Fri Tur, il Fondo per potenziare le strutture ricettive

Fri Tur, il Fondo per potenziare le strutture ricettive

Tutte le informazioni sull'agevolazione, prevista dal Pnrr, per migliorare i servizi di ospitalità e potenziare le strutture ricettive, per la digitalizzazione e la sostenibilità ambientale. 

Fri-Tur (Fondo rotativo per il sostegno alle imprese e agli investimenti di sviluppo nel turismo, ndr) è un incentivo previsto tra gli investimenti del Pnrr, il Piano nazionale di ripresa e resilienza (Misura M1C3 investimento 4.2.5) e promosso dal Ministero del Turismo, con la partecipazione di Abi e Cassa depositi e prestiti. Il contributo, gestito da Invitalia, ha come obiettivo quello di migliorare i servizi di ospitalità e le strutture ricettive, soprattutto in ambito digitale e della sostenibilità ambientale. I progetti dovranno essere realizzati entro e non oltre il 31 dicembre 2025.

Il fondo rotativo imprese è uno strumento finanziario che sostiene gli investimenti delle piccole e medie imprese che hanno difficoltà di accesso al credito. La misura è alimentata dallo stanziamento di risorse pubbliche e dal ritorno delle somme erogate alle attività che ne hanno beneficiato. La dotazione è di 780 milioni di euro, di cui 180 milioni stanziati per il contributo diretto alla spesa e 600 milioni per il finanziamento agevolato concesso da Cassa Depositi e Prestiti. Il finanziamento di CDP ha attivato ulteriori 600 milioni di euro concessi dalle banche che aderiscono alla Convenzione (qui il testo in pdf) firmata da Ministero del Turismo, Associazione Bancaria Italia e Cassa Depositi e Prestiti.

La richiesta delle domande slitta in avanti. Con l’Avviso Pubblico del Ministero del Turismo il 7 maggio scorso (leggi qui il documento in pdf) le domande di concessione degli incentivi potranno essere presentate a partire dalle ore 12 del 1° luglio 2024 e fino alle 12 del 31 luglio 2024.

La modulistica necessaria sarà disponibile sul sito di Invitalia nella sezione dedicata al Fondo a partire dal 30 maggio 2024.

Sono due le tipologie di incentivi previsti da Fri-Tur:

  • contributo diretto alla spesa: pari al 35% dei costi e delle spese ammissibili;
  • finanziamenti agevolato: concesso da Cassa Depositi e Prestiti con un tasso nominale annuo dello 0,5%, per una durata compresa tra i 4 e i 15 anni, compreso un periodo di preammortamento di massimo 3 anni (a partire dalla sottoscrizione del contratto per il finanziamento), a cui va abbinato un:
    • finanziamento bancario a tasso di mercato di pari importo e durata, erogata da una banca aderente alla Convenzione del 29 agosto 2022 (documento al seguente link pdf) del Ministero del Turismo, dell'Associazione Bancaria Italiana e Cdp.

La somma del finanziamento agevolato, di quello bancario e del contributo diretto alla spesa non può superare il 100% del programma ammesso. Gli incentivi citati qui sopra non sono cumulabili con quelli previsti dall'articolo 1 del Decreto Legge del 6 novembre 2021, n. 152 né con altri contributi, sovvenzioni e agevolazioni pubblici destinati alla stessa tipologia di interventi. Si rivolge a investimenti medio grandi tra i 500mila e i 10 milioni di euro.

Destinatari e requisiti

L'agevolazione è stata creata per migliorare i servizi legati all'ospitalità e potenziare le strutture ricettive in un'ottica di digitalizzazione e sostenibilità ambientale.
Tra i destinatari dell'incentivo troviamo quindi:

  • alberghi;
  • agriturismi;
  • strutture ricettive all'aria aperta;
  • imprese del comparto turistico, fieristico, ricreativo e congressuale;
  • stabilimenti balneari;
  • complessi termali;
  • porti turistici;
  • parchi tematici, acquatici e faunistici.

