Consumi e consumatori in Europa: verso un modello piu' omogeneo

Dal rapporto "EuropaConsumi", un'analisi comparativa tra i 27 paesi della UE.94/2009

Consumi e consumatori in Europa: verso un modello piu' omogeneo

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5 ottobre 2009
94/09

 

94/09
Roma, 3.10.09

 

 

Dal rapporto “EuropaConsumi”, un’analisi comparativa tra i 27 paesi della UE.

 

 

CONSUMI E CONSUMATORI IN EUROPA:

VERSO UN MODELLO PIU’ OMOGENEO

 

 

E’ la Gran Bretagna il paese in cui si registra la maggiore quota di consumi per il tempo libero (17,3% sul totale consumi di una famiglia), in Slovenia si spende di più per auto e comunicazioni (19,5%), mentre il Portogallo è il paese che dedica più risorse alla cura del sé e al benessere personale (17,2%); per quanto riguarda la finanza personale, primeggia l’Olanda (11,9%); in Danimarca si registra la maggiore quota per le spese fisse per l’abitazione (26,5%), mentre in Spagna la gran parte del budget familiare se ne va in alimentazione e pasti fuori casa (32,4%); in questa sorta di classifica europea dei consumi l’Italia, con una quota pari al 7,5%, primeggia quanto a spese per mobili ed elettrodomestici. In termini monetari, la spesa media annua pro capite più alta, per il complesso dei consumi, si registra in Lussemburgo (circa 30 mila euro), la più bassa in Bulgaria (poco più di 3 mila euro); collocate sopra la media europea (14 mila euro), le principali economie del vecchio continente: quasi 18 mila euro nel Regno Unito, oltre 17 mila in Francia, oltre 16 mila in Germania, poco meno di 16 mila in Italia. Nell’area del tempo libero (1.729 euro la spesa media per abitante), il paese più “spendaccione” è il Regno Unito con oltre 3 mila euro, all’opposto la Polonia con 520 euro; tra le voci di questo comparto, i pacchetti vacanza sono al primo posto in Gran Bretagna (480 euro), computer ed elettronica in Danimarca (489 euro), istruzione a Cipro (497), giornali e libri in Germania (304 euro); in Italia, dove la spesa media complessiva per il tempo libero è pari a 1.600 euro, la voce che pesa di più è quella dei servizi ricreativi e culturali (425 euro), comparto nel quale, però, primeggia l’Austria con una spesa di 731 euro.

 

Questi i principali risultati che emergono dall’analisi delle strutture di spesa in Europa nel 2008 contenuta nel rapporto “Europa Consumi” elaborato dall’Ufficio Studi Confcommercio.

 

Sta emergendo un consumatore europeo? Convergono a qualche struttura individuabile le 27 composizioni nazionali della spesa per consumi?

 

L’evidenza empirica sul punto dice che la variabilità delle quote nazionali per le singole categorie di spesa tende moderatamente a ridursi nel tempo, almeno sulla base delle grandi funzioni di spesa, e quindi si può affermare che, seppure ancora non emerga una struttura target, vi sono elementi di convergenza. In altre parole, non è possibile indicare dove si arriverà ma senz’altro, nel corso dei 13 anni che vanno dal 1996 al 2008, alcuni grandi comparti di spesa come il tempo libero o la finanza personale sono cresciuti molto di più nei Paesi che vi dedicavano all’inizio del periodo minori risorse. Ciò implica una qualche forma di omogeneizzazione delle strutture di spesa.

 


 

Tab. 1 – Strutture di spesa in Europa - anno 2008

Composizione % in alcuni paesi (totale consumi = 100)

Fonte: elaborazione Ufficio Studi Confcommercio

 

 

Restano però molto vivaci le forze che contrastano questa tendenza. Le forze della tradizione, della cultura, delle abitudini di spesa sono quasi altrettanto radicate rispetto a quelle della globalizzazione, dell’ibridazione, dello scambio culturale che rende i consumi meno eterogenei tra i differenti consumatori nazionali.

