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Un'estate "italiana" all'insegna del mare

Secondo una ricerca Federalberghi - Cirm, il 78% degli italiani passerà le vacanze entro i confini. Il 70% sceglierà il mare. Calano le presenze di turisti stranieri.

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3 luglio 2002
TURISMO:FEDERALBERGHI; CROLLO ENTRATE VALUTARIE PRIMI 3 MESI BOCCA, 46MILA ASSUNZIONI IN MENO PRIMO SEMESTRE 2002 (ANSA) - ROMA, 3 LUG - Un semestre tutto in segno negativo quello che si e' appena chiuso per il comparto turistico in Italia: tanto ch

Un’estate “italiana” all’insegna del mare

 

“Sarà l’estate degli italiani”. Questo lo slogan scelto dal presidente di Confturismo Bernabò Bocca, per commentare i dati previsionali per i mesi estivi elaborati dalla Federalberghi in collaborazione con l’istituto Cirm attraverso 906 interviste telefoniche su un campione rappresentativo della popolazione italiana maggiorenne pari a 47 milioni individui. “Il 2002 turistico – ha detto Bocca – sarà a due velocità, con un primo semestre decisamente negativo per l’occupazione, la bilancia valutaria turistica e la perdita di turisti stranieri valutabile intorno al 3%”.Dall’indagine emerge che il 54% degli italiani, rispetto al 55% dell’estate 2001 farà vacanze nel periodo da giugno a settembre. Dei 19 milioni di connazionali che non lasceranno le mura domestiche, la mancanza di vacanza sarà condizionato da cause economiche (rispetto al 34% del 2001) nel 29% dei casi, da impegni di lavoro nel 20% (come nel 2001) e da motivi famigliari (16% l’anno scorso) nel 17% dei casi. Il 78% degli italiani (rispetto al 72% del 2002) farà il turista entro i confini, mentre solo il 15% (rispetto al 17% del 2001) andrà all’estero. Il giro d’affari del turismo, se saranno confermate le previsioni, sarà di 20 miliardi di euro (+8% rispetto all'estate 2001) e la spesa media pro-capite sarà di 782 euro rispetto ai 708 del 2001, con un incremento, quindi, del 10%, determinato dal fatto che i mesi preferiti per la vacanza saranno soprattutto quelli di alta e medio-alta stagione.

Tra le mete preferite, sarà il Sud ad ottenere il maggior successo di presenze (27% quota di mercato), seguito dal Nord Est (22%), dalle Isole (18%), dal Centro (18%) e dal Nord Ovest (15%). Il mare è la meta preferita: la sceglierà il 70% (rispetto al 67% del 2001) dei vacanzieri, mentre in montagna andrà il 17,5% (17% nel 2001) dei turisti e nelle località d’arte ci sarà una piccola crescita di presenze con un 5,8%, rispetto al 4% nel 2001. Per ciò che riguarda le strutture ricettive, l’albergo continuerà ad essere la soluzione preferita con il 32% di preferenze (rispetto al 29% del 2001), seguito dall’appartamento in affitto con il 15% (8% nel 2001), dalla casa di proprietà con il 12% (9% nel 2001) e dalla casa di parenti o amici con il 9% (4% nel 2001). Il presidente di Confturismo ha sottolineato come “il turismo in Italia significa 70 miliardi di euro di fatturato annuo, circa il 7% del Pil, quasi 2 milioni di occupati e come si vede dai numeri presentati ci troviamo di fronte ad una situazione complessa, che comunque manifesta incoraggianti segnali di evoluzione”. Secondo il presidente di Confturismo tuttavia, “va acquisita la volontà da parte dei nostri governanti di considerare il settore come un fattore portante dell’economia perché trasversale a tutti gli altri settori”. Bocca ha detto di aspettarsi buone notizie, dal punto di vista delle risorse da destinare al settore, dal Dpef e soprattutto dalla prossima Finanziaria.   

Sono stati poi presentati i dati a pre-consuntivo dei primi sei mesi dell’anno elaborati dall’Osservatorio Turistico- Alberghiero della Federalberghi. Dati che hanno evidenziato come i primi sei mesi dell’anno siano stati negativi, tanto che nei primi 3 mesi dell’anno il saldo della bilancia turistica dei pagamenti segna un -41%, e da gennaio a luglio il settore ha registrato quarantaseimila assunzioni in meno.

“Come si può notare dai dati – ha detto Bocca - gli alberghi hanno perso uno 0,6% di pernottamenti, determinato da un +0,7% di italiani ed un 2% di stranieri”.

L’elemento ancora molto significativo per l’andamento dei flussi turistici è del resto determinato dall’assenza di turisti stranieri in Italia soprattutto tedeschi, americani e giapponesi. “Gli stranieri - ha osservato Bocca - hanno fatto registrare decrementi per tutti i singoli mesi, con un picco negativo a marzo. Un segnale evidente di una crisi ancora difficile da superare, per quanto riguarda i flussi di turisti dall’estero, che hanno per giunta provocato, nei primi 3 mesi dell’anno un disavanzo del 41% della bilancia turistica dei pagamenti”.

 

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