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Nuvole nere sul turismo

A Roma si è tenuto il convegno "Turismo, settore chiave per il rilancio dell'economia italiana", organizzato da Skal International Italia. Il coordinatore nazionale di Confturismo Alessandro Cianella: "situazione preoccupante che rischia di degenerare".

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9 marzo 2005
Confturismo: "il turismo italiano rischia di affondare"

Confturismo: "il turismo italiano rischia di affondare"

 

"Senza uno scatto si continuerà a gestire la crisi ma non a progettare il futuro, mentre il  turismo è il vero petrolio italiano". Parole di Sergio Billè, presidente della Confcommercio, intervenuto al convegno "Turismo, settore chiave per il rilancio dell'economia italiana", organizzato dallo Skal International d'Italia, organizzazione di promotori del turismo mondiale, che si è svolto nella sede di Confcommercio. "Questo giacimento è ancora lì - ha spiegato Billè - sottoterra e attende di essere tirato fuori. Mi sarebbe piaciuto che nel ddl sulla competitività, fosse stato scritto molto di più di quanto è stato fatto". "Continuiamo ad occuparci di prodotti cinesi - ha proseguito il presidente di Confcommercio - ma non dei milioni di cinesi che stanno per approdare in Europa e saranno una grande fonte di ricchezza. E' il turismo il petrolio, il futuro dell'Italia".

Secondo Alessandro Cianella, direttore generale di Federalberghi e coordinatore nazionale di Confturismo, il 2004 ha riservato pessime sorprese all'economia italiana sul fronte turistico: solo tre regioni su venti hanno dato piena applicazione al disposto sulla legge quadro sul turismo, la dotazione infrastrutturale dell'Italia è carente, manca un quadro unico di riferimento. "Oggi - ha ricordato Cianella – l'attività turistica vale, direttamente e per indotto, il 12% del prodotto interno lordo, dà lavoro a 2 milioni di persone e contribuisce al saldo della  nostra bilancia valutaria con quasi 30 miliardi di euro di spese turistiche degli stranieri. Tuttavia la grave congiuntura economica ha fatto dell'ultima stagione estiva la peggiore performance degli ultimi anni". Cianella non ha risparmiato forti critiche, evidenziando come "la situazione del turismo italiano, settore di cui tutti i nostri politici parlano con entusiasmo senza poi concretizzare alcuna iniziativa concreta, organica, strutturale, è una situazione dai contorni davvero preoccupanti che rischia, se non tempestivamente supportata, di degenerare". Il coordinatore ha poi ricordato come "il quadro internazionale della concorrenza non è confortante" e che la spesa promozionale turistica dell'Italia, pari 24,6 milioni di euro, è un terzo di quello della  Francia (73,6 milioni) e meno di un quarto della Spagna (102,4). "In questi anni - ha concluso Cianella - abbiamo apprezzato gli  intenti di modernizzazione dell'economia del governo in carica in materia di mercato di lavoro, per esempio. Ma è chiaro che questi interventi non valgono nulla senza un adeguato sforzo per sostenere finanziariamente il sistema delle imprese turistiche".

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