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Gli operatori turistici dell'Emilia-Romagna hanno deciso di dichiarare lo stato di "aziende al collasso" per mancanza di manodopera. La Confurismo ha scritto una lettera aperta al Presidente della Regione per sottolineare la gravità della situazione.

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1 marzo 2002
Turismo: le aziende dell’Emilia Romagna chiedono più manodopera

Turismo: le aziende dell’Emilia Romagna chiedono più manodopera

 

Gli operatori turistici dell’Emilia-Romagna hanno deciso di dichiarare lo stato di “aziende al collasso” per mancanza di manodopera. Come ha spiegato il presidente della Confturimo bolognese Terenzio Medri, la situazione è grave perché a fronte di una richiesta di oltre 8.000 lavoratori extracomunitari ne sono stati assegnati dal ministero del Lavoro solo tremila, rispetto ai 4.573 assegnati nel 2001”. Medri ha inviato una lettera aperta la presidente della Regione Vasco Errani in cui si deice che “la nostra forza di imprenditori turistici si contraddistingue da sempre per l’organizzazione, la professionalità e l’efficienza; mancando personale si verificherebbe sicuramente una caduta d’immagine che avrebbe ripercussioni economiche. Se addirittura alcune aziende, per mancanza di personale, fossero costrette a ridurre il periodo di apertura o non aprire, il danno economico sarebbe ancora maggiore. Inoltre gli imprenditori, pur di raggiungere gli organici per gestire le proprie aziende, cercheranno di accaparrarsi nei modi più disparati il personale”.

Confturismo propone come unica soluzione quella di unire le forze imprenditoriali (turismo, agriturismo, industria) e sociali (partiti e sindacati), cercando anche in altre regioni, come il Veneto, “i giusti alleati” e richiedendo al ministero ulteriori quote “per tamponare questo difficile momento, in attesa di una legge che dia la garanzia e la dignità agli imprenditori di operare unicamente per lo sviluppo delle aziende”. Secondo la suddivisione dei tremila extracomunitari compiuta dalla Direzione regionale del Lavoro, 500 sono destinati a Bologna, 400 a Ferrara, 400 a Forlì, 450 a Modena, 25 a Parma, 25 a Piacenza, 800 a Ravenna, 200 a Reggio Emilia e 200 a Rimini.

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