Vicenda Qui Ticket: audizione in Consiglio Regionale per Confcommercio Piemonte ed Epat Torino

Una delegazione delle due Associazioni è stata convocata per discutere dell'emergenza connessa al ritardo dei pagamenti dei buoni pasto da parte della società Qui ticket Group.

Le difficoltà delle imprese piemontesi attive nel settore della somministrazione e del commercio al dettaglio di generi alimentari sono state al centro dei lavori del Consiglio regionale del Piemonte che il 31 luglio scorso è stato nuovamente convocato per discutere dell'emergenza connessa al ritardo dei pagamenti dei buoni pasto da parte della società Qui ticket Group. Una delegazione di Confcommercio Piemonte e Epat Torino è intervenuta per ribadire la gravità del quadro che si è venuto a creare a seguito dei mancati pagamenti da parte della società Qui Ticket, cui è seguita la revoca dell'appalto da parte di Consip, con un disagio che ha interessato migliaia di esercizi commerciali che vantano un credito complessivo di decine di milioni di euro. Pieno appoggio pertanto da parte di Confcommercio Piemonte e Epat Torino all'iniziativa del Consiglio Regionale che, all'unanimità, ha impegnato la Giunta a "intraprendere ogni azione possibile, per quanto di propria competenza, in Conferenza Stato Regioni e nei confronti del ministero del Lavoro e dello sviluppo economico affinché venga trovata, in tempi rapidi, una soluzione" al ritardo nei pagamenti dei buoni pasto da parte della Società Qui ticket Group". L'incontro, coordinato dalla vicepresidente dell'Assemblea Angela Motta e, per l'Esecutivo Regionale, dall'assessore al Lavoro Gianna Pentenero, ha confermato la volontà di trovare delle soluzioni utili, a partire dall'istituzione di un tavolo di crisi per affrontare il problema. "Per il futuro auspichiamo che venga messa mano all'intero sistema a livello nazionale anche dal punto di vista normativo – dichiara il presidente di Epat Alessandro Mautino -  sia per quanto riguarda i criteri con il quale si assegnano gli appalti, che non possono essere solo meramente economici, sia perché riteniamo che le Amministrazioni si debbano far carico di garanzie anche in forma di solidarietà, così come avviene nel mondo del privato, nei confronti degli esercizi pubblici evitando così che siano essi gli unici a doverci rimettere". Confcommercio, attraverso il proprio confidi Ascom Fidi Nord Ovest, ha predisposto uno strumento finanziario apposito per le piccole imprese che prevede un finanziamento fino a 50mila euro per fare fronte nell'immediato alla crisi in cui si trovano.

31 luglio 2018