Il Contratto collettivo nazionale dei dirigenti di aziende del terziario, della distribuzione e dei servizi

Il Contratto collettivo nazionale dei dirigenti di aziende del terziario, della distribuzione e dei servizi

Focus dedicato al CCNL Dirigenti Terziario: le novità, il testo e gli aumenti retributivi previsti. Il Contratto, avrà durata triennale a partire dal 1° gennaio 2026 fino al 31 dicembre 2028.

Il 5 novembre 2025, Confcommercio e Manageritalia hanno sottoscritto l’Ipotesi di Accordo di rinnovo del "CCNL per i Dirigenti di aziende del Terziario, della Distribuzione e Servizi"(scarica qui il pdf). Il contratto riguarda oltre 10mila imprese e 32mila dirigenti. La firma, anticipata rispetto alla scadenza naturale del contratto (31 dicembre 2025), rappresenta una scelta di responsabilità e di visione strategica, volta a garantire stabilità, continuità e qualità nelle relazioni sindacali. Il CCNL avrà durata triennale con decorrenza dal 1° gennaio 2026 al 31 dicembre 2028.

I punti chiave dell'accordo:

  • incremento retributivo: aumento lordo mensile a regime di 800 euro, suddiviso in tre tranche che scatteranno il 1° gennaio di ogni anno (320 € dal 2026, 260 € dal 2027, 220 € dal 2028);
  • welfare contrattuale rafforzato: credito welfare annuale di 1.500 €, potenziamento del fondo Mario Negri, conferma dei valori di universalità delle coperture assicurative dell’Antonio Pastore;
  • nuove tutele sociali e demografiche: innovazione sul tema dell’“Invecchiamento Attivo”, che supporta l’intergenerazionalità permettendo ai dirigenti vicini alla pensione di fare da mentor ai colleghi più giovani, sostegno alla genitorialità e mantenimento della copertura sanitaria per dirigenti con gravi patologie;
  • formazione e politiche attive: promozione dell’auto-formazione e universalità dei piani di transizione e ricollocazione professionale;
  • equità e trasparenza: misure per la parità di genere, la trasparenza retributiva e il contrasto al dumping contrattuale.

In questo focus illustreremo in maniera più approfondita, per punti, le principali novità.

CCNL dirigenti commercio: ambito di applicazione e contrasto al dumping contrattuale

Le Parti stipulanti hanno concordato di istituire un osservatorio permanente con l’obiettivo di aggiornare l’ambito di applicazione del contratto includendo nuove professionalità strategiche con elevate competenze in linea con i contesti in trasformazione derivanti da processi innovativi, con particolare riferimento allo sviluppo di sistemi di Intelligenza Artificiale.

Contestualmente, in ottica "anti dumping", è stato introdotto l’impegno ad avviare iniziative per assicurare la piena e corretta applicazione del CCNL, così da contrastare l’utilizzo di discipline negoziali non conformi ai criteri di rappresentatività e di garantire tutele omogenee e certe ai dirigenti destinatari e alle aziende rappresentate.

Nel mondo del lavoro, il dumping contrattuale è una pratica di concorrenza sleale in cui le aziende adottano contratti collettivi “pirata”, firmati da organizzazioni sindacali o datoriali poco rappresentative o addirittura fittizie. Questi contratti prevedono condizioni economiche e normative inferiori rispetto a quelle fissate dai contratti collettivi più diffusi nel settore. Lo scopo è ottenere un vantaggio competitivo abbassando il costo del lavoro, a scapito delle imprese corrette e dei lavoratori.

Aumenti retributivi nel contratto dirigenti 2025-2028

L'accordo ha inoltre fissato un aumento mensile lordo a regime pari a 800 euro, suddiviso in tre tranche:

  • 320 euro dal 1° gennaio 2026;
  • 260 euro dal 1° gennaio 2027;
  • 220 euro dal 1° gennaio 2028.