Per presentare domanda sono richiesti anche alcuni requisiti fondamentali. È infatti necessario:

  • gestire un'attività di tipo ricettivo o di servizio turistico in immobili o aree di proprietà o per conto di terzi;
  • essere costituiti regolarmente con iscrizione al registro delle imprese;
  • non essere in stato di liquidazione anche volontario o di fallimento;
  • avere un'organizzazione stabile di impresa sul territorio nazionale;
  • essere in regola in materia di normativa edilizia, urbanistica, del lavoro, della prevenzione degli infortuni, della tutela ambientale e con gli obblighi contributivi;
  • avere un regime di contabilità ordinaria;
  • avere una valutazione positiva del merito di credito da parte della banca finanziatrice, con delibera rilasciata da quest'ultima;
  • adottare un regime di contabilità sperata apposito per coloro che operano nel settore agricolo o della pesca;
  • non ricadere nei casi particolari previsti dall'articolo 4, comma del 2 dell'Avviso (qui il link pdf del documento integrale).

Il 50% delle risorse è destinato agli interventi per la riqualificazione energetica, mentre il 40% del contributo diretto alla spesa è destinato alle imprese con sede in una delle regioni del Mezzogiorno: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.

Leggi anche la pagina dedicata all'economia del Mezzogiorno

Progetti finanziabili

Gli incentivi dovranno aiutare le imprese a migliorare nel campo della digitalizzazione e della tutela ambientale. I progetti devono essere realizzati entro il 31 dicembre 2025 ed essere in linea con la normativa ambientale sia nazionale che europea, alla Comunicazione della Commissione Ue (2021/C 50/01) e agli orientamenti tecnici secondo il principio Do No Significant Harm (DNSH, "non arrecare un danno significativo"), il regime minimo per tutte le misure del PNRR, così come specificato nel Regolamento 2021/241, a norma dell’art. 17 del Regolamento UE 2020/852.

L'investimento deve prevedere spese, al netto dell'Iva, comprese tra i 500mila e i 10 milioni di euro. Possono essere richiesti incentivi per i seguenti interventi:

  • riqualificazione energetica e antisismica;
  • eliminazione delle barriere architettoniche;
  • manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia, installazione di manufatti leggeri;
  • piscine termali (solo per gli stabilimenti termali);
  • digitalizzazione;
  • acquisto o rinnovo di arredi.

Vediamoli meglio nel dettaglio.

Interventi di riqualificazione energetica e antisismica

installazione impianto fotovoltaico con elmetto

I fondi totali messi a disposizione sono pari a 1 miliardo e 380 milioni di euro, di cui il 50% è destinato agli interventi per la riqualificazione energetica. Nello specifico si tratta di opere destinate a migliorare l'efficienza delle strutture, contendo i consumi, riducendo le emissioni inquinanti e ottimizzando le risorse di energia.

Le spese per gli interventi seguono le indicazioni dell'articolo 5 del decreto 6 agosto 2020 del Ministero dello Sviluppo economico, insieme a quello dell'Economia e delle finanze, dell'Ambiente e della tutela del territorio e del mare e quello delle Infrastrutture e dei trasporti.

Sono comprese anche le sostituzioni integrali o parziali dei sistemi di condizionamento in efficienza energetica dell'aria, di nuovi impianti solari fotovoltaici connessi alla rete elettrica su edifici e muniti di sistema di accumulo (come previsto dal comma 7, dell’articolo 119, del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34), nonché l'installazione di infrastrutture per ricaricare veicoli elettrici, ad uso però esclusivo della struttura turistica oggetto dell’intervento.

Rientrano, inoltre, anche gli acquisti di macchine di cogenerazione, per la produzione di energia elettrica ed energia termica, come anche le spese per opere idrauliche ed elettriche per la messa in funzione delle suddette macchine e per il collegamento agli impianti della struttura. Sono infine comprese le spese di progettazione, per il completamento delle pratiche per gli allacciamenti alla connessione della rete elettrica.

Per quanto riguarda le opere di riqualificazione antisismica, sono comprese: tutte le spese per la realizzazione di lavori per migliorare il comportamento antitellurico dell'edificio e quelle per comprare beni destinati a strutture esistenti (in regola con la normativa vigente), a patto che l'acquisto sia idoneo a migliorare il comportamento antisismico dell'edificio. Il miglioramento dovrà essere attestato da un tecnico qualificato.

Eliminazione barriere architettoniche

In conformità alla legge del 9 gennaio 1989, n. 13 e al decreto del Presidente della repubblica del 24 luglio 1996, n. 503, l'eliminazione delle barriere architettoniche, possono essere realizzate sia su parti comuni che sulle singole unità immobiliari, così come definito dall'articolo 5, comma 1, lettera c) del decreto interministeriale del 28 dicembre 2021.

