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IL TURISMO, QUESTO SCONOSCIUTO...

D:30-9-2003 P:01 T:FINANZIARIA SENZA RISORSE: A PAGARE SONO SEMPRE LE IMPRESE

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2 ottobre 2003
Roma, 30 settembre 2003

Finanziaria: mai citata la parola turismo

 

"Non riusciamo a capire come il Governo abbia perso anche questa volta il treno per dare una svolta indispensabile allo sviluppo del turismo, che in Italia vale il 7% del Pil e dà lavoro a 2 milioni di persone".

È l'amaro commento di Bernabò Bocca, presidente di Confturismo, sulla legge Finanziaria per il 2004. "A parte misure indirette, di scarso impatto per il settore, quali la detraibilità del 10% per la partecipazione di singole imprese a fiere all'estero - specifica Bocca - e la detassazione fino al 10% degli utili reinvestiti in azienda per interventi tecnologici, altro non compare. Questa totale disattenzione nei nostri confronti è un errore politico del Governo e denota il disinteresse con il quale l'Esecutivo valuta il turismo nazionale".

A questo punto, Confturismo chiede a voce ancora più alta la creazione di un Ministero per le Politiche Turistiche, un punto d'incontro tra le Regioni, lo Stato e l'Unione europea che potrebbe portare a soluzione in maniera organica e coordinata i problemi del settore.

"Non possiamo fare altro - conclude Bocca - che sollecitare tutti gli operatori del settore a far sentire in maniera decisa la propria voce, per ribadire la necessità di misure idonee a far recuperare al settore competitività a livello internazionale, per consentire già dal 2004 la ripresa e l'incremento dell'occupazione".

Sempre sul fronte del turismo, il Sindacato italiano balneari si è detto preoccupato per quanto riportato dall'articolo 32 comma 21 nel maxi-emendamento della manovra 2004 del Governo, in quanto si prevede la volontà da parte del Ministero delle Infrastrutture e Trasporti di rivedere i canoni demaniali marittimi per le imprese balneari definiti dalla legge 494/93. A tale proposito, il Sib si dissocia dalle dichiarazioni di Renato Papagni, presidente Fiba, in quanto l'aumento del 300% previsto dal decretone fa riferimento al comma 22 e cioè alle concessioni d'uso, per lo più abitativo, che quindi non coinvolgono le concessioni demaniali turistico ricreative.

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