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Bonino: "Priorità a lavoro e riordino dei conti pubblici"

L'ex ministro e Commissario Ue, candidata di +Europa alle elezioni europee: "Servono riforme strutturali, perché fondamentali per aiutare il lavoro, ma bisogna cominciare a ridurre il debito pubblico per una reale crescita".

"Stimatemi di meno, ma votatemi di più". Lo ha detto, ironicamente, l'ex ministro e Commissario  Ue, candidata di +Europa alle Europee, Emma Bonino, commentando la calda accoglienza dei vertici di Confcommercio nel corso dell'incontro a Roma con il Consiglio Generale della Confederazione in vista delle elezioni europee. "L'ultima volta - ha aggiunto Bonino - il vostro calore non si è tradotto in un risultato elettorale corrispondente". Bonino ha sottolineato che "solo un altro Paese, oltre all'Italia, si sta condannando all'irrilevanza in Europa, con un piede dentro e uno fuori, prigioniero come l'Italia delle proprie  ossessioni: la Gran Bretagna. Lì l'ossessione è l'invasione da fuori dell'Invincibile Armada, da noi la 'vittoria  mutilata'. E' sempre colpa degli altri, ma i problemi li abbiamo creati noi con le nostre scelte e solo noi possiamo  risolverli. Se non ci salviamo da soli non ci salva nessuno". "Bisogna trasformare il bilancio dell'Unione europea da un bilancio di puri sussidi da un  bilancio che possa servire a finanziare i beni pubblici, ma per  fare questo non possiamo avere un bilancio che sia l'un per  cento del Pil". "Lo Stato smetta di occuparsi delle  municipalizzate, come Atac e Ama a Roma, che sono tutte in  rosso". "Mi vien da ridere pensando che la  proposta di chiudere i negozi la domenica è giustificata dal  fatto di poter stare più in famiglia. Si tratta di una misura  retrograda, che non favorisce né il commercio né la famiglia né il lavoro, ma attacca la libertà d'impresa". "Il  tutto - prosegue - per difendere un'ipotetica famiglia del 'Mulino Bianco" di cui io non ho memoria. Ho l'impressione che tutto questo alla fine favorirebbe gli acquisti su Amazon". E a proposito di lavoro, Bonino ha sottolineato che "il lavoro è un problema centrale ed è quello che va affrontato come un'emergenza prioritaria del Paese. Non è lo Stato che crea lavoro, ma l'impresa". "Servono riforme strutturali, perché fondamentali per aiutare il lavoro, ma bisogna cominciare a ridurre il debito pubblico per una reale crescita. Serve poi una ristrutturazione del sistema educativo per una reale adeguamento alla domanda di lavoro". Bonino, riprendendo una delle proposte di Confcommercio per l'Europa, ha osservato che "sarebbe utile parlare di unione bancaria europea ma nell'immediato mi sembra un pò irrealistico". "Mi entusiasma – ha aggiunto - di meno l'idea di revisione della direttiva servizi. Prima di pensare di rivederla, dovremmo dire al governo di smettere di violarla sistematicamente dando luogo a multe che poi gravano su tutti i contribuenti". Bonino ha concluso il suo intervento ricordando l'importanza del voto del 26 maggio: "Votate come volete, ma votate da cittadini, da persone e soprattutto andate a votare; non è un dovere, ma certo è una responsabilità. Il voto conta, come ha contato il 4 marzo scorso".

08 maggio 2019