 

Ad esempio (Tab. 1), l’attenzione all’ambiente domestico e al design fa dell’Italia un Paese con una quota di spesa (7,5%) che difficilmente si ridurrà ai livelli del Regno Unito (5,2%). Questi elementi di caratterizzazione delle strutture di spesa nazionali potranno essere smussati ma non annullati nel prossimo futuro, continuando quindi a contraddistinguere diversi modelli di spesa. Considerazioni analoghe valgono per la cura del sé, con l’Italia (14,9%) e alcuni Paesi mediterranei (Portogallo, Grecia, Spagna in particolare) che sovra-pesano l’area dell’abbigliamento e delle calzature rispetto ad altri sistemi economici, e per la finanza personale, per la quale i Paesi del Centro-Europa e del Nord-Europa spendono frazioni relativamente superiori del proprio budget (Olanda 11,9%, Danimarca 8,3%). La terziarizzazione dei consumi passa anche da queste dinamiche. E’ tuttavia probabile, nei prossimi tre anni, un ridimensionamento della quota di spesa per la finanza personale con velocità accentuate dove essa è oggi maggiore della media. Anche in questo caso il processo di lenta convergenza farà il suo corso.

 

Paradigmatica dell’apertura di un Paese nei confronti dei flussi turistici, intesi sempre in senso lato, è la quota di spesa per bar e ristoranti. Spagna (32,4%), Grecia (30,9%), Portogallo (27,9%) e Irlanda (25,7%) hanno le frazioni maggiori allocate su questo grande comparto per diverse ragioni tra cui, al positivo flusso turistico, ivi contabilizzato per la parte di consumazioni fuori casa, si unisce una forte propensione verso i consumi outdoor da parte della popolazione residente. Questo tema è di cruciale importanza anche per un Paese come l’Italia. Quando un sistema economico è votato all’accoglienza si struttura in modo tale che anche la popolazione residente tende a enfatizzare quegli orientamenti di spesa. E’ il più importante campo di potenziale applicazione della soft innovation nei servizi, quale proposta per lo sviluppo del prodotto potenziale. La revisione delle strutture urbanistiche e dei centri storici, la logistica, la fruizione delle città come luoghi che raccontano storie e sviluppano esperienze nello scambio e nel consumo, prolungando al di là del momento della spesa o della consumazione, il valore dell’atto d’acquisto, rappresentano le direttrici più sicure per migliorare la produttività del capitale fisico, umano, ambientale, oggi disponibile per la crescita economica.

 

 

La spesa pro capite per macrofunzioni di consumo

 

A titolo puramente esemplificativo vale la pena di soffermarsi sul fatto che la spesa media annua pro capite nella UE a 27 (Tab. 2) supera i 14 mila euro, con punte tra i Paesi più popolati, di quasi 18 mila euro nel Regno Unito e oltre 17 mila euro in Francia, mentre l’Italia segue più distanziata con poco meno di 16 mila euro. La spesa pro capite più bassa, di poco superiore ai 3 mila euro è appannaggio della Bulgaria, mentre il Lussemburgo ha il primato della spesa pro capite più elevata, con quasi 30 mila euro.

 

Sotto il profilo delle singole macrofunzioni, le spese fisse per l’abitazione assorbono mediamente nella UE più di 3.100 euro l’anno, una cifra che si innalza di un ammontare da oltre un terzo a più di due terzi per i Paesi scandinavi e per altri stati del Nord-Europa, mentre i Paesi dell’ex-blocco sovietico e quelli mediterranei (Spagna compresa, Italia esclusa) si collocano su spese medie inferiori alla media europea.

 

Per mobilità e comunicazioni, altra voce rilevante nel bilancio delle famiglie, gli europei spendono in media annualmente oltre 2.200 euro, con livelli più elevati tra il 20% ed il 30% nella gran parte dei 27 Paesi a reddito pro capite più elevato.

