Tutta Italia in bianco, con un'eccezione

Tutta Italia in bianco, con un'eccezione

La nuova ordinanza del Ministero della Salute stabilisce la zona bianca dal 21 giugno per tutte le Regioni e le province autonome, solo la Valle d'Aosta resta in zona arancione.

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18 giugno 2021

Dopo che il 14 giugno scorso anche Emilia Romagna, Lazio, Lombardia, Piemonte e Puglia, più la provincia autonoma di Trento, erano entrate in zona bianca, ora dal 21 giugno è il turno di altre sei Regioni (Basilicata, Calabria, Campania, Marche, Sicilia, Toscana) e della provincia autonoma di Bolzano. A prevederlo è la nuova ordinanza firmata dal ministro della Salute, Roberto Speranza, sulla base dei dati e delle indicazioni della cabina di regia, che dunque lascia solo la Valle d'Aosta in zona gialla.

Confcommercio Valle d’Aosta: “ulteriori danni dal rinvio della zona bianca”

"Questa situazione non fa altro che creare ulteriori danni al mondo del commercio e del turismo in Valle d'Aosta. Le imprese hanno bisogno di certezze per programmare la stagione e non vivere di settimana in settimana con la speranza di passare cambiare zona". Così Graziano Dominidiato, presidente di Confcommercio Vda, sul rinvio del passaggio in zona bianca almeno fino a fine giugno. "Visto l'andamento del calo dei contagi e in rapporto all'incidenza sugli abitanti - aggiunge - c'è da sperare che i dati siano migliori alla fine della prossima settimana e che il governo nazionale possa così rivedere la 'colorazione' della Valle d'Aosta. Qualora i dati invece non lo permettessero ancora confidiamo in una deroga nella prossima ordinanza del presidente della Regione, Erik Lavevaz, sui posti a sedere nel settore della ristorazione in zona gialla, almeno all'aperto, portando i parametri come nell'agognata zona bianca".

Fipe: “una boccata d’ossigeno per 9mila bar e 7mila ristoranti”

Con l'ingresso in zona bianca, nei 9mila bar del Friuli Venezia Giulia, della Sardegna e del Molise è finalmente possibile ricominciare a bere il caffè al bancone. Per Fipe-Confcommercio si tratta di una "boccata d'ossigeno, in particolare per i 4mila locali che fino ad oggi sono stati costretti a stare chiusi o a lavorare soltanto con l'asporto, non avendo spazi all'esterno. Ossigeno anche per i 36mila lavoratori dei pubblici esercizi di queste regioni che potranno riprendere il loro posto dietro il bancone dei bar, in cucina o tra i tavoli dei 7.200 ristoranti pronti a riaprire al pubblico le loro sale interne". È il ritorno di un rito tutto italiano, consolidato nel corso dei decenni e attorno al quale si è sviluppato il modello stesso del bar. "Senza la possibilità di somministrare il caffè al banco - spiega Luciano Sbraga, vicedirettore della Federazione italiana dei pubblici esercizi - i locali italiani hanno perso, in media, il 40% dei loro fatturati. Ma al di là dei freddi numeri, è importante sottolineare come si tratti di un piccolo, importante passo verso un ritorno alla normalità. In questi quattordici mesi, infatti, molti di quei gesti quotidiani cui eravamo abituati ci sono stati proibiti. Oggi, piano piano, i divieti stanno cadendo e ci stiamo riappropriando dei nostri spazi di socialità". Fipe celebra questo momento con una campagna di comunicazione social, #ilsolito, realizzata insieme ad alcune grandi aziende dell'alimentare, "destinata a chi ha voglia di riprendersi la propria vita e tornare a condividere. Perché dopo tante incertezze e difficoltà, abbiamo tutti voglia di un po' di normalità".

Confcommercio Veneto: “una vittoria dei veneti, ora si sostenga l’occupazione”

“La zona bianca è una vittoria dei veneti che hanno perseguito quest’obiettivo con pazienza e responsabilità. Solo qualche settimana fa sembrava una chimera, ora ci siamo e ha come il sapore di una liberazione, anche se sappiamo benissimo che ci vuole ancora tempo e impegno per debellare definitivamente la pandemia. Ma è un passo in avanti importante, conquistato con i denti e da difendere”. Parole del presidente di Confcommercio Veneto, Patrizio Bertin, per il quale “c'è margine per salvare la stagione che inizia. Adesso è necessario sostenere l’occupazione, in particolar modo degli stagionali. Parliamo di persone che ogni anno riprendono il proprio posto nelle varie strutture, dalla ristorazione al ricettivo fino al comparto del tempo libero e del divertimento. Servono misure appropriate, in particolare sgravi fiscali, per permettere a questi lavoratori di avere continuità, anche quest’estate, al loro impiego. Senza personale adeguato non può esserci ripresa effettiva”.

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