Tax credit librerie 2022, domande fino al 28 ottobre

Tax credit librerie 2022, domande fino al 28 ottobre

La Legge di bilancio 2022 ha rinnovato l'agevolazione per i venditori di libri al dettaglio, aggiungendo altri 10 milioni di euro per ciascuno degli anni 2022 e 2023. 

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16 settembre 2022

La Legge di Bilancio del 2018 ha previsto un credito d’imposta per i venditori che operano nella vendita al dettaglio di libri: il cosiddetto tax credit librerie. Anche per il 2022 l’incentivo è stato rinnovato dal Ministero delle Cultura, in accordo con il Ministero dell’Economia e delle Finanze. Le domande possono essere inviate dal 15 settembre al 28 ottobre 2022. Le richieste devono essere presentate esclusivamente online, sul sito dei Beni culturali. Per l’anno in corso nella domanda dovrà essere specificata la dimensione dell’impresa: micro, piccola, media, grande.

Il tax credit andrà indicata nella dichiarazione dei redditi presentando il modello F24 sul sito dell’Agenzia delle entrate (codice contributivo 6894). Il credito sarà utilizzabile esclusivamente in compensazione (entro i limiti del regolamento dell’Ue in materia di aiuti di piccola entità) e quindi non concorre alla formazione del reddito.

Dal primo al 30 settembre 2022 sono aperte anche le domande di accesso per il tax credit edicole, noto anche come Bonus edicole, un credito di imposta per gli esercenti che operano nel settore della vendita al dettaglio di giornali, riviste e periodici.

Indice:

Che cos'è il tax credit

Il Ministero della Cultura ha pubblicato le date per presentare le domande per il tax credit librerie. Dalle ore 12.00 del 15 settembre fino alle 12.00 del 28 ottobre 2022 è possibile presentare la domanda di accesso, per l'anno 2021, al credito di imposta per gli esercenti che operano nella vendita al dettaglio di libri in esercizi specializzati con codice ATECO principale 47.61 (Commercio al dettaglio di libri nuovi in esercizi specializzati) o 47.79.1. (Commercio al dettaglio di libri di seconda mano).

Scopri tutti i contributi per i codici Ateco nella pagina dedicata

Le istanze, relative all’anno 2021, si potranno inviare solamente sulla piattaforma online del Mibact e sarà necessario specificare la dimensione dell’impresa: micro, piccola, media, grande. Le risorse saranno poi ripartite tra le imprese idonee, che potranno quindi accedere al credito fiscale e usarle per diverse categorie di spesa, fino ad un totale massimo di 20mila euro per le librerie indipendenti e di 10mila per gli altri. Successivamente, la legge n. 15 del 13 febbraio 2020 recante “Disposizioni per la promozione e il sostegno della lettura”, all’articolo 10, ha previsto che “Al fine di potenziare le attività commerciali che operano nel settore della vendita al dettaglio di libri, l’autorizzazione di spesa di cui all’articolo 1, comma 319, della legge 27 dicembre 2017, n.205, è incrementata di 3.250.000 euro annui a decorrere dall’ anno 2020”.

Per accedere alla compilazione occorrerà registrarsi inserendo:

  • i dati dell'imprese esercente (ragione sociale e codice fiscale);
  • i campi relativi al legale rappresentante (nome, cognome, codice fiscale, email).

A tal riguardo nella comunicazione viene fatto presente che:

  • alcuni dati riferiti all'esercente o ai punti vendita verranno confrontati con i sistemi informativi della Camera di Commercio;
  • gli utenti che hanno presentato istanza o effettuato l’accesso al portale nell’anno precedente, devono comunque effettuare una nuova registrazione.

Ambrosini: “Estendere le risorse a tutta le rete delle librerie”

Il presidente dell’Associazione librai italiani, Paolo Ambrosini, si è schierato, con qualche riserva, a favore del tax credit: “una misura che ha aiutato molto quella fascia più debole strutturalmente delle librerie; oggi vi è però la necessità di rivedere la misura e di estenderne gli effetti positivi a tutta la rete delle librerie cercando di distribuire in modo più equo le risorse stanziate”.