Gli aumenti retributivi andranno ad incrementare il minimo contrattuale mensile e non potranno essere computati in riduzione o a compensazione di trattamenti individuali già in essere, con la sola eccezione delle somme erogate, successivamente al 31 luglio 2025, a titolo di acconto o anticipazione su futuri aumenti contrattuali.

Welfare dirigenti e familiari

Tra le altre novità, nell'articolo 4 del Contratto è stato predisposto un rafforzamento del welfare contrattuale dando così continuità alle previsioni dell’art. 23 del CCNL 12 aprile 2023 e successive modificazioni.

Per il triennio 2026-2028, verrà quindi riconosciuto dalle aziende un credito welfare contrattuale di un valore minimo pari a 1.500,00 euro annui con un impegno delle Parti a continuare ad arricchire progressivamente l’offerta di servizi all’interno della Piattaforma welfare CFMT, così da garantire al dirigente il più ampio sostegno sia nella sfera professionale che in quella privata.

Aggiornamento professionale e formazione continua nel CCNL

Il successivo articolo 4 bis sull’Aggiornamento e formazione professionale per i dirigenti, politiche attive e outplacement (CFMT), ha ridotto, per le annualità 2026, 2027,2028 a 36,00 annui (18,00 a carico del datore di lavoro e 18,00 a carico del datore) il costo di gestione della Piattaforma, attualmente pari a 50 euro annui.

Previdenza complementare: contributi al Fondo Mario Negri

Sulla base del piano di riequilibrio approvato dalla Covip (Commissione di Vigilanza sui Fondi Pensione), è stato aggiornato il contributo integrativo aziendale al Fondo Mario Negri.

L’incremento sarà graduale:

  • dal 1° gennaio 2026 salirà al 2,52% (rispetto all’attuale 2,47%);
  • dal 1° gennaio 2027 sarà del 2,57%;
  • dal 1° gennaio 2028 raggiungerà il 2,62%.

Inoltre, è stato concordato un aumento del contributo ordinario a carico del dirigente per la previdenza complementare. A partire dal 1° gennaio 2026, la quota a carico del dirigente passerà dall’1% al 2% della retribuzione convenzionale annua, fissata a 59.224,54 euro (art. 27, comma 8). La quota di compartecipazione a carico del dirigente passerà quindi dagli attuali  592,25 ai 1.184,49 euro annui.

Garanzia infortuni Antonio Pastore: premi e nuove regole

Nell’ambito della garanzia contrattuale che interviene in caso di infortunio professionale ed extra professionale, ai sensi dell’articolo 18, comma 7 del CCNL, le Parti hanno concordato di incrementare il premio a carico delle aziende di un importo pari a 150,00 euro annui. Il premio passerà, quindi, dagli attuali 410,00 a 560,00 euro annui per assicurato.

È stata anche introdotta una franchigia che verrà applicata ai rimborsi relativi ad infortuni extra professionali di lieve entità.

Agevolazioni contributive per le imprese e i dirigenti

È stata rimodulata la normativa contrattuale che disciplina le agevolazioni contributive anche al fine di incentivare l’inserimento di dirigenti all’interno delle PMI, modificando i commi dall’1 al 3 dell’articolo 30 del CCNL 12 aprile 2023.

In particolare per garantire equità e sostenibilità, e con l’obiettivo di incentivare l’inserimento di dirigenti all’interno delle PMI, sono state rimodulate e semplificate le agevolazioni contributive applicate dal Fondo Mario Negri e dall’Associazione Antonio Pastore, che non seguono più il criterio temporale legato all’età anagrafica del dirigente, ma, d’ora in avanti, potranno essere usufruite solo una volta nell’ambito della carriera lavorativa.

I benefici potranno essere, quindi, riconosciuti per un periodo massimo di due anni, elevati a tre anni nel caso di contratti a termine stipulati ai sensi dell’art. 9 dell’Accordo sottoscritto (invecchiamento attivo).

