Un protocollo d'intesa per tutelare la produzione biologica italiana

Intesa tra Assosementi e Federbio: a causa di un sistema di deroghe che consente l'utilizzo di seme convenzionale anche per l'agricoltura biologica in Italia la moltiplicazione di sementi bio riguarda solo il 4% della superficie sementiera. La tutela della biodiversità passa dal sostegno all'innovazione vegetale.

Assosementi e FederBio sono pronte a firmare un protocollo d'Intesa che possa superare l'attuale sistema delle deroghe e garantire una produzione biologica tracciata a partire dal seme. È quanto emerso nel corso del convegno "BIO: la crescita del settore e la nuova normativa per le sementi", tenutosi presso l'Aula Magna del plesso di Agraria dell'Università degli Studi di Bologna. Il sistema biologico italiano è tra i più rigorosi a livello mondiale in termini di controlli e rispetto delle regole definite dalle normative di settore. Tuttavia, la moltiplicazione delle sementi secondo il metodo bio coinvolge appena il 4% dell'intera superficie sementiera italiana, poiché è attivo un sistema derogatorio che consente di utilizzare sementi ottenute con tecnica convenzionale anche per l'agricoltura biologica. Secondo i dati ufficiali pubblicati dal CREA-DC, nel 2016 è stato concesso quasi il 94% delle 63.810 deroghe richieste. Il "Nuovo regolamento per la produzione biologica", che dopo l'approvazione da parte della Commissione europea e del Parlamento europeo dovrebbe entrare in vigore il 1° gennaio 2021, prevede il mantenimento del sistema delle deroghe almeno sino al 2035. L'attuale apparato normativo disincentiva quindi l'investimento nella produzione di sementi bio da parte delle aziende sementiere italiane, che considerano ad elevato rischio gli investimenti effettuati nel settore biologico proprio a causa del sistema derogatorio. " Assosementi e FederBio hanno voluto portare all'attenzione delle istituzioni e dell'opinione pubblica un paradosso, ha dichiarato Giuseppe Carli, presidente di Assosementi". In Italia l'agricoltura biologica, tanto apprezzata dai consumatori, non può quasi mai definirsi completamente tale perché il seme, primo anello della filiera, è prodotto con tecniche convenzionali. Riteniamo che la disponibilità di seme per le produzioni in regime biologico potrebbe invece essere garantita da meccanismi che vanno oltre lo strumento della deroga e che prevedono intese tra gli operatori del settore", ha proseguito "Nella fase attuale, dove alla crescita dei consumi di biologico nel mercato interno si sta affiancando finalmente anche la crescita delle superfici coltivate con metodo biologico nel territorio nazionale, è necessario puntare all'organizzazione di filiere che partano dalla scelta di sementi idonee e prodotte anch'esse in biologico, come richiede la normativa vigente. Il nuovo decreto Ministeriale, che rivede finalmente anche in Italia l'organizzazione del sistema di concessione delle deroghe per l'utilizzo di sementi convenzionali non trattate, deve essere l'occasione per avviare una puntuale ricognizione dei fabbisogni e delle disponibilità di semente biologica ma certamente il superamento del sistema delle deroghe non può che cominciare da accordi di filiera che prevedano l'utilizzo di semente bio. E' questo ad esempio il caso dei frumenti antichi e locali, dove una piena valorizzazione del prodotto biologico finito non può prevedere la deroga sul seme. Siamo consapevoli della difficoltà e complessità della sfida, per questo c'è necessità di una stretta alleanza fra i produttori di sementi e i protagonisti delle filiere biologiche nazionali", ha dichiarato il presidente di FederBio, Paolo Carnemolla. Con questo obiettivo le due organizzazioni hanno annunciato oggi di essere pronte a firmare un Protocollo d'Intesa che definisca una stretta collaborazione di filiera e preveda la produzione di sementi biologiche secondo i quantitativi richiesti dagli agricoltori.

 

Assosementi: la tutela della biodiversità passa dal sostegno all'innovazione vegetale

http://www.sementi.it/comunicato-stampa/496/tutela-biodiversita-passa-da-sostegno-a-innovazione

04 maggio 2018