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Puntare sul turismo "conviene"

Per il Presidente di Confturismo Bernabò Bocca mettere in atto politiche di sviluppo del turismo "significa scegliere la strada del rispetto dell'ambiente e dell'arricchimento del territorio". Frescobaldi: "la parola d'ordine è differenziare".

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13 maggio 2002
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Turismo significa rispetto dell’ambiente ed arricchimento del territorio

 

Mettere in atto politiche di sviluppo del turismo significa scegliere la strada del rispetto dell’ambiente e dell’arricchimento del territorio, anche in termini economici. Spendere in attività turistiche 1000 delle vecchie lire significa, infatti, generarne altre 800 come valore aggiunto. E’ questo, per il Presidente di Confturismo Bernabò Bocca, il rapporto che intercorre tra turismo, ambiente e territorio, le tre realtà oggetto della prima sessione di discussione del convegno di Lucca.

Se è vero che puntare sul turismo è un buon affare, è però altrettanto vero che le varie amministrazioni debbono fare di più. In concreto, come ha sostenuto Bocca, debbono “non contare le presenze turistiche, ma pesarle”; ovvero, prima ancora che cercare di incrementare il numero di turisti, è conveniente “cercare di far ritornare chi c’è già stato”. Come farlo? Per il Presidente di Confturismo mettendo prima di tutto in cartellone mostre, avvenimenti, iniziative varie. E poi “facendo sistema”, da promuovere e commercializzare. In questo senso, Bocca ha sottolineato l’importanza dei sistemi turistici locali previsti nella legge quadro finalmente approvata.

Quanto al rapporto tra turismo e ambiente, Bocca ha ribadito che “l’unico sviluppo rispettoso dell’ambiente è quello turistico, perché per il turista è fondamentale trovare fuori dalla struttura ricettiva che lo ospita un panorama incontaminato”.

Bona Frescobaldi, dell’azienda omonima, ha da parte sua analizzato i punti di forza della nostra offerta turistica e le possibilità di evoluzione. Ebbene, se si dice Italia si pensa subito ai beni culturali: nel nostro territorio, è infatti concentrato il 60% del patrimonio culturale mondiale (al secondo posto troviamo la Spagna, che però ha meno veni culturali della sola Toscana). Ma tutto ciò oggi non basta: non a caso, l’Italia è solo al quarto posto nella classifica mondiale delle presenze turistiche. E’ necessaria un’evoluzione, assecondando le nuove tendenze del turismo. A partire, ad esempio, dal turismo enogastronomico: “oggi i nostri ospiti - ha detto la Frescobaldi – vogliono mangiare bene, cercano i prodotti tipici e il buon vino”. All’Italia tutto ciò non manca di certo; parlando di vini, la Frescobaldi ha ricordato come la rivista “Wine spectator” abbia assegnato a due vini italiani la “palma” del migliore del mondo nel 2000 e nel 2001.

La parola d’ordine, insomma, è “differenziare”, perché si sta passando dal “turismo del pacchetto” al “turismo dell’intelletto”. Senza dimenticare la necessità di colmare alcune lacune storiche, come la scarsa presenza di alberghi a cinque stelle così fondamentali per attirare soprattutto i viaggiatori statunitensi.

Parlando di nuove iniziative merita una segnalazione la proposta lanciata dal Presidente di Confcommercio Lucca Umberto Tenucci, che ha annunciato l’intenzione di dar vita a una campagna promozionale perché Lucca diventi un logo, il simbolo dei centri storici d’Italia, mentre il Presidente di Confcommercio Toscana Paolo Soderi ha sottolineato che “il futuro economico della nostra nazione sarà senza dubbio nel turismo e nel commercio, virtù congenite nel territorio della nostra penisola: lavoriamo perciò affinché queste virtù abbiano quanto prima il meritato sviluppo”.

 

 

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