Altre cinque regioni diventano bianche

Altre cinque regioni diventano bianche

La nuova ordinanza del Ministero della Salute stabilisce la zona bianca dal 14 giugno per Emilia Romagna, Lazio, Lombardia, Piemonte e Puglia, più la provincia autonoma di Trento. Si vanno ad aggiungere ad Abruzzo, Liguria, Umbria , Veneto, Sardegna, Friuli Venezia Giulia e Molise.

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11 giugno 2021

Dopo aver ritrovato "macchie" di bianco a fine maggio con Sardegna, Friuli Venezia Giulia e Molise e l'aggiunta di Abruzzo, Liguria, Umbria e Veneto la settimana scorsa, da lunedì 14 giugno anche Emilia Romagna, Lazio, Lombardia, Piemonte e Puglia, più la provincia autonoma di Trento, entrano in zona bianca. A prevederlo è una nuova ordinanza firmata dal ministro della Salute, Roberto Speranza, sulla base dei dati e delle indicazioni della cabina di regia.

Fipe: “una boccata d’ossigeno per 9mila bar e 7mila ristoranti”

Con l'ingresso in zona bianca, nei 9mila bar del Friuli Venezia Giulia, della Sardegna e del Molise è finalmente possibile ricominciare a bere il caffè al bancone. Per Fipe-Confcommercio si tratta di una "boccata d'ossigeno, in particolare per i 4mila locali che fino ad oggi sono stati costretti a stare chiusi o a lavorare soltanto con l'asporto, non avendo spazi all'esterno. Ossigeno anche per i 36mila lavoratori dei pubblici esercizi di queste regioni che potranno riprendere il loro posto dietro il bancone dei bar, in cucina o tra i tavoli dei 7.200 ristoranti pronti a riaprire al pubblico le loro sale interne". È il ritorno di un rito tutto italiano, consolidato nel corso dei decenni e attorno al quale si è sviluppato il modello stesso del bar. "Senza la possibilità di somministrare il caffè al banco - spiega Luciano Sbraga, vicedirettore della Federazione italiana dei pubblici esercizi - i locali italiani hanno perso, in media, il 40% dei loro fatturati. Ma al di là dei freddi numeri, è importante sottolineare come si tratti di un piccolo, importante passo verso un ritorno alla normalità. In questi quattordici mesi, infatti, molti di quei gesti quotidiani cui eravamo abituati ci sono stati proibiti. Oggi, piano piano, i divieti stanno cadendo e ci stiamo riappropriando dei nostri spazi di socialità". Fipe celebra questo momento con una campagna di comunicazione social, #ilsolito, realizzata insieme ad alcune grandi aziende dell'alimentare, "destinata a chi ha voglia di riprendersi la propria vita e tornare a condividere. Perché dopo tante incertezze e difficoltà, abbiamo tutti voglia di un po' di normalità".

 

Confcommercio Veneto: “una vittoria dei veneti, ora si sostenga l’occupazione”

“La zona bianca è una vittoria dei veneti che hanno perseguito quest’obiettivo con pazienza e responsabilità. Solo qualche settimana fa sembrava una chimera, ora ci siamo e ha come il sapore di una liberazione, anche se sappiamo benissimo che ci vuole ancora tempo e impegno per debellare definitivamente la pandemia. Ma è un passo in avanti importante, conquistato con i denti e da difendere”. Parole del presidente di Confcommercio Veneto, Patrizio Bertin, per il quale “c'è margine per salvare la stagione che inizia. Adesso è necessario sostenere l’occupazione, in particolar modo degli stagionali. Parliamo di persone che ogni anno riprendono il proprio posto nelle varie strutture, dalla ristorazione al ricettivo fino al comparto del tempo libero e del divertimento. Servono misure appropriate, in particolare sgravi fiscali, per permettere a questi lavoratori di avere continuità, anche quest’estate, al loro impiego. Senza personale adeguato non può esserci ripresa effettiva”.

 

Confcommercio Valle d’Aosta: “ulteriori danni dal rinvio della zona bianca”

 

"Questa situazione non fa altro che creare ulteriori danni al mondo del commercio e del turismo in Valle d'Aosta. Le imprese hanno bisogno di certezze per programmare la stagione e non vivere di settimana in settimana con la speranza di passare cambiare zona". Così Graziano Dominidiato, presidente di Confcommercio Vda, sul rinvio del passaggio in zona bianca almeno fino a fine giugno. "Visto l'andamento del calo dei contagi e in rapporto all'incidenza sugli abitanti - aggiunge - c'è da sperare che i dati siano migliori alla fine della prossima settimana e che il governo nazionale possa così rivedere la 'colorazione' della Valle d'Aosta. Qualora i dati invece non lo permettessero ancora confidiamo in una deroga nella prossima ordinanza del presidente della Regione, Erik Lavevaz, sui posti a sedere nel settore della ristorazione in zona gialla, almeno all'aperto, portando i parametri come nell'agognata zona bianca".

