Trasporti e logistica guardano al futuro per far ripartire il Paese

Trasporti e logistica guardano al futuro per far ripartire il Paese

A Roma convegno Conftrasporto con il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini e il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli. Presentato un "paper" con dati e proposte sul settore. Assemblea Fai Conftrasporto a Verona. 

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30 gennaio 2023

A Roma, nella sede di Confcommercio, si è tenuto il convegno di Conftrasporto-Confcommercio “Le sfide per la crescita: il futuro dei trasporti e della logistica tra la svolta sostenibile e nuove tasse all’orizzonte”. Nel corso del convegno è stato presentato un "paper" (guarda il documento in pdf) con dati e proposte sul settore. I lavori sono stati aperti dal presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli. Dopo l'intervento introduttivo del segretario generale di Conftrasporto, Pasquale Russo è intervenuto il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini

Nella seconda parte della giornata si è tenuta una tavola rotonda con la partecipazione di Edoardo Rixi, Viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti. Sono intervenuti, Paolo Uggè, Presidente Conftrasporto; Luigi Merlo, Presidente Federlogistica; Stefano Messina, Presidente Assarmatori; Guido Gazzola, Vicepresidente Assoferr; Gian Enzo Duci, Consigliere Federagenti. 

 

Sangalli: "Tre sfide da vincere per trasporti e logistica" 

Il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, nel suo intervento ha ringraziato il governo nella persona del ministro Salvini per la disponibilità dimostrata verso il settore. "Siamo soddisfatti, caro Ministro, per la disponibilità che hai già dimostrato sui alcuni principali nodi dei trasporti e della logistica. Dalle limitazioni dei Tir al Brennero, ai temi legati alla portualità e all’intermodalità ferroviaria, per accrescere la competitività del nostro Paese". Sangalli ha quindi ricordato le sfide che attendono il settore . "La prima sfida - ha detto Sangalli - è sicuramente quella di valorizzare e rafforzare lo stretto collegamento tra trasporti e logistica con il terziario di mercato, dal commercio al turismo. E proprio questa stagione così difficile ha trovato nella resilienza dei trasporti e della logistica la cerniera decisiva per la crescita e lo sviluppo delle altre realtà economiche e produttive".

"Qualità ed efficienza di trasporti e logistica - ha detto Sangalli - sono decisivi in particolare per il terziario di mercato, a partire dalla distribuzione commerciale. Dai poli logistici, ai centri di smistamento, alla consegna nell’ultimo miglio dentro le realtà urbane, si inseriscono nei grandi temi del futuro, dall’e-commerce, alla sostenibilità, alla digitalizzazione. Tutti temi sui quali Confcommercio ha da sempre una visione moderna, ma anche realista nell’interesse delle nostre imprese e dell’economia diffusa. Connessioni, relazioni, collegamenti ramificati, permettono di ampliare la gamma di opportunità per le comunità, anche per quelle geograficamente meno centrali, penso alle isole e ad alcune aree interne e montane del nostro Paese, in un quadro di concreta coesione sociale. E proprio questa prima sfida, che tiene insieme terziario e trasporti, si declina anche dentro il recinto della rappresentanza con Conftrasporto dentro Confcommercio".

La seconda sfida secondo Sangalli, è quella "di allargare e allungare l’orizzonte comune tra terziario e mezzi di trasporto, nell’ambito delle strategie delle grandi rotte, nella ridefinizione degli spazi geopolitici e i tracciati economici: dal tema del grano ucraino alla nuova centralità del Mediterraneo per la stessa energia. A ciò si lega poi la necessità di affrontare seriamente il tema dell’economia del Mare, che si riconnette a quello più generale, della stessa accessibilità, anche turistica, altrettanto importante per la rappresentanza di Confcommercio. E’ interessante, a tal proposito, quanto ha evidenziato il nostro Ufficio studi: se l'Italia avesse gli stessi livelli di accessibilità della Germania, potrebbe contare su un incremento di PIL di 90 miliardi di euro l'anno. E se poi le Regioni italiane avessero il livello di accessibilità del Piemonte, l’incremento di Pil sarebbe di circa 70 miliardi di euro l'anno". "Serve allora - ha sottolineato il presidente - una scelta forte di campo, a favore dell’intermodalità, dalle autostrade del mare al combinato ferroviario, insieme a un processo di rinnovo del parco circolante e delle flotte, a cominciare dalle navi e dai traghetti". Sangalli ha concluso il suo intervento ricordando la terza sfida, "che è quella che interessa le città e la democrazia sostanziale dei cittadini". "

