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Per il turismo un 2009 da dimenticare

Federalberghi-Confturismo stima una perdita di almeno 1,7 miliardi di giro d'affari, con 75mila posti di lavoro persi tra diretto e indotto. Bocca: "rapido confronto tra tutti gli attori in causa per approntare misure indispensabili".

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22 gennaio 2010
Per il turismo italiano il 2009 si è chiuso con una flessione del 3,8% tra italiani e stranieri che equivale a quasi 10 milion

Per il turismo italiano il 2009 si è chiuso con una flessione del 3,8% tra italiani e stranieri che equivale a quasi 10 milioni di pernottamenti in meno ed a circa 3,5 milioni di mancati arrivi. In termini economici, tra spese dirette ed indirette, ciò significa una perdita di almeno 1 miliardo di euro, cui vanno aggiunti 700 milioni non incassati dagli alberghi. Questi ultimi sono stati costretti a lasciare a casa il 4,7% della forza lavoro: in pratica, sono state licenziate o non riassunte quasi 12mila persone, mentre a livello settoriale la contrazione è stata di circa 50mila unità, alle quali vanno aggiunti altri 25mila addetti dell’indotto (agro-alimentare e commercio). Il turismo italiano, secondo le stime di Federalberghi-Confturismo, ha dunque subito una perdita complessiva di 1,7 miliardi, ha momentaneamente estromesso dal mercato del lavoro 75mila persone e si accinge ad affrontare un 2010 nell’incertezza più totale.

“Dopo la fugace boccata d’ossigeno registrata dal turismo italiano durante le recenti festività natalizie e di fine anno, arrivano adesso i primi risultati a consuntivo del 2009. Ed i numeri non lasciano troppo spazio all’ottimismo”. Questo il commento del presidente di Federalberghi-Confturismo, Bernabò Bocca, secondo il quale a questo punto “l’invito, di fronte ad una situazione ancora altamente incerta sia per l’economia nazionale sia per quella mondiale, è rivolto ad un sereno ma rapido confronto tra tutti gli attori in causa, Governo, Regioni, sindacati, imprese, affinché si giunga in tempi brevissimi alla costituzione di un tavolo di lavoro in grado di analizzare la situazione ed approntare misure indispensabili per frenare da un lato la caduta del mercato ed interrompere dall’altro l’emorragia di lavoratori”.

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