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BOCCA: "IL GOVERNO SI FACCIA CARICO DI PROBLEMI E POTENZIALITÀ DEL SETTORE"

D:13-2-2003 P:01 T:Turismo: 2003 tra luci ed ombre, cauto ottimismo per il 2004

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13 febbraio 2004
Desidero innanzitutto dare il benvenuto a tutti i presenti, a nome mio e di tutte le organizzazioni aderenti a Confturismo (Faitafedercamping - complessi turistico-ricettivi all'aria aperta, Federalberghi - alberghi, Federnautica - turismo nautico, Fiave

Bocca: “il Governo individui un referente politico per il settore”

 

“Per assicurare al turismo italiano le migliori condizioni per esprimere le enormi potenzialità di cui dispone, garantendo alle imprese risposte e soluzioni adeguate ai continui cambiamenti del mercato, occorre valorizzare i singoli sistemi turistici come fattore di sviluppo dell'intera economia locale, assicurare la crescita professionale ed imprenditoriale di chi opera nel turismo, garantire la conservazione del patrimonio culturale salvaguardando e valorizzando le specificità della marca turistica italiana, garantire alle imprese italiane un contesto legislativo che consenta di operare in condizioni di partenza uguali a quelle degli altri Paesi europei. Purtroppo dobbiamo constatare che questo oggi non avviene”. Nel suo intervento alla conferenza stampa di Milano, il presidente di Confturismo, Bernabò Bocca, ha puntato il dito sugli ostacoli che impediscono al turismo di casa nostra un pieno sviluppo. A cominciare dal problema Iva, che costringe ampi settori a subire un’ingiustificata differenza di trattamento fiscale rispetto ai “competitors” europei. Una soluzione ci sarebbe: “la riduzione dal 10% (in alcuni settori, come per gli stabilimenti balneari, raggiunge anche il 20%) al 5% - ha detto Bocca - genererebbe 4,2 miliardi di euro di domanda aggiuntiva, in grado di attivare 54mila nuovi posti di lavoro e, creando nuova occupazione, non costituirebbe una perdita di gettito fiscale per l’erario. La crescita della tassazione sui redditi di impresa e di lavoro, infatti, compenserebbe abbondantemente la prevista perdita del gettito”.

Vi sono poi alcune realtà che in mancanza di normative precise rischiano di essere penalizzate come il turismo in appartamenti, che da decenni costituisce una percentuale essenziale dell’offerta ricettiva italiana sfiorando il 50% del mercato. “La conoscenza delle dimensioni del fenomeno risulta ancor oggi scarsa – ha sottolineato il presidente di Confturismo - perché soltanto di recente alcune Regioni hanno iniziato a censire gli appartamenti esistenti sul mercato. L’esigenza di avere una fotografia realmente affidabile del comparto del turismo in appartamenti e del suo peso economico ha spinto Rescasa a commissionare un’indagine, che sarà pronta in primavera, sulle dimensioni e le caratteristiche del turismo in appartamenti. Ciò costituirà una base per far emergere il sommerso, sottoponendo tutte le strutture ricettive gestite in forma imprenditoriale ad una pressante concorrenza degli appartamenti privati immessi sul mercato turistico senza essere soggetti ad alcuno degli oneri previsti per le imprese turistiche, a cominciare da quelli fiscali”.

Altro problema ancora aperto è quello dei canoni demaniali, dall’incremento dei quali l’erario intende garantire un gettito di 140 milioni di euro e che potrebbe letteralmente mettere in ginocchio le imprese del settore balneare e le strutture ricettive all’aria aperta. “Siamo allarmati – ha detto Bocca - dal silenzio tombale che c’è rispetto al lavoro di stesura del Regolamento che dovrà definire i nuovi valori dei canoni, senza i quali gli stabilimenti, la prossima stagione, si vedranno triplicati i vecchi canoni. E’ indispensabile che il Governo convochi al più presto un tavolo per la regolamentazione del demanio per concordare con le associazioni di categoria un’adeguata soluzione”. Per quanto riguarda invece le agenzie di viaggio, Bocca ha evidenziato come la loro stessa esistenza è minacciata dal taglio dalle provvigioni attuato prima da Trenitalia e successivamente da Alitalia.

Aprendo poi il capitolo della promozione, Confturismo ha evidenziato nuovamente la necessità di investire e che un adeguato finanziamento dell’Enit è “un obiettivo irrinunciabile che tutti gli operatori del settore non possono che condividere”.  “E’ indubbio – ha detto ancora Bocca - che in una fase di transizione federalista il ruolo delle Regioni in materia di turismo può portare ad una frammentazione di interventi e di normative che possono determinare situazioni anche molto differenti fra di loro, ma proprio per questo motivo è necessario, ferme restando le competenze regionale, che il Governo si faccia carico delle problematiche e delle potenzialità del settore”. La ricetta che Confturismo propone all’Esecutivo è quella del varo di un “pacchetto promozionale” dell’immagine Italia. Ma soprattutto si ritiene necessario che il Governo si impegni per l’individuazione di un referente politico per il settore – sia esso un sottosegretario o un’agenzia per il turismo,  presso la Presidenza del Consiglio o il Ministero dell’Industria -  che coordini le responsabilità regionali e si confronti con le imprese per non vanificare un settore che vale quasi l'8% del Pil, dà lavoro a 2 milioni di persone e porta annualmente nelle casse dello Stato quasi 30 miliardi di euro spesi per vacanze dagli

Stranieri.

 

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