E’ questa la sfida della mobilità sostenibile, degli spazi e dei tempi di vita, che crea quelle relazioni che fanno poi la comunità. Se consideriamo pure che il 75% della domanda di trasporto è di breve distanza, è in questa dimensione che si gioca il tema della qualità della vita, della fruizione dei luoghi, della organizzazione dei tempi di lavoro e di partecipazione, e anche della stessa rigenerazione urbana. La società digitale che rende tutto più rapido, a partire dalla filiera dei trasporti dentro le città, ci permette, in qualche modo, di recuperare il tempo necessario, magari lento, per riprendersi gli spazi della convivenza, del pluralismo commerciale, del turismo consapevole. Questa è anche, però, la sfida in cui rimane centrale il tema della transizione verde e della sostenibilità tout court. Con un’avvertenza: la sostenibilità o è assieme ambientale, economica e sociale, oppure non è". "Con questo - ha precisato Sangalli - non intendiamo negare la necessità di una svolta ambientale. Del resto, le imprese del comparto stanno andando nella direzione giusta in tema di sostenibilità e transizione ecologica: per esempio già oggi, oltre il 40% delle imprese del settore dell’autotrasporto ha acquistato mezzi a minor impatto ambientale. Siamo preoccupati, però, da come la sostenibilità viene intesa in alcuni dossier europei quali l'applicazione del meccanismo di contrattazione delle emissioni e la proposta di revisione della Direttiva sulla tassazione dei prodotti energetici. Il settore del trasporto e dell'automotive è già eccessivamente gravato da oneri, in Italia, che limitano la capacità competitiva delle imprese nazionali e che occorrerebbe ridurre, certo non aumentare".

Salvini: "Non usare sostenibilità come ghigliottina" 

Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, ha portato il suo saluto al convegno di Conftrasporto. "Se un Paese adotta l’emergenza come norma - ha detto Salvini - vuol dire che la norma va cambiata. Il nuovo codice degli appalti sarà pronto entro fine marzo per dare alle imprese un codice con meno tempo da dedicare alla burocrazia". "In questo modo si combatte anche la piaga della corruzione". "In Europa - ha aggiunto Salvini - non è possibile che i trattati valgano per alcuni e per altri no. Come il caso eclatante del Brennero: l’Austria non può danneggiare le imprese degli autotrasportatori".

"La logistica - ha osservato ancora il ministro - non è solo una parola da convegno, è business, innovazione, posti di lavoro. Dunque è necessario mettere al centro logistica e sostenibilità che però non può essere una ghigliottina come il divieto per i motori endotermici dal 2035 che avvantaggia solo l’industria cinese". Salvini ha poi fatto un altro esempio per chiarire meglio il concetto facendo riferimento alla nuova direttiva europea sull'efficienza energetica degli immobili che verrà votata al Parlamento europeo tra qualche settimana. 

"Costringere milioni di famiglie italiane a investire decine di migliaia di euro per l'efficientamento energetico, altrimenti il tuo immobile, il tuo appartamento, è fuori mercato anche qua è qualcosa di assolutamente incompatibile nei modi e nei tempi". "Serve un’Unione Europea - ha concluso Salvini - che accompagni il progresso e l’innovazione insieme alla sostenibilità economica e sociale".  

