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Turismo: gli italiani "riscoprono" il Belpaese

Secondo un'indagine di Federalberghi, svolta in collaborazione con il Cirm, l'80% degli italiani maggiorenni resterà in Italia per le proprie vacanze.FIAVET: "IN ESTATE E' SEMPRE VOGLIA DI MARE"

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1 agosto 2002
Roma, 1 agosto 2002
Estate 2002: gli italiani “riscoprono” l’Italia

 

“Comincia oggi il grande esodo vacanziero e le previsioni parlano di 27,5 milioni di italiani maggiorenni, pari al 58% della popolazione, in partenza per una vacanza nel mese di agosto”. Parole del presidente della Federalberghi-Confturismo, Bernabò Bocca, che ha commentato alcuni dei dati che emergono da una indagine svolta, dal 22 al 28 luglio, con il supporto tecnico dell’Istituto Cirm su un campione di 852 persone intervistate col sistema C.A.T.I. e rappresentativo di oltre 47 milioni di connazionali maggiorenni. “La frenesia da vacanza sta investendo gli italiani, - ha detto Bocca- al punto che nel quadrimestre estivo (giugno-settembre) addirittura il 70% della popolazione maggiorenne ha dichiarato di aver già fatto o di avere intenzione di fare un periodo di ferie fuori casa in uno o più dei singoli mesi”. “La percentuale è così elevata - ha spiegato il presidente della Federalberghi - in quanto cresce il fenomeno dei week end trascorsi in varie località turistiche. Basti pensare, infatti, che addirittura l’80% degli italiani maggiorenni (rispetto al 72% dell’anno scorso) resterà in Italia per le proprie vacanze, sopperendo, ci auguriamo, alla flessione della clientela straniera che ancora continuiamo a registrare all’indomani dei tragici eventi terroristici dell’11 settembre del 2001”.“A questo punto, quindi – ha aggiunto Bocca- non ci resta che aspettare il consuntivo di settembre per capire se questo gran movimento di italiani in Italia sarà in grado di confermare i livelli turistici registrati l’anno scorso, consentendo al fatturato del settore di mantenere i 70 miliardi di euro annui, pari a quasi il 7% del Pil nazionale, ottimo biglietto da visita in vista della Legge Finanziaria 2003 che dovrà, a nostro giudizio, contenere misure ad hoc per il settore, per consentirgli quel salto di qualità che ormai un mercato globalizzato come il nostro impone senza altri indugi”.

“Non va infatti dimenticato – ha concluso il presidente di Federalberghi-Confturismo- che in questo quadro che si prospetta roseo, l’unica macchia nera deriva dal dato Inail sui contratti di assunzione negli alberghi e ristoranti, che evidenzia una flessione del 10% rispetto al periodo gennaio-luglio 2001. Segno evidente di una incertezza che grava ancora sul mercato e sull’economia nazionale e mondiale”.

 

 

 

 

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