Per l’Associazione il tax credit, così come è strutturata al momento, crea un vantaggio molto robusto ad alcune aziende, che in alcuni casi arriva anche al 20% del loro fatturato. “La speranza - ha spiegato Ambrosini - è che nella legge sul libro che il ministro Franceschini ha anticipato di voler avviare si possa trovare lo spazio per correggere questa misura”.

I numeri del settore

Dopo i mesi difficili della pandemia, il settore delle librerie è in ripresa: Nel corso del 2021 oltre il 55% delle imprese ha registrato una crescita dei clienti, in particolare nella seconda parte dell'anno e il 58,6% ha segnalato un aumento dei libri acquistati (anche in valore). Questi i dati dell'Osservatorio annuale delle librerie italiane realizzato da Ali, in collaborazione con Format Research, un’indagine condotta tra più di 3mila esercizi e oltre 11mila occupanti.

“Siamo riusciti a reggere” ha commentato il presidente di Ali, Paolo Ambrosini, che ha anche osservato come “l'aumento della lettura sia stato favorito dal cambiamento delle abitudini della popolazione durante il lockdown. Inoltre le misure delle istituzioni tra cui l’aumento della dotazione del tax credit, il bonus cultura 18 app e i 30 milioni del fondo per le biblioteche per acquistare libri dalle librerie del territorio, sono state una boccata d’ossigeno per le imprese del settore”.

Anche il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, ha sottolineato in più di un’occasione l’importanza del settore, apprezzandone in particolare la forza e la resilienza dimostrata dal comparto durante i mesi del lockdown. “Posso dire che è una grande soddisfazione - ha dichiarato Sangalli durante il suo intervento all’Assemblea nazionale di Ali - che di fronte ad una crisi tra le più profonde degli ultimi decenni, con smarrimento e incertezza per tutti i librai sono stati un’ancora e un approdo".

Il 2021 è quindi riuscito ad aumentare il clima di fiducia delle librerie, ma allo stesso tempo ha portato anche un peggioramento dei costi di gestione. Ad oggi "fare libreria" diventa sempre più dispendioso e la situazione è destinata a peggiorare nel corso del 2022.

Requisiti, limiti e importi

Il tax credit per le librerie non ha un importo fisso come per i bonus, perché la somma viene calcolata in base ad una serie di spese legate ai locali in cui si svolge l’attività di vendita, tenendo conto anche dei limiti per ogni esercente. Le librerie indipendenti, ad esempio, possono richiedere fino a 20mila euro. Per tutte le altre, invece, il tetto massimo è di 10mila.

Di seguito una tabella con le spese per categoria (gli importi sono riferiti all’anno precedente la richiesta del credito di imposta):

Imu 3.000 euro
Tari 1.500 euro
Tasi 500 euro
Imposta sulla pubblicità 1.500 euro
Tassa per l'occupazione di suolo pubblico 1.000 euro
Spese per locazione 8.000 euro al netto dell'Iva
Spese per mutuo 3.000 euro
Contributi previdenziali e assistenziali per i dipendenti 8.000 euro

Per poter richiedere il credito d’imposta i soggetti dovranno soddisfare alcuni requisiti:

  • devono essere attività commerciali di vendita di libri al dettaglio con codice Ateco principale 47.61 o 47.79.1;
  • il 70% dei ricavi dell’anno precedente (in questo caso del 2019 perché fa riferimento all’anno 2020) devono derivare dalla vendita di libri, anche usati;
  • la sede legale deve far parte dello Spazio Economico Europeo (SEE);
  • devono avere la residenza fiscale in Italia ed essere quindi soggetti alla tassazione del nostro Paese.

Come e chi può presentare la domanda

Per presentare la domanda bisogna compilare la richiesta di registrazione che si trova sul sito dei Beni culturali. Le informazioni richieste sono le seguenti:

  • dati dell’impresa esercente:
    • ragione sociale;
    • codice fiscale;
  • dati del legale rappresentante:
    • nome;
    • cognome;
    • codice fiscale;
    • email.

