il negoziante della riparazione o della sostituzione del capo e, nel caso ciò risulti impossibile, la riduzione o la restituzione del prezzo pagato. Il compratore è però tenuto a denunciare il vizio del capo entro due mesi dalla data della scoperta del difetto.

2.   Prova dei capi: non c’è obbligo. E’ rimesso alla discrezionalità del negoziante.

3.   Pagamenti: le carte di credito devono essere accettate da parte del negoziante qualora sia esposto nel punto vendita l'adesivo che attesta la relativa convenzione.

4.   Prodotti in vendita: i capi che vengono proposti in saldo devono avere carattere stagionale o di moda ed essere suscettibili di notevole deprezzamento se non venduti entro un certo periodo di tempo. Salve specifiche disposizioni regionali, è possibile porre in vendita capi non appartenenti  alla stagione in corso.

5.   Indicazione del prezzo: obbligo del negoziante di indicare il prezzo normale di vendita, lo sconto e il prezzo finale.

 

 

 

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