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UN'ALTRA ESTATE GRIGIA PER IL TURISMO

Secondo un'indagine della Fiavet, luglio è stato al di sotto delle aspettative mentre agosto è risultato stabile come presenze ma insoddisfacente come fatturato. Secondo il presidente Tozzi, "la crisi dei consumi sta facendo sentire i suoi effetti".

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6 settembre 2004
Fiavet: “un’altra estate grigia per il turismo italiano”

Fiavet: “un’altra estate grigia per il turismo italiano”

 

“Per il turismo italiano, quella che volge al termine, passerà agli annali come l’ennesima stagione grigia”. E’ quanto ha dichiarato il presidente della Fiavet, Antonio Tozzi, commentando i primi dati che pervengono dalle Associazioni Regionali della Federazione. “Le previsioni di inizio estate – ha commentato Tozzi - vengono sostanzialmente confermate anche se il nostro obiettivo era ben altro. Un luglio al di sotto delle aspettative, un mese di agosto stabile per quanto concerne le presenze, ma decisamente poco soddisfacente dal punto di vista del fatturato, un settembre che si è avviato bene, ma non potrà incidere più di tanto su un bilancio sostanzialmente negativo. La crisi dei consumi e l’indisponibilità a spendere di molte famiglie italiane stanno facendo sentire i loro effetti. Non si spiega altrimenti la voglia del last minute o, addirittura, del “last second”, la richiesta di pacchetti turistici scontati, l’aumento di forme di turismo alternativo  (agriturismo, turismo natura, bed and breakfast, residence, ecc.) e la grande sofferenza patita dalle mete più costose a causa anche di qualche disservizio. La verità - ha detto ancora il presidente degli Agenti di Viaggio aderenti alla Confturismo - è che il nostro turismo sta perdendo posizioni nei confronti degli altri paesi nostri competitors”. “Il turismo italiano – ha concluso Tozzi - ha bisogno più che mai di proposte concrete, di investimenti a medio e lungo termine, di una guida che sappia delineare con autorevolezza le giuste linee di indirizzo che devono essere seguite da tutti, con il contributo propositivo che ognuno può apportare, se si vuole davvero un solo progetto turistico nazionale. Ma, soprattutto, ha bisogno di recuperare quanto prima le quote di mercato perdute e con esse il peso economico che da sempre lo caratterizza”.

 

 

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