Uggè: "Con Salvini in battaglia su Brennero per la libera circolazione delle merci"

Il ministro delle Infrastrutture e dei trasporti, Matteo Salvini e il presidente di Conftrasporto, Paolo Uggè

"Anche il vicepresidente del Consiglio Matteo Salvini si è espresso contro le limitazioni al traffico imposte dall'Austria, misure reiterate che danneggiano tutta la nostra economia. Siamo con lui in questa battaglia". Parole del presidente di Conftrasporto Paolo Uggè, nel corso della tavola rotonda durante il convegno sui trasporti e le infrastrutture. Uggè ha quindi annunciato che il 28 gennaio si terrà un'assemblea della categoria a Verona che avrà come tema centrale proprio il contingentamento dei mezzi pesanti lungo l'asse del Brennero.

"Questa volta gli operatori, stanchi delle prese di posizioni assunte in passato dal Governo con lettere che hanno prodotto il nulla, hanno deciso di incontrarsi a Verona - ha sottolineato Uggè - e non si potrà impedire alle imprese di autotrasporto di proclamare iniziative a difesa del principio di libera circolazione''. ''Renderemo esplicito, ad esempio che attraverso i valichi alpini transitano merci per quasi 500 milioni di tonnellate e un terzo utilizza il corridoio del Brennero, così come evidenzieremo che la libera circolazione delle merci, se garantita, assicurerebbe 390 miliardi di euro in più per l'economia europea'', ha concluso il presidente di Conftrasporto.

Nel suo intervento introduttivo, il segretario generale di Conftrasporto, Pasquale Russo, ha parlato degli investimenti sul futuro della logistica dei trasporti, tra i quali anche Marebonus e Ferrobonus:  "Conftrasporto  - ha detto Russo - è un punto di riferimento per operatori logistici di livello mondiale. L'Italia deve attrarre queste imprese, fornendo le condizioni necessarie per farle restare nel nostro Paese. Preferiamo investitori che impieghino le loro finanze in Italia, invece di quelli che scappano all'estero per pagare meno tasse". "Sulla transizione ecologica e rispetto alle politiche ambientali - ha sottolineato Russo - stiamo capendo molto poco, non è chiara quella che sarà la direzione futura. Per Marebonus e Ferrobonus, servono risposte chiare e precise che beneficino il mercato e aiutino l'ambiente".

Il segretario generale di Conftrasporto, Pasquale Russo 

Anche per il viceministro dei Trasporti, Edoardo Rixi, "il settore ferroviario dovrebbe rappresentare la spina dorsale della Nazione, invece fa fatica a proseguire nel suo pacchetto di innovazione. L'obiettivo del Paese è quello di potenziare il sistema logistico nazionale, perché siamo il secondo pilastro a livello europeo, di conseguenza non è possibile creare altre situazioni di tensione del settore, come accaduto sul tema delle accise o del pedaggio autostradale. Inoltre, è pressante la necessita di accelerare sui tempi di realizzazione delle opere". "Credo che il sistema logistico nazionale sia un organismo unico - ha concluso Rixi - che rappresenta la linfa vitale della nostra macchina produttiva".

TRASPORTI E LOGISTICA NELLA "MORSA" DI BUROCRAZIA E TASSE

I MACRODATI

Il peso del settore nell’economia è tracciato dai dati presentati a Roma al Convegno di Conftrasporto-Confcommercio. L’80% delle merci in Italia viaggia su gomma, mentre attraverso il trasporto marittimo passano il 60% delle nostre importazioni e il 50% delle esportazioni (per quantità). Sui valori della merce trasportata dominano i valichi alpini, con una quota di oltre il 50% delle importazioni e del 60% delle esportazioni (ma le limitazioni dell’Austria al Brennero procurano un danno all’Italia di 370 milioni di euro all’anno per ogni ora di ritardo nell’attraversamento). Nel 2021 il trasporto merci ferroviario ha superato i livelli del 2019, con una movimentazione di 52 milioni di treni per chilometro e un traffico complessivo di 24 miliardi di tonnellate a chilometro, con i traffici nazionali a +17,6% sul 2019 e quelli in esportazione a +23,7%. Il potenziale c’è, le risorse anche (almeno quelle essenziali), ma la burocrazia e l’alta tassazione presente e futura frenano lo sviluppo e la competitività del settore.

