Terziario: a Vicenza modificato il contratto integrativo provinciale

Confcommercio e le organizzazioni sindacali hanno cambiato l'accordo, che sfrutta ora i vantaggi del welfare aziendale. Interessati 50mila lavoratori del commercio e dei servizi. Rebecca: "si consolida un clima positivo nelle relazioni sindacali e all'interno delle stesse aziende".

Confcommercio Vicenza e le organizzazioni sindacali di categoria Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil hanno firmato il 31 gennaio scorso un accordo che modifica il contratto integrativo provinciale, valido per tutti i lavoratori dei settori commercio e servizi.  Per circa 11mila aziende del Vicentino e oltre 50mila dipendenti cambiano così il valore e le modalità di erogazione del "premio" annuale, che ora potrà essere più "pesante" per i lavoratori, ma allo stesso tempo più "leggero", per le aziende. Non si tratta di un'alchimia contabile, perché l'innovazione del nuovo contratto consiste nella facoltà, per le imprese, di istituire un piano di welfare aziendale in accordo tra tutti i lavoratori, anziché pagare il Premio Variabile Collettivo.  Le somme erogate in welfare potranno essere usate per una svariata tipologia di prestazioni: dai buoni spesa dei negozi ai buoni benzina, dalla sanità, all'istruzione, alla previdenza e a molto altro ancora. Nella sostanza, fino a ieri i lavoratori ricevevano in busta paga 170 euro lordi, che si trasformavano in circa 120 euro netti per il dipendente e 230 euro di spesa per l'impresa; con il piano di welfare, invece, potranno contare su 180 euro netti, che grazie alla totale decontribuzione e detassazione corrispondono anche al costo reale per l'azienda. Il Premio Variabile Collettivo non va in soffitta, perché se i lavoratori preferiscono l'erogazione diretta in busta paga di questa retribuzione, anziché il welfare, lo potranno fare, pagando però il "gap" fiscale e contributivo che ciò comporta: saranno infatti erogati 150 euro lordi, ma nelle loro "tasche" ne arriveranno circa 100 (con le imprese che alla fine sborseranno circa 200 euro). Chiaro che, conti alla mano, il piano di welfare conviene a tutti. "Abbiamo raggiunto un accordo che unisce due aspetti importanti: il taglio del cuneo fiscale per aziende e lavoratori e l'introduzione di un sistema premiante innovativo, come il welfare, che avrà certamente ulteriori forti sviluppi nel futuro. Il fatto che l'intesa sia stata siglata da tutte le organizzazioni dei lavoratori, pur dopo una lunga trattativa, contribuisce poi a consolidare un clima positivo nelle relazioni sindacali e all'interno delle stesse aziende. Imprese che hanno partecipato attivamente all'accordo attraverso la commissione appositamente costituita, rappresentativa del variegato mondo del Terziario di mercato": è il commento di Sergio Rebecca, presidente di Confcommercio Vicenza. Della soddisfazione di Filcams Cgil Fisascat Cisl e Uiltucs Uil si fa portavoce Roberto Frizzo, segretario provinciale della Uiltucs e vicepresidente dell'Ente Bilaterale Settore Terziario: "l'obiettivo di recuperare potere d'acquisto da parte dei lavoratori è stato raggiunto. Il Terziario vicentino si inserisce a tutti gli effetti in questo nuovo trend che vede anche i CCNL nazionali valorizzare l'istituto del welfare, grazie anche alla spinta dell'ottimizzazione fiscale. L'auspicio è che sia un punto di partenza per una nuova e positiva stagione di rinnovi contrattuali nel nostro settore". A proposito di accordi che valorizzano il welfare, va detto che in provincia, grazie all'assistenza di Confcommercio Vicenza, sono stati siglati nel 2017 una serie di piani di welfare in singole aziende, che hanno coinvolto 630 lavoratori per un valore complessivo di 300 mila euro erogati dalle imprese. Ora questa facoltà è allargata a tutto il mondo del terziario vicentino, semplicemente applicando la modifica del Contratto Integrativo.

02 febbraio 2018