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Turismo: Sviluppo Italia lancia i poli turistici integrati

Per rilanciare l'attività ricettiva nel Sud, la finanziaria pubblica investirà nella realizzazione di complessi residenziali in Calabria, Puglia e Sicilia. Bocca: "non credo a uno sviluppo industriale del Sud, ma di certo ad un grande sviluppo turistico".

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25 novembre 2003
Turismo: Sviluppo Italia lancia i poli turistici integrati

Turismo: Sviluppo Italia lancia i poli turistici integrati

 

Per rilanciare l’attività ricettiva nel Mezzogiorno, Sviluppo Italia lancia un programma che prevede la realizzazione di poli turistici integrati, valorizzando in una logica di sistema i beni pubblici disponibili e destinabili alla realizzazione di realtà turistiche. Nella prima fase, gli interventi saranno realizzati in aree appartenenti ad enti pubblici (aree di proprietà regionale a Sciacca in Sicilia, aree del demanio regionale a Gizzeria in Calabria) o a Sviluppo Italia (Alimini in Puglia, Simeri Crichi e Sibari in Calabria), per un investimento complessivo di 770 milioni di euro che consentiranno la creazione di 7.700 camere e 9 campi da golf, con un impatto occupazionale di 11.700 addetti e l’attivazione di flussi turistici per 2.370.000 unità all’anno.

“Il consolidamento di questo modello, replicabile in altre aree del Paese - ha sottolineato l’amministratore delegato di Sviluppo Italia, Massimo Caputi - ha l’obiettivo di realizzare nei prossimi 3-5 anni un sistema nazionale del turismo, accrescere la competitività del Paese e attrarre operatori stranieri del settore, anche grazie ai contratti di localizzazione”. Il primo accordo in tal senso è stato firmato con il gruppo inglese Rocco Forte che ha deciso di investire in Sicilia, a Sciacca, dove realizzerà un complesso residenziale tra i più grandi del bacino del Mediterraneo.

“Non credo ad uno sviluppo industriale del Sud, ma sicuramente ad un grande

sviluppo turistico”, ha commentato il presidente di Federalberghi-Confturismo, Bernabò Bocca, che ha anche sottolineato come in Italia ci siano 33.000 alberghi ma in Calabria, Puglia e Sicilia sono appena il 2% del totale. Da qui la necessità, ha sostenuto, di

realizzare nuove strutture oltre ad utilizzare quelle già esistenti.

Da parte sua, il ministro delle Attività Produttive, Antonio Marzano, ha sostenuto la necessità di “una specifica politica” per il Sud, non dicendosi contrario ad una “partecipazione transitoria del pubblico nel capitale delle imprese”. Il turismo, peraltro, ha detto ancora il ministro, “è considerato come una delle priorità dell’azione del governo, soprattutto perché ha un impatto importante sull’ambiente”. Quanto all’allarme attentati, Marzano ha detto che “il terrorismo c’è. L’Italia è esposta ed è una delle ragioni del rallentamento del turismo che è stato recuperato subito dopo la guerra in Afghanistan e che di nuovo risente di questi fenomeni internazionali. Esiste comunque anche nei

Paesi concorrenti”.

 

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