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TURISMO "D'APPARTAMENTO", GIGANTE SCONOSCIUTO

Il primo rapporto sul "Turismo italiano in appartamenti", realizzato da Mercury per Rescasa e Fimaa, svela un mondo semisconosciuto che con 10,4 milioni di posti letto genera una spesa di 31,1 miliardi di euro e 867mila posti di lavoro.

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5 maggio 2005
Turismo "d'appartamento", gigante sconosciuto

Turismo "d'appartamento", gigante sconosciuto

 

Presentato oggi a Roma, presso la sede di Confcommercio, il rapporto "Il turismo italiano negli appartamenti" realizzato da Mercury per Rescasa-Federazione italiana residence aderente a Confturismo e per Fimaa, Federazione italiana agenti immobiliari. Un rapporto che per la prima volta, traccia l'identikit del turismo in appartamento e fa emergere un mosaico di leggi regionali che regolamentano in maniera disomogenea l'offerta individuando ventinove tipologie diverse. Questo tipo di turismo da solo rappresenta 10,4 milioni di posti letto, 2,5 volte la ricettività totale del Paese valutata invece dall'Istat in 4,2 milioni di posti letto. E se le statistiche "ufficiali" indicano in oltre 345 milioni le presenze turistiche italiane, considerando anche il comparto degli appartamenti per le vacanze, le presenze balzano a oltre 966 milioni. Un comparto che, però, nello scenario di una sempre più forte competizione sui mercati internazionali, soffre della mancanza di un grande progetto nazionale in grado di valorizzare questa fondamentale risorsa solo parzialmente utilizzata delle vacanze "Italian style" che riconosca a pieno titolo il ruolo degli imprenditori immobiliari turistici.

"Si tratta di valori riguardanti i movimenti turistici italiani e stranieri - ha detto il presidente di Rescasa, Emilio Valdameri - decisamente superiori alle statistiche ufficiali.

Tutto il comparto, nello scenario di una sempre più forte competizione nei mercati internazionali soffre per la mancanza di un grande progetto nazionale. Il dato positivo è però che gli italiani stanno 'recuperando' i luoghi d'origine proprio attraverso le vacanze negli appartamenti".  

Lo sviluppo del mercato immobiliare a destinazione turistica nell'arco di un trentennio, dal 1971 al 2001, è stata notevolissima, un lungo prolungato boom che solo negli ultimi due anni sembra essersi arrestato. In testa alla classifica della disponibilità Sicilia, Puglia, Lazio, Piemonte, Calabria e Lombardia, mentre i maggiori tassi di crescita si sono registrati in Sardegna, Calabria, Puglia e Sicilia. Rilevanti le performance di Trentino, Alto Adige e Valle d'Aosta. Tra le province, il maggior sviluppo si è registrato a Crotone, Sassari, Nuoro, Cosenza e Catanzaro. Poi ci sono casi "emblematici" come quelli Roma e Palermo: nelle due città e nel loro territorio si concentra infatti il 9% dell'intero flusso su scala nazionale con 41 e 23 milioni di presenze. Il turismo balneare attira il maggior numero di case vacanza, sia che vengano affittate che  utilizzate dai proprietari, mentre la montagna offre un richiamo decisamente superiore ai dati "ufficiali". In tutti i casi la media di utilizzo annuo è di 71 giorni, con un tasso d'occupazione del 19,6%, dovuto in gran parte alla stagionalità dell'offerta. Secondo le stime effettuate in base ai valori medi di spesa turistica per pernottamento effettuate dall'Ufficio italiano cambi, la spesa turistica 2003 di chi soggiorna nella case vacanza è stata di 31,1 miliardi di euro, oltre il 41% della spesa complessiva. L'analisi territoriale mette in risalto la priorità di impatto sociale, economico e occupazionale fornito dal sistema ricettivo "casa" nel Sud Italia e soprattutto nelle isole; la spesa turistica generata dai turisti nelle abitazioni supera quella imputabile ai movimenti ufficiali. Il mercato delle abitazioni per vacanza nel periodo 2001-2003 ha subito una contrazione della domanda omogenea rispetto ai comparti alberghiero ed extra-alberghiero. Nel 2001 la stima dell'utilizzazione indicava 771 milioni di pernottamenti scesi a 741 nel 2002 e a 729 nel 2003. La crisi del sistema-casa è stata maggiore nel centro Italia e nelle isole: qui è concentrato il maggior decremento dell'uso della case da parte di locatari, proprietari, visitatori di parenti e amici. In due anni la flessione è stata del 12% con un nuovo calo nel 2004. Lazio, Sicilia,  Campania,  Sardegna scendono, mentre salgono Calabria e Puglia. Anche al centro nord si registrano arretramenti, in particolare in Toscana e Liguria.

Il rapporto si conclude con una serie di proposte: la riorganizzazione dell'offerta con un coordinamento nazionale; la creazione di un osservatorio permanente mirato sulla

ricettività in appartamenti; l'individuazione di nuove formedi promozione integrate con un corretto uso di Internet; il riconoscimento istituzionale del ruolo degli imprenditori

immobiliari turistici e di nuove forme di ricettività (come già accade all'estero) che contemplino la fornitura di servizi di tipo alberghiero.

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