I nuovi criteri delle agevolazioni contributive si applicano anche ai Temporary manager (Dirigente temporaneo) e ai dirigenti privi di occupazione di età non inferiore a 48 anni, mentre rimane in vigore l’agevolazione contributiva in base al reddito.

Invecchiamento attivo e valorizzazione dei dirigenti senior

Per favorire il ricambio generazionale e non disperdere competenze, è stata introdotta una norma sperimentale che permetterà alle aziende di concordare, a condizioni agevolate, la permanenza dei dirigenti senior, per lo svolgimento di funzioni di tutoraggio e mentoring.

Si tratta di una norma volta a reinserire in azienda dirigenti senior che siano cessati per un qualsiasi motivo e che possono stipulare un contratto a termine per le suddette finalità con applicazione delle agevolazioni contributive di cui all’articolo 30, commi dall’1 al 3 del CCNL anche nel caso in cui siano state già utilizzate in precedenti rapporti di lavoro.

Tale agevolazione è riservata a contratti stipulati con dirigenti la cui età anagrafica sia fino a tre anni inferiore rispetto all’età pensionabile di vecchiaia (attualmente pari a 67 anni).

Infine, in caso di cessazione anticipata del contratto a termine, è stato previsto per il dirigente il riconoscimento di uno specifico indennizzo pari alle mensilità che decorrono dalla data di cessazione alla data in cui il contratto di lavoro avrebbe avuto termine.

Formazione e autoformazione dei dirigenti nel nuovo CCNL

Le Parti convengono sulla necessità di incentivare l'utilizzo dei percorsi formativi proposti dal CFMT e dei Piani Fondir, stimolando le aziende a favorire la partecipazione dei dirigenti alle attività di aggiornamento professionale, anche tramite il riconoscimento di permessi retribuiti, in considerazione del sostegno che da ciò deriverebbe alla modernizzazione dei processi interni aziendali, potendo contare su manager aggiornati e gratificati nella loro crescita professionale.

È stato quindi introdotto un impegno per i datori a sostenere anche iniziative di auto-formazione.

Politiche attive e ricollocazione dei dirigenti

A decorrere dal 1° gennaio 2026, la tutela contrattuale finalizzata alla ricollocazione dei dirigenti viene estesa a tutti i casi di risoluzione del rapporto di lavoro (escluse le dimissioni volontarie e le cessazioni per giusta causa), con contestuale riduzione del contributo aziendale dovuto al CFMT al momento della cessazione del rapporto di lavoro, che passa dagli attuali 2.500,00 euro a 2.000,00 euro, importo che si ritiene possa garantire l’inserimento a piani di supporto all’employability dei dirigenti.

Genitorialità e programma “Un Fiocco in Azienda”

All’interno del CCNL, viene dato rilievo al programma "Un Fiocco in Azienda", che le Parti si impegnano a sostenere con l’obiettivo di valorizzare il ruolo paterno e agevolare il rientro delle madri dopo la maternità.

Tutela per gravi patologie invalidanti

A beneficio dei dirigenti affetti da gravi patologie invalidanti (con grado di invalidità pari almeno al 74%), è stato concordato il mantenimento della copertura sanitaria FASDAC per un massimo di 24 mesi, a carico del datore di lavoro, durante il congedo non retribuito che può essere richiesto, ai sensi dell’art. 1 della legge 106/2025, in aggiunta alle tutele contrattuali già in essere in caso di malattia.

Pari opportunità e trasparenza retributiva

Completa l'intesa l'introduzione di misure per la parità di genere e la trasparenza contributiva. Le Parti hanno infatti deciso di istituire un Osservatorio nazionale per la diversità, l’equità, l’inclusione e la trasparenza retributiva, con compiti di indagini conoscitive, promozione di attività formative e iniziative per il bilanciamento dell’attività lavorativa con la vita familiare.

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