Squeri (Confcommercio) su suicidio gioiellere: un commerciante rapinato è sempre una vittima, anche quando reagisce

No alla giustizia fai da te e al far west, ma non si possono mettere sullo stesso piano vittime e criminali. Iniziative della Confcommercio per sensibilizzare i commercianti a non reagire in caso di rapina20/2009

Squeri (Confcommercio) su suicidio gioiellere: un commerciante rapinato è sempre una vittima, anche quando reagisce

DateFormat

3 marzo 2009
20/09

20/09

Roma, 28.2.2009

 

 

No alla giustizia fai da te e al far west, ma non si possono mettere sullo stesso piano vittime e criminali. Iniziative della Confcommercio per sensibilizzare i commercianti a non reagire in caso di rapina

 

Squeri (Confcommercio) su suicidio gioiellere: un commerciante rapinato è sempre una vittima, anche quando reagisce

 

 

“Il suicidio di Massimo Mastrolorenzi, è emblematico della disperazione di chi ha avuto una vita segnata per aver reagito a un evento drammatico come una rapina. Noi non vogliamo la giustizia fai da te e tanto meno il ‘far west’, e lo ribadiamo da tempo, ma non si possono mettere sullo stesso piano vittime e criminali. L’imputazione di omicidio volontario è una forzatura ideologica del diritto”: questo il commento di Luca Squeri, Presidente Commissione Politiche per la Sicurezza di Confcommercio, sulla vicenda del gioielliere romano che si è tolto la vita ieri.

 

“I cittadini, e i commercianti in particolare sono sconfortati, si sentono soli. E da soli pensano di difendersi. Il nostro consiglio – prosegue il rappresentante di Confcommercio - è sempre quello, di fronte ad una rapina, di non reagire, di non mettere a repentaglio la propria vita o quella degli altri a fronte dell’incasso, e di non rischiare le conseguenze anche penali di gesti comprensibili, ma avventati. Meglio prevenire le situazioni, attraverso l’uso di telecamere, collegamenti con le centrali operative e affidarsi sempre alla costante collaborazione con le forze dell’ordine. E’ questa la linea di Confcommercio e sulla quale stiamo sviluppando - insieme alle Questure, all’Arma dei Carabinieri e al Ministero dell’Interno - dei progetti mirati, fra quali un vademecum antirapina per i commercianti.”

 

“Ma il vero problema – ribadisce Squeri - è la giustizia: da un lato manca la certezza della pena, e così il rapinatore identificato e incriminato si ritrova a girare a piede libero dopo pochi giorni; dall’altro la legge consente la detenzione e l’utilizzo di armi per difesa personale, ma poi i pm non tengono conto di chi, in una rapina, è la vittima e chi l’aggressore, e delle circostanze drammatiche in cui si verifica il fatto. Nel caso di  Mastrolorenzi si è passati dallo scagionarlo per legittima difesa all’imputarlo per eccesso di legittima difesa ed infine accusarlo di omicidio volontario. In quest’ultima ipotesi , verrebbe da parlare di forzatura ideologica del diritto. E’ più corretto ragionare, invece, come nel caso del tabaccaio di Milano, in termini di legittima difesa putativa”.

Banner grande colonna destra interna

Aggregatore Risorse

ScriptAnalytics

Cerca