L'Italia è solo rossa e arancione

L'Italia è solo rossa e arancione

Nuove ordinanze del Ministero della Salute: Calabria, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Piemonte e Toscana risalgono in arancione, la Sardegna scende in rosso. Il nuovo bilancio è di quattordici regioni in arancione (più Trentino e Alto Adige) e cinque in rosso.

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27 marzo 2021

Una retrocessione (la Sardegna, da arancione a rosso) e sei promozioni: Calabria, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Piemonte e Toscana (da rosso ad arancione). Sono i cambiamenti nei "colori" delle regioni in base alle nuove ordinanze firmate dal ministro della Salute Roberto Speranza, valide da lunedì 12 aprile.

Dunque, in base all'indice Rt e alla nuova stretta prevista dal decreto approvato in Consiglio dei ministri troviamo:

- nell'area arancione: Abruzzo, Provincia Autonoma di Bolzano, Provincia Autonoma di Trento, Umbria, Liguria, Sicilia, Molise, Lazio, Veneto, Marche, Calabria, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Piemonte, Toscana.

 - nell'area rossa: Basilicata, Campania, Valle d’Aosta, Puglia, Sardegna.

 

Confcommercio Veneto: “un primo passo per uscire dall’incubo”

 

Moderata soddisfazione in casa Confcommercio Veneto per la risalita in zona arancione: “non è la ‘resurrezione’ alla quale tutti agogniamo, ma è pur sempre quella progressione”, commenta il presidente Patrizio Bertin. “L’importante – continua – è che la progressione, da adesso in avanti, sia effettivamente una progressione che non deve più conoscere arretramenti. Solo in questo modo la tensione che si è accumulata nelle nostre imprese potrà essere stemperata evitando così uno scivolamento verso lo scontro sociale, da evitare a tutti i costi”.

Da martedì 6 aprile abbigliamento, oreficerie, mobili, casalinghi e mercati sono dunque tornati in attività. “Non è molto – conclude Bertin – ma è un primo passo. Se la campagna vaccinale, che evidentemente sta dando i propri risultati, proseguirà a ritmo sostenuto, potremo oggettivamente sperare di uscire presto da un incubo che dura da oltre tredici mesi”.

 

Confcommercio Milano: “con l’arancione recuperiamo solo 440 milioni”

Il ritorno della Lombardia in zona arancione consentirà, con la riapertura dei negozi, un parziale recupero nei fatturati delle imprese dopo che un mese di zona rossa è costato alle attività del commercio, del turismo e dei servizi la “bella” cifra di 1 miliardo e 160 milioni. Il calcolo è dell’Ufficio Studi di Confcommercio Milano, Lodi, Monza e Brianza, che stima in 440,5 milioni al mese l’incremento complessivo con il passaggio dal rosso all’arancione (il 28,6% rispetto alla normalità, senza Covid), mentre saranno 17.661 le attività commerciali che potranno riaprire.

“L’annunciato ritorno di Milano e dei nostri territori in zona arancione consente finalmente a tanti negozi e ambulanti non alimentari di poter riprendere l’attività dopo un mese di chiusura. Uno stop disastroso che gli operatori commerciali faticano sempre più a comprendere. Dopo oltre un anno di Covid siamo lontanissimi dall’auspicata normalità: ci sono almeno altri 720 milioni di euro di fatturato mensile da recuperare e voglio ricordare che, nel 2020, a Milano il terziario ha perso quasi 40 miliardi di euro. L’incertezza generata dal continuo cambio di colori impedisce in generale alle imprese qualunque programmazione attendibile. Serve un deciso cambio di passo: con un piano graduale per riaprire in sicurezza tutte le attività. I protocolli per operare ci sono”, ha commentato il segretario generale dell’Associazione, Marco Barbieri.

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