 

Confcommercio Piemonte: “troppe incertezze per le imprese”

Le nuove regole per la zona gialla non sono state accolte positivamente da Confcommercio Piemonte: “non c'è nulla di peggio dell'incertezza per le imprese – ha commentato la presidente Maria Luisa Coppa – che dovranno fare acquisti alimentari senza sapere se, come e quando, potranno servire i clienti”. La mancanza di controlli e di una pianificazione adeguata, per l'Associazione, ha colpito duramente le imprese, che si ritrovano in zona gialla, ma nel caos più totale. A tutto questo si aggiunge la nuova normativa per i ristoranti, che potranno tornare a lavorare solo se provvisti di spazi all'aperto: “la propagandata apertura dei dehors per alcuni esercizi pubblici – ha spiegato Coppa – non tiene conto del particolare clima primaverile del Nord del Paese caratterizzato da instabilità atmosferica come nei prossimi giorni. Se piove a metà cena cosa facciamo?”. L'impressione, secondo l'Associazione, è che i nuovi provvedimenti non tengano conto delle reali problematiche del settore. La cena nel solo dehors – ha concluso Coppa – è impraticabile. Occorre che al più presto sia data la possibilità di poter accedere all'interno dei locali, nel pieno rispetto delle norme di sicurezza”.

 

Confcommercio Calabria: “la cattiva gestione ritarda la zona bianca”

Un anno fa, in questo stesso periodo, la Calabria era tra le regioni con il più basso indice di contagio. Oggi invece rischia di essere una delle ultime a raggiungere la tanto agognata zona bianca. “La cattiva gestione della sanità - ha commentato il presidente di Confcommercio Calabria, Klaus Algierie il rallentamento nella somministrazione dei vaccini, come anche l’incompetenza diffusa tra gli organi deputati a governarci, hanno impedito alla nostra Regione di stare al passo con le altre”. Questa situazione rischia di tradursi in un ulteriore colpo per le imprese del territorio, in particolare quelle del turismo. Il passaggio alla zona bianca arriverà, secondo l’Associazione, nella seconda metà di giugno. “La stagione turistica - ha continuato Algieri - è alle porte, ma senza la tranquillità del passaggio in zona bianca i turisti hanno timore a spostarsi e di conseguenza le attività rimangono ferme nonostante siano pronte". Secondo le previsioni dell'Associazione ci sarà un boom di presenze nel mese di luglio, ma giugno sarà, purtroppo, un altro mese di lavoro perso. Per Confcommercio Calabria questo ritardo è l’ennesima occasione sprecata per dare un po’ di slancio all’economia locale, provata dalla lunga crisi dovuta alla pandemia. “I sussidi servono a tamponare, ma l’unica cosa che ci può salvare è poter tornare a lavorare. La Calabria merita di essere la punta di diamante dell'offerta turistica, enogastronomica e culturale. Siamo stanchi di essere tra gli ultimi per colpe non nostre, è tempo che ci venga riconosciuto il nostro reale valore”, ha concluso Algieri.

Confcommercio Milano: “con la zona gialla solo una mezza ripartenza”

Il probabile ritorno alla zona gialla, ma in versione “rafforzata” con ancora lo stop per bar e ristoranti che non dispongono di spazi all’aperto, porterà i ricavi complessivi delle attività commerciali e dei pubblici esercizi a 1 miliardo e 91 milioni di euro (il 70,8% del valore normale senza Covid). Si tratta di 269,3 milioni in più rispetto alla zona arancione, con un recupero più importante per il commercio al dettaglio (197,6 milioni di euro) rispetto alla ristorazione (solo 71,4 milioni). Queste le stime dell’Ufficio Studi di Confcommercio Milano, Lodi, Monza e Brianza, secondo il quale l’apertura serale all’aperto per i pubblici esercizi non compensa i mancati ricavi delle attività di ristorazione e bar. A Milano per il 50% delle imprese non cambierà nulla, mentre la zona gialla “tradizionale” avrebbe portato almeno altri 71 milioni in più.

“Quella che tutti chiamano ripartenza – commenta Marco Barbieri, segretario generale di Confcommercio Milano, Lodi, Monza e Brianza – sarà, dal punto di vista economico, soltanto una mezza ripartenza. Il maggior movimento delle persone, il riavvio di cinema, teatri, sale da concerto costituiranno, ovviamente, importanti elementi d’aiuto, ma non capiamo perché ciò che era consentito a febbraio non lo è più a maggio in una situazione mutata per i migliori dati epidemiologici e il progresso della campagna vaccinale. Con la zona gialla ‘rafforzata’ si crea è crea, nel commercio, una discriminazione fra imprese che va al più presto corretta. Così come è naturale che la parziale ripresa di attività serali debba anche consentire un meccanismo di coprifuoco meno rigido”.

“La ripartenza ridimensionata – conclude Barbieri – emerge anche da altri segnali decisamente preoccupanti come il rischio rinvio del Salone del Mobile. La ricaduta sull’indotto, ma in generale anche sulla fiducia, sarebbe pesantissima”.

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