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Un 2003 all'insegna dell'incertezza più totale

D:15-2-2002 P:02 T:PER IL TURISMO UN 2002 ALL'INSEGNA DELLA STAGNAZIONE

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14 febbraio 2003
TURISMO 2003: AD UN PASSO RECESSIONE PER GUERRA

Un 2003 all'insegna dell'incertezza più totale

 

Se il 2002 è stato un periodo da dimenticare per il turismo italiano, il 2003 rischia di rivelarsi un vero e proprio "hannus orribilis". Le cifre "snocciolate" da Confturismo alla Bit parlano chiaro e rivelano la più totale incertezza sull'esito della stagione.

Secondo un'indagine svolta da Unioncamere/Isnart su un campione di circa 7mila italiani, emerge che il numero di italiani che hanno fatto o si accingono a trascorrere un periodo di vacanza nel trimestre invernale è di 7,8 milioni, una cifra in ribasso rispetto agli 8,4 milioni dello stesso periodo del 2002. Il 64% di questi vacanzieri ha scelto l'Italia, mentre quasi il 30% (in leggero incremento rispetto all'anno scorso) ha optato per le località straniere: le grandi capitali europee e soprattutto le località esotiche, per le quali ha sfruttato il notevole vantaggio competitivo dovuto alla rivalutazione dell'Euro.

Per quanto concerne invece la prossima estate, una ricerca Sociometrica/Trademark Italia su un campione di oltre 2mila individui rivela che solo il 31% degli italiani ha deciso quale tipo di vacanza effettuerà da Pasqua fino all'estate del 2003, rispetto al 41% dello stesso periodo del 2002. Di questi l'8,3% dichiara che andrà all'estero (rispetto all'11% dell'anno scorso). Le aree più gettonate risultano per l'Italia il Nord Adriatico, le Isole maggiori, il Sud e le piccole città d'arte. Le mete estere subiscono, invece, a causa del rischio bellico, una leggera diminuzione, soprattutto quelle extraeuropee.

Sul fronte incoming, nella prossima estate – secondo le previsioni elaborate da Ciset/Touring Club Italiano - nelle intenzioni mondiali si registrerebbe un +0,9% di turisti verso l'Italia dai 21 Paesi che generano i maggiori flussi di turismo (Area Mediterranea, Europa Centrale, Nord Europa ed Extra Europa). Se allarghiamo l'orizzonte anche al totale dei potenziali arrivi mondiali, la percentuale d'incremento dovrebbe attestarsi addirittura su un +1,4%. Ipotesi che confermerebbe appieno la competitività del sistema turistico italiano sullo scacchiere internazionale.

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