Sangalli: "Lavoro e formazione sono storia e futuro di Confcommercio"

Sangalli: "Lavoro e formazione sono storia e futuro di Confcommercio"

Il presidente di Confcommercio ha partecipato al convegno su 'Lavoro e formazione nel terziario-Le nuove sfide per un'economia che cambia" organizzato da Confcommercio Toscana. "I contratti collettivi sono la ragione storica dell’esistenza delle grandi associazioni d’impresa". 

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5 maggio 2022

Il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, ha partecipato all’evento organizzato da Confcommercio Toscana dedicato ai temi del lavoro e della formazione definiti proprio da Sangalli “la storia e il futuro del nostro essere rappresentanza degli interessi economici, un grande corpo intermedio del Paese”. “I contratti collettivi – ha detto Sangalli -  sono la ragione storica dell’esistenza delle grandi associazioni d’impresa come la nostra. E i contratti sono lo strumento di politica sindacale che ci qualifica in modo più responsabile, autentico e determinante, nella promozione degli interessi degli imprenditori, e al tempo stesso dei collaboratori. Proprio l’ampliarsi del recinto del contratto a tutte le forme di garanzia sociale e di welfare sia la vera leva di modernità". "E in un momento come questo, di estrema incertezza - ha osservato Sangalli -  il fatto che i nostri collaboratori possano contare su una offerta sanitaria e previdenziale integrativa, collegata proprio al contratto, rappresenta un concreto valore di solidarietà e di sicurezza sociale”. "Il contratto rappresenta il ponte tra imprenditori e collaboratori. E proprio in questi giorni abbiamo messo in campo uno strumento di previdenza integrativa per gli imprenditori e i lavoratori autonomi, con l’apertura per questi mondi, di solito non garantiti, del nostro Fondo Fonte, destinato come sapete ai dipendenti del terziario". Sangalli ha quindi toccato l’altro tema della giornata, quello della formazione. “Il Covid ha certamente cambiato le carte in tavola sul mercato del lavoro, ma ha anche fatto esplodere contraddizioni latenti che attraversavano da anni il mercato del lavoro italiano. Penso al tema delle competenze, alla questione della produttività, al collegamento tra scuola e lavoro, tra scuola e impresa.  E qui entra in pieno il tema della formazione, che è davvero il tema “del futuro”, nel senso che è quello che dà forma al futuro”. “Infatti, davanti al mondo che cambia a tassi crescenti, dove i mestieri antichi sono permeati di tecnologia e nuove professioni nascono senza sosta, la formazione (la formazione continua, se posso aggiungere) è l’unica strada che ci permette di non perdere il treno della crescita”. 

 

Il “peso” economico della guerra in Ucraina

 

"Pensavamo di aver passato a nuttata con il Covid - ha aggiunto Sangalli -  tra drammi familiari, lockdown, smartworking, DAD, blocco del turismo, misure d’emergenza. Proprio pochi giorni fa abbiamo visto la fine dell’obbligo delle mascherine nei locali pubblici, che il Presidente Cursano ha definito il vero segnale di normalità”. "Ma mentre recuperavamo un po’ di questa (pur nuova) normalità - ha detto Sangalli - la guerra entrava nel nostro continente, con tutte le drammatiche conseguenze. La guerra in Ucraina ha del resto determinato come ha detto la Banca Centrale Europea un vero e proprio “spartiacque” per l’Europa. E’ uno spartiacque prima di tutto politico. Ma con un impatto economico gravissimo". "Secondo le stime del nostro Ufficio Studi, e come molti imprenditori hanno già purtroppo toccato con mano - ha aggiunto il presidente di Confcommercio - la situazione attuale potrebbe far triplicare nel 2022 la bolletta energetica delle imprese del terziario di mercato. Il minore potere d’acquisto e l’accresciuta incertezza comportano minori consumi, frenando il PIL, la cui crescita nell’anno in corso risulterebbe più vicina al 2% piuttosto che al 3%. Il prodotto lordo tornerebbe così ai livelli pre-crisi alla fine del 2022, mentre i consumi farebbero registrare, secondo le nostre valutazioni, un altro anno di ritardo per il pieno recupero. Ci attende, insomma, una debolezza del nostro sistema economico con la quale dobbiamo, quindi, convivere ancora a lungo. Per sostenere le imprese bisogna agire sulle moratorie fiscale e creditizie.

 

Riforme e Pnrr per far ripartire il Paese

 

"Per rilanciare l'occupazione, redditi e consumi - ha osservato Sangalli - è necessario mettere a terrà le riforme e gli investimenti del PNRR (penso alla missione 5 del PNRR e agli obiettivi regionali di GOL in ambito formativo); bisogna agire sul cuneo fiscale e contributivo, detassare gli aumenti dei rinnovi contrattuali. In Italia si parla di politiche “attive” per il lavoro e, per converso, viene quasi il dubbio che alcune politiche di sostegno al reddito legate alla disoccupazione siano fin troppo “passive”. Aggiungo una riflessione sul salario minimo per legge. La soluzione percorribile è quella di legare il salario minimo a quanto prevedono i Contratti Collettivi Nazionali di Lavoro delle Organizzazioni delle imprese e dei lavoratori realmente rappresentative. Sarebbe invece sbagliata e controproducente la soluzione del salario minimo fissato per legge: sbagliata perché astratta rispetto alle dinamiche economiche di settore; controproducente perché non terrebbe conto del ruolo sempre più importante del welfare contrattuale”.

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