Per ulteriori informazioni consulta il file PDF "Guida alla compilazione della domanda" del Ministero della Cultura.

In caso di errori nel completamento della procedura si potrà scrivere una email (in Posta elettronica ordinaria, non PEC) all’indirizzo taxcreditlibrerie@beniculturali.it indicando:

  • il codice fiscale dell’esercente ed eventualmente l’id della domanda;
  • una spiegazione chiara dell’errore;
  • allegare, in caso di errore di inserimento nel sistema, i file PDF e P7M;

Per completare la registrazione sarà necessaria anche la firma digitale del legale rappresentante della società che richiede l’istanza, come risulta dai dati registrati alla Camera di Commercio di riferimento.

Per quanto riguarda gli esercenti che hanno già presentato domanda negli anni precedenti dovranno registrarsi nuovamente sul sito.

Una volta riconosciuto il credito d’imposta potrà essere usato a compensazione presentando il modello F24 tramite i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate. L’importo esatto del credito dovrà poi essere indicato sia nella dichiarazione dei redditi dello stesso periodo in cui è stato riconosciuto il beneficio, sia in quella del periodo di imposta in cui viene utilizzato l’incentivo, specificando anche la spesa e la cifra riconosciuta.

Si ricorda che il credito d'imposta è parametrizzato, con riferimento al singolo punto vendita e riferito alle seguenti voci:

  • imposta municipale unica - IMU;
  • tributo per i servizi indivisibili - TASI;
  • tassa sui rifiuti - TARI;
  • imposta sulla pubblicità;
  • tassa per l'occupazione di suolo pubblico;
  • spese per locazione, al netto IVA;
  • spese per mutuo;
  • contributi previdenziali e assistenziali per il personale dipendente.

Il 28 settembre scorso è stato firmato dal sottosegretario all'Editoria, Giuseppe Moles, un dpcm per la ripartizione delle risorse del Fondo straordinario per l'editoria da 90 milioni, di cui 15 sono stati destinati al bonus edicole, il credito d'imposta per gli esercenti di attività commerciali che operano nel settore della vendita al dettaglio di giornali, riviste e periodici.

L’intervista al presidente di Ali, Paolo Ambrosini

1)Dopo questo periodo difficile, dove comunque il settore ha registrato degli ottimi risultati, come vede il futuro delle librerie indipendenti?

Le librerie hanno beneficiato di misure e provvedimenti che le hanno aiutate a uscire prima e meglio delle altre imprese della distribuzione commerciale dalla crisi Covid; rimangono però ancora delle aree di criticità che ci auguriamo possano essere superate con il ritorno ad una piena mobilità. Il futuro passa anche attraverso misure che sostengano e stimolino la domanda di lettura che purtroppo è in costante calo. Di questo e di molto altro stiamo ragionando proprio in questi giorni con il Ministero e ci auguriamo che nel giro di qualche settimana possa avviarsi il percorso parlamentare della legge sul libro annunciata dal ministro Franceschini. Detto ciò credo che per i mesi più vicini a noi dovrebbe continuare l'onda positiva nel mercato.

2) Al Salone del Libro avete chiesto, insieme ad Aie, più fondi per i libri di testo scolastici, che cosa ci può dire a proposito di questo?

Il mercato dei libri di testo è in molti casi il primo punto di contatto con il mondo del libro per gli italiani e per i nuovi italiani; ma sono anche lo strumento attraverso il quale si formano i nuovi cittadini ed è pertanto prioritario accompagnare le famiglie nell'acquisto cercando di sostenerle in caso di difficoltà economiche. Da qui le nostre richiesta di triplicare il fondo per il diritto allo studio (attualmente pari a 103 milioni) e di introdurre la misura della detrazione fiscale per tutte le altre famiglie. Oggi il libro è stato riconosciuto bene essenziale se lo Stato non riserva a queste categorie di beni le misure di intervento e sostegno a cosa le deve riservare? 

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