 

Infine, per la spesa media pro capite legata ai pasti, domestici ed extra-domestici, in Europa il livello è di oltre 3.300 euro annui, con importi medi sensibilmente superiori - dal 20% fino a quasi il 50% - in Paesi come Spagna, Cipro, Irlanda, Grecia, Finlandia e Italia, nei quali le abitudini di consumo sembrano più orientate verso una forte accentuazione delle consumazioni fuori casa rispetto alla media europea.


 

 

Tab. 2 - Spesa pro capite per macrofunzione di consumo e per Paese nel 2008

euro a prezzi correnti tasso di cambio fisso 2008

 

 

 

Tempo liberato

Mobilità e comunicazioni

Cura del sé

Finanza personale

Mobili, elettrod. ed arredam.

Spese fisse per l’abitaz.

Pasti in casa e fuori casa

Totale Consumi

Austria

2.924

2.812

2.502

985

1.267

3.806

3.856

18.153

Belgio

1.703

2.751

2.423

1.593

937

3.670

3.434

16.512

Bulgaria

233

730

264

78,0

120

608

1.000

3.032

Cipro

2.265

2.901

2.424

824

853

2.148

4.958

16.373

Danimarca

2.556

3.024

2.440

1.693

1.169

5.431

4.181

20.494

Estonia

761

1.074

1.024

263

374

1.219

1.984

6.698

Finlandia

2.210

2.482

2.304

1.032

969

4.250

4.018

17.265

Francia

1.907

2.946

2.170

1.163

1.002

4.312

3.610

17.111

Germania

1.798

2.706

2.243

1.259

1.105

4.023

3.102

16.237

Grecia

2.302

1.930

2.449

624

983

2.623

4.871

15.782

Irlanda

2.276

2.666

2.449

1.554

1.266

3.958

4.924

19.095

Italia

1.603

2.420

2.330

947

1.171

3.318

3.895

15.684

Lettonia

655

956

945

88

256

1.256

1.633

5.789

Lituania

528

1.211

1.014

218

347

848

2.065

6.231

Lussemburgo

2.853

6.258

3.221

1.908

1.913

6.649

7.027

29.830

Malta

1.695

1.708

1.065

422

758

1.159

2.813

9.621

Olanda

1.938

2.687

2.018

1.949

1.065

3.685

3.014

16.357

Polonia

520

674

679

519

247

1.344

1.689

5.672

Portogallo

1.023

1.689

1.738

738

664

1.425

2.812

10.089

Regno Unito

3.104

2.936

2.123

1.086

936

3.712

4.094

17.990

Rep. Ceca

1.068

1.106

757

385

397

1.569

2.048

7.332

Romania

359

820

348

59

218

822

1.478

4.105

Slovacchia

780

836

790

314

428

1.820

1.912

6.879

Slovenia

1.257

1.833

1.151

590

565

1.709

2.295

9.400

Spagna

1.750

2.043

1.894

753

752

2.387

4.597

14.177

Svezia

1.955

2.577

2.173

813

829

4.294

3.463

16.104

Ungheria

578

1.104

523

251

313

1.072

1.684

5.525

UE27

1.729

2.255

1.861

944

858

3.117

3.329

14.093

Fonte: elaborazioni Ufficio Studi Confcommercio su dati Eurostat e Istituti nazionali di statistica.

 


 

La fruizione del tempo libero in Europa

 

Per i consumatori europei la spesa per il tempo libero, o liberato, (ovvero quell’insieme di attività svolte nel tempo non lavorativo con finalità che vanno dal turismo alla cultura, allo sport), tende ad assumere una rilevanza crescente mantenendosi su livelli significativi in molti Paesi dell’Europa Centro-meridionale con un consumo complessivo pro capite elevato, ma anche acquisendo maggiori spazi nella spesa dei consumatori dei paesi dell’Europa dell’Est dove il tenore di vita non è molto elevato.

