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Turismo: "tiene" il prodotto Italia

Presentato a Roma il Rapporto 2002 sul Turismo italiano.

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18 luglio 2002
Turismo: “tiene” il prodotto Italia

Turismo: “tiene” il prodotto Italia

 

E’ stato presentato a Roma il Rapporto sul turismo italiano edito da Mercury e, quest’anno per la prima volta, distribuito dalla De Agostini. Secondo il Rapporto, il turismo italiano è un settore che, nonostante la contingenza internazionale negativa, determinatasi dopo gli attentati dell’11 settembre ha sostanzialmente tenuto. I numeri del rapporto, secondo Emilio Becheri, che ne ha coordinato la redazione, sono estremamente significativi sottolineando la tenuta dell’Italia rispetto al trend del mercato turistico 2001, “grazie ad un incremento degli arrivi stranieri del 2% - ha detto Becheri - a fronte di un calo dello 0,6% del mercato turistico mondiale”. Ci sono poi dei dati particolarmente curiosi, come ad esempio quelli relativi alla propensione alla visita in Italia dei turisti provenienti dai singoli Stati americani. La ricerca, elaborata grazie alla collaborazione delle richieste di informazioni giunte ai call center dell’Enit, ha evidenziato che il maggior numero di contatti sono arrivati da abitanti di New York seguiti da quelli del Distretto di Washington e del New Jersey. Le presenze del 2001 di stranieri sono state oltre 146 milioni, e di queste 110 milioni e 866 mila concentrate nel periodo gennaio-agosto. Quelle italiane sono state poco più di 203 milioni e 127 mila (160 milioni e 275 mila tra gennaio e agosto). Il totale di presenze, quindi, è stato di 349 milioni e 518 mila, e di esse 271 milioni e 142 mila si sono registrate tra gennaio e agosto. Il rapporto ha messo in evidenza quello che definisce “l’equivoco delle statistiche dell’Omt” che, in particolare per quanto riguarda la Francia, aumentano le presenze perché considerano tutti gli arrivi alle frontiere, compresi quelle di chi per il Paese transalpino transita solo per recarsi altrove. Disaggregando questi dati e riportandoli ad un unico parametro, emerge che in Italia la spesa media a turista è 1,7 volte quella in Francia.

Secondo il presidente di Confturismo Bernabò Bocca, “il rapporto 2002 sul turismo è certo uno strumento utile, almeno dopo che lo si sarà analizzato a fondo. Ma l’ottimismo che traspare dalla lettura dei dati Istat è forse un azzardo”. Per Bocca, la situazione reale del settore turistico italiano è meno rosea di quella che si potrebbe intendere leggendo il rapporto.

“La situazione attuale - ha detto il presidente di Confturismo - per certi versi è simile a quella che si determinò in Italia, dopo l’attentato del dicembre 1985 a Fiumicino. Allora gli albergatori si convertirono ad una politica mirata ai gruppi e non più al singolo cliente. Questo portò ad una relativa contrazione delle presenze, ma ad un vertiginoso calo nel fatturato”.

Per il presidente dell’Enit Amedeo Ottaviani, “il fatto che il turismo sia cresciuto come domanda e anche come offerta è un segno di vitalità e di fiducia degli operatori”. Secondo Ottaviani “siamo più attrattivi anche sul piano degli investimenti di capitali esteri. Credo che ciò sia dovuto ad una percezione dell’Italia come di un Paese che offre grandi opportunità turistiche e che è più impegnata con le Regioni e a livello locale nel valorizzare le sue vocazioni turistiche”.

 

A fine settembre la Conferenza sul turismo italiano

 

La Conferenza sul turismo italiano si terrà il 27 e il 28 settembre, a Lamezia Terme. La conferenza era stata fissata originariamente per il 2 e il 3 luglio, sempre a Lamezia Terme, ma se ne era reso necessario il differimento per consentire ad associazioni e federazioni di avere più tempo per elaborare progetti e proposte.

 

 

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