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TURISMO: "CON RIFORMA TITOLO V E' VESTE DI ARLECCHINO"

D:15-3-2005 P.03 T:Gli alberghi italiani macinano primati

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15 marzo 2005
Turismo, Bocca: "con riforma Titolo V è veste di Arlecchino"

Turismo, Bocca: "con riforma Titolo V è veste di Arlecchino"

 

Gli operatori del mondo del turismo hanno accolto con fiducia l'innovazione  costituzionale che ha affidato alle Regioni la competenza esclusiva in materia di turismo, hanno collaborato con tutte le Regioni, ma "a qualche anno di distanza dalla modifica del

Titolo V della Costituzione mi sembra, con rammarico, che questo nostro turismo sia una veste di Arlecchino". E' un appello preoccupato quello che il presidente di Federalberghi, Bernabò Bocca, ha lanciato agli albergatori riuniti a Mestre in occasione della 55/a assemblea di Federalberghi.

"Il regionalismo o il federalismo, se lo vogliamo chiamare così - ha osservato Bocca - sta degradando nel localismo, nella politica dei campanili. Per questo, nel rispetto delle

competenze che la Costituzione affida alle Regioni e allo Stato proponiamo con forza l'istituzione di un Ministero per le Politiche del turismo, sul modello di quanto è stato realizzato per l'agricoltura. Non possiamo lasciare che la politica turistica italiana, in un contesto europeo, sia lasciata agli estri di questo o quell'amministratore locale. Non metto in discussione che siano bravi ma, per quanto notevoli siano, rischiamo di avere un'orchestra di solisti, o, se preferite paragoni sportivi, rischiamo di fare la fine dell'Inter". In particolare, il presidente di Confturismo ha criticato la proposta di reintrodurre l'imposta di soggiorno ("spesso il Medioevo torna tra noi").

Bocca ha fatto notare come il livello dei consumi in Italia e in generale in tutta l'area dell'euro sia basso. Il settore del turismo, ha osservato, è il più dinamico di tutti: secondo i dati Inail, nel 2004 le assunzioni in alberghi e ristoranti sono state 857.037 e

l'attività turistica dà lavoro a 2 milioni di persone. "Da imprenditore - ha affermato Bocca - assisto con un certo disappunto alle lamentazioni di quei colleghi che, pur avendo in parte o in tutto delocalizzato le loro produzioni in altri Paesi si lamentano e sollecitano

risorse pubbliche ad incentivo delle loro attività. Noi albergatori non possiamo delocalizzare le nostre attività: produciamo in Italia, diamo lavoro in Italia e paghiamo le

tasse".

Oltre alla richiesta del Ministero per il Turismo, gli operatori del settore chiedono un trattamento fiscale non discriminatorio per le attività turistiche nazionali (aliquota

Iva), armonizzazione fiscale e soluzione del problema dell'aumento dei canoni demaniali introdotto dalla Finanziaria: "le proteste degli albergatori e degli esercenti degli

stabilimenti balneari per un aumento irragionevole e spropositato - ha sostenuto Bocca - sono sacrosante. Mi sento di rivolgere un appello al Governo per assumere subito, prima che la protesta degli imprenditori assuma toni che non è nel loro costume, un provvedimento che consente di guardare al futuro di queste imprese con fiducia. Tra pochi giorni si terranno le elezioni regionali, tra circa un anno saremo chiamati alle

politiche. Auspico - ha concluso - che i due schieramenti in lizza vogliano misurarsi con i problemi del nostro settore e si confrontino con noi; siamo una grande forza che da lavoro ad un milione di famiglie, fate in modo che il nostro impegno possa essere motore di un nuovo ciclo di sviluppo".

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