Squeri (Confcommercio) su lotta alla mafia: consentire alle associazioni la costituzione di parte civile

Necessario modificare norma del "pacchetto Sicurezza" per ripristinare il pieno accesso al Fondo vittime della mafia108/09

Squeri (Confcommercio) su lotta alla mafia: consentire alle associazioni la costituzione di parte civile

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6 novembre 2009

 

 

108/09                                                                           Roma, 6.11.09

 

Necessario modificare norma del “pacchetto Sicurezza” per ripristinare il pieno accesso al Fondo vittime della mafia

 

SQUERI (CONFCOMMERCIO) SU LOTTA ALLA MAFIA:

CONSENTIRE ALLE ASSOCIAZIONI LA COSTITUZIONE DI PARTE CIVILE

 

 

“Nella lotta alla mafia gli esempi e le risorse sono fondamentali,  così come la solidarietà agli imprenditori taglieggiati deve concretizzarsi in atti tangibili. Sono quindi d’accordo con il Presidente della Camera e anzi aggiungo che fra il dire e il fare c’è di mezzo… il fare. E il fare per  Confcommercio – Imprese per l’Italia significa, anche, aver intrapreso una strada che la vede al fianco dei soci vittime della criminalità organizzata costituendosi, attraverso le organizzazioni territoriali, parte civile nei processi di mafia”. Questo il commento di Luca Squeri, Presidente Commissione Sicurezza e Legalità di Confcommercio alle dichiarazioni del Presidente della Camera Gianfranco Fini.

 

“Ma – sottolinea Squeri - per quella che reputiamo essere una “svista legislativa” del “Pacchetto Sicurezza” è stata limitata, per gli enti territoriali, le associazioni di categoria, le associazioni antiracket che hanno deciso di costituirsi parte civile nei processi di mafia e che hanno ottenuto una sentenza di condanna nei confronti di organizzazioni mafiose e il risarcimento del danno, la possibilità di accedere al fondo per le vittime della mafia”.

 

“L’appello che Confcommercio rivolge alle istituzioni – conclude la nota – è che si possa rimediare celermente all’attuale situazione che a fronte di un risparmio sicuramente non determinante sulle risorse del Fondo rischia di produrre un pericoloso isolamento delle vittime di mafia, diminuendo e limitando il ruolo sempre più incisivo, sia di contrasto che di solidarietà, che gli enti locali e le associazioni sono venute assumendo attraverso il loro costituirsi parte civile nei giudizi penale e civile”.

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