RISORSE E BUROCRAZIA

Sono 285 i milioni gli euro stanziati per mitigare l’aumento dei costi nell’autotrasporto e ‘congelati’ da un sistema burocratico che ne rende tortuoso l’accesso; 330 i milioni di euro non assegnati al settore marittimo, su un totale di 500 milioni stanziati nel bando complementare al Pnrr per adeguare le flotte agli obiettivi ‘green’: troppo stretti i vincoli per usufruirne, ed è per questo che lo shipping chiede un nuovo bando con criteri più aperti. Inoltre, la legge Bilancio non ha rifinanziato il ‘marebonus’, che negli ultimi 20 anni ha contribuito allo sviluppo intermodale. Anche il trasporto ferroviario chiede la conferma del ‘ferrobonus’, e di varare criteri di sostenibilità per le imprese: le variabili economiche, con l’energia da trazione alle stelle (+517% nei primi 3 mesi del 2022 sul 2020), hanno già decretato il fallimento di importanti realtà del settore.

La guerra in Ucraina ha visto aumentare fino al 200% i costi delle imprese terminalistiche per l’approvvigionamento energetico, senza possibilità di ristoro, e sugli operatori pesa anche il contributo obbligatorio per il funzionamento dell’Autorità di Regolazione dei Trasporti. Per la transizione green, l’Ue chiede al settore della logistica energetica investimenti considerevoli, mentre i depositi fiscali costieri, per ogni modifica di impianto verso prodotti rinnovabili o a basso contenuto di carbonio, sono soggetti a iter burocratici ancora troppo complessi. Occorre un intervento che consenta al settore di esprimere il proprio potenziale e di avvalersi dei combustibili alternativi (Gnl e biocarburanti), finché l’orizzonte del full electric non sarà più vicino.

TASSAZIONE 

A questo si aggiunge il carico fiscale che grava sulle imprese. L’autotrasporto, che dal 1991 al 2017 ha ridotto le emissioni del 30% (contro il -20% dell’intera economia), è assoggettato a una carbon tax 5 volte superiore a quella dei settori agricolo e industriale (250 euro per tonnellata di Co2 prodotta). Secondo le prime stime di Conftrasporto, l’estensione al trasporto stradale dell’ETS (meccanismo di contrattazione delle emissioni), con l’aumento dei prezzi dei carburanti, vedrà impennarsi i costi per le imprese: +1.500 euro all’anno per un furgone diesel, +6mila euro per un Tir a Gnl (Gas Naturale Liquefatto), +10mila per un Tir a gasolio di ultima generazione. Con le accise sul gasolio, un Tir Euro6 paga 8.500 euro in più rispetto ai costi ambientali che genera.

Trasporto Marittimo 

Dal 1° gennaio è entrato in vigore il Carbon Intensity Indicator dell’IMO (International Maritime Organization), che assegna alle navi un rating per classificare le unità in base alle emissioni C02 sulle miglia percorse. Un indice con molte distorsioni, che manderebbe ‘fuori norma’ il 73% delle navi traghetto italiane entro il 2025.

Porti e dogane 

Il 2023 si apre con un previsto incremento dei canoni concessori (+25%), che si aggiunge al peso del caro-carburanti e agli effetti della pandemia. Nonostante la recente emanazione del Regolamento atteso da 28 anni, l’onerosità delle concessioni nei nostri porti è molto variegata, e i previsti incrementi lineari uniformi amplieranno gli illogici vantaggi e svantaggi tra gli operatori.

PNRR INFRASTRUTTURE 

Tra l’impennata dei costi delle opere pubbliche (crisi energetica e caro materiali) e difficoltà procedurali, la spesa effettuata dall’Italia nel 2022 sulle risorse del PNRR è stata inferiore alle attese: 15 miliardi di euro in meno rispetto a una previsione di 33,7 miliardi. Si dovrà dunque accelerare per rispettare il cronoprogramma del Pnrr. Le croniche difficoltà del nostro Paese nel mettere a terra i programmi di spesa potrebbero costarci molto caro: rischiamo di vanificare le opportunità offerte dal Piano per la realizzazione delle opere essenziali alla ripresa.

