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La prima "foto" delle imprese balneari italiane

Presentato dal Sindacato italiano balneari e dalla Fipe-Confturismo il "Rapporto sulle imprese balneari 2002". Sono 12mila gli stabilimenti presenti sul nostro territorio (il 40% al Sud), con un fatturato di 1,3 miliardi di euro.

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18 aprile 2002

La prima "foto" delle imprese balneari italiane

 

Nell'ambito del convegno "Turismo balneare: la qualità comincia dalle spiagge", organizzato dal Sib e dalla Fipe –Confturismo, tenutosi a Roma presso la sede della Confcommercio, è stato presentato il "Primo rapporto sulle imprese balneari 2002" (la versione integrale è allegata in fondo alla pagina). Il rapporto, realizzato da Mercury srl e curato da Emilio Becheri attualmente Assessore al Turismo del Comune di Firenze, presenta l'evoluzione storica del comparto e del suo ruolo sociale alla luce anche del riconoscimento, ottenuto con la Legge Quadro sul turismo del 2001, degli stabilimenti balneari come imprese turistiche. La seconda parte del rapporto fornisce le stime numeriche delle imprese balneari sul territorio italiano (sono 12.055, per il 41,7% al Sud, il 25,5% al Centro, il 23,1% nel Nord est ed il 9,6% nel Nord ovest, gli stabilimenti balneari esistenti in Italia) e analizza gli aspetti legislativi e gestionali del settore.

Al convegno sul turismo balneare, hanno partecipato il presidente di Confcommercio Sergio Billè , il presidente del Sindacato Italiano Balneari Riccardo Scarselli , il presidente dell'Enit Amedeo Ottaviani , il direttore generale della Fipe Edi Sommariva e il vicepresidente della Regione Liguria Franco Orsi.

Per il presidente di Confcommercio Billè, "le spiagge italiane sono ormai diventate un elemento unificante per il nostro Paese e una maniera intelligente per produrre ricchezza. Sono una sorta di biglietto da visita da mostrare al t urista che viene in Italia in estate che poi va a visitare città e luoghi d'arte". Billè ha sottolineato poi l'elevata professionalità raggiunta dagli operatori del settore balneare, un settore che "va sostenuto perché fondamentale per il turismo nazionale". "Serve però – ha concluso Billè – unità d'intenti da parte di tutte le componenti del turismo per chiedere maggiore at tenzione delle istituzioni ". L'importanza dei "balneari" è stato ribadita anche dal presidente dell'Enit Amedeo Ottaviani: "I balneari, dovranno essere considerati come una categoria prioritaria per il ruolo che rivestono e per lo stesso rilievo che noi diamo a questa attività anche dal punto di vista promozionale e operativo". A questo proposito, Ottaviani ha detto che anche la categoria dei balneari sarà coinvolta nelle strategie Enit di promozione dell'industria turistica italiana all'estero. Il presidente Ottaviani ha poi detto che "è compito dell'Enit e non di altri esportare le nostre spiagge nel mondo. Abbiamo aderito anche al progetto dello Sportello Italia che può consentirci di dare informazioni sulle nostre spiagge". "Informazioni – ha concluso Ottaviani - che ci consentano di dimostrare che le nostre spiagge sono qualcosa di speciale rispetto alla concorrenza". Il presidente del Sindacato I taliano Balneari Filippo Scarselli, ha evidenziato che la risorsa mare "costituisce l'elemento trainante dell'economia del Paese e può svilupparsi in modo tale da mantenersi in un'area turistica per un tempo illimitato. Il tutto – ha pros

eguito Scarselli – senza alterare, anzi difendendo l'ambiente e senza ostacolare o inibire lo sviluppo di altre attività sociali ed economiche, utilizzando l'habitat marino e costiero per una loro protezione e valorizzazione".  Il problema per Scarselli, nasce dalle eccessive limitazioni burocratiche e legislative a cui ancora oggi sono sottoposti i balneari. "Quello che si registra – ha detto il presidente del Sib – è la mancata emanazione di provvedimenti attuativi che diano in concreto la possibilità all'imprenditore che opera sul demanio marittimo, di poter programmare, anche con investimenti, l'attività commerciale dell'azienda, uscendo da quello stato di precarietà in cui attualmente versa".

 

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