 

Per le attività del tempo libero la spesa media per abitante, a livello europeo, è stata pari nel 2008 a 1.729 euro (Tab. 3), un valore che sottende differenziazioni molto ampie tra i singoli paesi collocando ai due estremi della graduatoria il Regno Unito (3.104 euro), seguito da un nucleo di paesi dove la spesa per abitante supera i 2.000 euro (ad esempio, Austria, Lussemburgo, Danimarca) e, all’estremo opposto, la Polonia (520 euro) seguita da altri paesi dell’Est europeo.

 

La voce di spesa per abitante maggiormente significativa è rappresentata dai servizi ricreativi e culturali, per i quali gli europei spendono mediamente 463 euro, con un livello di spesa molto più elevato in Danimarca (715 euro), Finlandia (698 euro) e Regno Unito (667 euro), mentre in Bulgaria e Romania la spesa per abitante non arriva a 100 euro. In questo ambito risulta rilevante anche la voce ‘altri articoli ricreativi’ la cui spesa per abitante a livello europeo è pari a 258 euro, con un’articolazione tra i Paesi simile alla spesa per i servizi culturali e ricreativi.

 

La domanda generalizzata di prodotti nel campo dell’elettronica di consumo ha portato ad un livello significativo anche la spesa a questa connessa, che nel 2008 è stata pari a 247 euro per abitante. Anche in questo settore i comportamenti degli europei non sono uniformi e rispecchiano il grado di innovazione tecnologica e di cultura informatica diffusa in ogni paese. Si passa, infatti, da una spesa per abitante di 49 euro della Romania ai 489 euro per abitante della Danimarca; in questo contesto la spesa in Italia è stata pari a 135 euro per abitante, valore sensibilmente inferiore a quello della Francia e della Germania (rispettivamente 334 euro e 299 euro per abitante).

 


 

Tab. 3 - La spesa per il tempo liberato nel 2008

valori per abitante (in euro)

 

Pacchetti vacanza

Alberghi e campeggi

Computer ed elettronica di consumo

Altri beni durevoli per la ricreaz.

Altri articoli ricreativi

Servizi ricreativi e culturali

Giornali, libri, cancelleria

Istruzione

Totale Tempo liberato

Austria

379

654

345

36

384

731

244

151

2.924

Belgio

409

79

239

28

249

442

169

88

1.703

Bulgaria

31

43

54

3

11

40

25

26

233

Cipro

95

475

189

29

194

597

190

497

2.265

Danimarca

247

95

489

127

454

715

286

144

2.556

Estonia

51

106

130

3

139

186

87

59

761

Finlandia

205

80

405

126

340

698

280

76

2.210

Francia

20

239

334

57

336

577

208

138

1.907

Germania

59

153

299

39

298

518

304

129

1.798

Grecia

162

531

90

33

181

629

269

408

2.302

Irlanda

342

334

207

8

271

592

278

244

2.276

Italia

43

385

135

53

188

425

228

145

1.603

Lettonia

24

67

94

3

78

219

52

117

655

Lituania

24

51

101

1

73

160

48

70

528

Lussemburgo

418

496

347

39

441

526

449

137

2.853

Malta

91

463

153

9

149

552

156

122

1.695

Olanda

259

121

366

78

325

399

303

88

1.938

Polonia

26

31

109

12

22

156

89

73

520

Portogallo

53

220

108

7

109

279

126

121

1.023

Regno Unito

480

270

480

127

575

667

250

253

3.104

Rep. Ceca

181

184

126

11

153

281

83

50

1.068

Romania

8

91

49

1

20

82

34

73

359

Slovacchia

86

43

103

1

72

237

140

97

780

Slovenia

157

164

112

15

193

383

110

122

1.257

Spagna

177

321

171

21

157

544

163

196

1.750

Svezia

178

114

310

94

364

651

197

46

1.955

Ungheria

44

96

70

2

94

134

76

62

578

UE27

143

221

247

48

258

463

204

145

1.729

Fonte: elaborazioni Ufficio Studi Confcommercio su dati Eurostat e Istituti nazionali di statistica.

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