LE PROPOSTE DI CONFTRASPORTO

Sono diverse le proposte che Conftrasporto rivolge al Governo (e attraverso questo all’Unione Europea), perché molti sono i nodi da sciogliere.

Autotrasporto: porre fine alle limitazioni unilaterali dell’Austria al Brennero e accelerare sul nuovo tunnel, anche sul versante tedesco, per attivare l’intermodalità; intervenire in Ue perché il beneficio del gasolio commerciale non venga soppresso; ridurre il cuneo fiscale per contrastare la carenza di autisti; rivedere i divieti di circolazione.

Dogane-porti: integrare le istanze settoriali e superare possibili rigidità del ruolo affidato ai ministeri Cultura e Ambiente; attrezzare i porti contro il climate change; collegare i terminal ferroviari alla rete nazionale; varare la Piattaforma Logistica Nazionale; risolvere le criticità del nuovo Regolamento sulle concessioni portuali; cancellare l’obbligo di contributo all’ART delle imprese terminaliste; sostenere l’efficientamento energetico e ambientale degli operatori.

Trasporto marittimo: assegnare al settore le risorse non conferite tra quelle stanziate dal fondo complementare al PNRR; rifinanziare il Marebonus; snellire la burocrazia per evitare che le nostre compagnie lascino la bandiera italiana a vantaggio di Paesi europei; sostenere la cybersicurezza; potenziare il supporto per gli armatori che si rivolgono per commesse ai cantieri navali nazionali.

Trasporto ferroviario: rendere strutturale il Ferrobonus; varare strumenti per lenire la speculazione energetica; incentivare l’intermodalità e completare i corridoi europei; favorire il reshoring della costruzione dei carri per il rientro di competenze ora ‘emigrate’ nelle aziende extra-Ue.

Logistica energetica: semplificare gli iter verso il ‘green’ nei depositi fiscali costieri; anticipare al 2023 i criteri della proposta di revisione della Direttiva sulla tassazione dei prodotti energetici (‘bio’ e alternativi); rivedere la disciplina dei contributi di solidarietà straordinari contro gli extraprofitti, evitando la doppia imposizione e scorporando il valore delle accise dalla base imponibile.

Fai-Conftrasporto in assemblea a Verona: "Stop ai divieti notturni dell'Austria"  

Abolire i divieti notturni imposti dall’Austria lungo l’asse del Brennero”. Lo chiedono a gran voce le imprese dell’autotrasporto, riunite a Verona nell’Assemblea provinciale Fai Verona (la Federazione degli Autotrasportatori Italiani) per annunciare anche la nascita del Coordinamento del Brennero, che punta a coinvolgere anche le attività di trasporto della Germania, penalizzate come quelle italiane dal contingentamento dei Tir voluto dall’Austria. Divieti che provocano un danno all’Italia di 370 milioni di euro all’anno per ogni ora di ritardo nell’attraversamento.

Lo ricorda il presidente di Fai-Conftrasporto Paolo Uggè, che la settimana scorsa, durante il convegno di Conftrasporto a Roma, aveva chiesto di far rispettare la libera circolazione delle merci in area Shengen, principio rafforzato dal ministro dei Trasporti Matteo Salvini, che in quell’occasione aveva annunciato la richiesta di infrazione all’Unione Europea nei confronti dell’Austria. Dall’’Assemblea di Fai Verona, Uggè annuncia: “Il Coordinamento si riunirà prossimamente per assumere iniziative di protesta, anche eclatanti, adeguate alla situazione”. Tra i presenti l’europarlamentare Paolo Borchia (Commissione Trasporti Eu), Flavio Tosi (vicepresidente IX Commissione Trasporti della Camera), Elisa De Berti (vicepresidente della Regione Veneto), David Di Michele (vicepresidente della Provincia di Verona). Tra i relatori, il segretario generale Fai Carlotta Caponi e i presidenti Fai Verona Moreno Santarosa, Fai Trento-Bolzano Andrea Pellegrini, Fai Brescia Sergio Piardi.

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