Per barriera architettonica si intende qualunque elemento che impedisce, limita o renda difficoltoso gli spostamenti per persone con limitata capacità motoria. Tra questi troviamo i seguenti interventi:

  • sostituzione di finiture, come ad esempio pavimenti, porte, infissi esterni, terminali degli impianti, il rifacimento o l'adeguamento di impianti tecnologici tra i quali servizi igienici, impianti elettrici, citofonici, impianti di ascensori, domotica;
  • lavori di natura edilizia come il rifacimento di scale ed ascensori, l'inserimento di rampe interne ed esterne agli edifici e di servoscala o piattaforme elevatrici;
  • realizzazione di impianti igienico-sanitari adeguati per ospitare persone diversamente abili, così come la sostituzione di quelli esistenti;
  • sostituzione di serramenti interni (es. porte interne anche di comunicazione) in concomitanza con altri interventi per l'eliminazione delle barriere architettoniche;
  • sistemi e tecnologie per facilitare la comunicazione ai fini dell’accessibilità.

Manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia, installazione di manufatti leggeri

Si tratta di opere necessarie per rinnovare, sostituire o consolidare parti strutturali degli edifici. Sono quindi lavori diretti a conservare l'edificio, senza trasformarlo. Gli interventi ammessi da FRI-Tur sono i seguenti:

  • demolizione e ricostruzione di edifici già esistenti, anche con modifica della forma, ma sempre nel rispetto della volumetria, esclusi gli immobili soggetti a vincolo come da decreto legislativo 2 gennaio 2001, n. 42, e successive modificazioni;
  • ripristino di edifici, o parti di questi, eventualmente crollati o demoliti, purché sia possibile accertarne la preesistente consistenza;
  • modifica dei prospetti dell'edificio, con l'apertura di nuove porte esterne e finestre, o sostituzione dei prospetti con nuove caratteristiche diverse, materiali, finiture e colori;
  • realizzazione di balconi e logge;
  • servizi igienici;
  • sostituzione di serramenti esterni, da intendersi come chiusure apribili e assimilabili per porte, finestre e vetrine anche se non apribili, comprensive degli infissi, con altri aventi le stesse caratteristiche;
  • sostituzione di serramenti interni con altri con caratteristiche migliorative rispetto a quelle precedenti in termini di sicurezza e isolamento acustico;
  • nuova pavimentazione o sostituzione della preesistente con modifica dei materiali, privilegiando materiali sostenibili provenienti da fonti rinnovabili, come il legno, anche con riferimento ai pontili galleggianti;
  • installazione di manufatti leggeri, anche prefabbricati, e di strutture di qualsiasi genere che siano utilizzati come abitazioni, ambienti di lavoro, oppure depositi, magazzini e simili, incluse le unità abitative mobili con meccanismi di rotazione in funzione e loro pertinenze e accessori, collocate in strutture ricettive all'aperto per la sosta e il soggiorno dei turisti (con autorizzazione sotto il profilo urbanistico, edilizio e paesaggistico), ma non di natura permanente al terreno e con caratteristiche dimensionali e tecnico-costruttive previste dalle normative regionali di settore.

Piscine termali

Questa tipologia di interventi è prevista solo per gli stabilimenti termali, di cui all'articolo 5, comma 1, lettera e) interministeriale del 28 dicembre 2021 e comprende:

  • la realizzazione e la ristrutturazione di vasche e percorsi vascolari (percorsi Kneipp), compresi i rivestimenti del fondo e delle pareti, la copertura, gli impianti tecnologici e i vani tecnici di servizio;
  • la realizzazione e la ristrutturazione di unità ambientali di supporto indispensabili per l’esercizio dell'attività balneotermali, come i servizi igienici e gli spogliatoi;
  • l’acquisizione di attrezzature e apparecchiature per lo svolgimento delle attività termali, tra cui:
    • vasche per balneoterapia;
    • apparecchi per l'erogazione di terapie inalatorie e aerosolterapia in forma (ventilazioni, riabilitazione motoria e riabilitazioni polmonari);
    • attrezzature e vasche per la maturazione, lo stoccaggio e la distribuzione del fango;
    • attrezzi per la riabilitazione, come macchinari per la palestra, ausili per deambulazione e lettini;
    • docce, bagni turchi, saune e relative attrezzature.
Leggi anche l'approfondimento sul bonus terme, l'incentivo per il relax

Digitalizzazione

Per sostenere la competitività del sistema turismo, favorendo la digitalizzazione del settore, e tutelare così il patrimonio culturale e lo sviluppo della cultura (in conformità articolo 9, comma 2, del decreto-legge 31 maggio 2014, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 luglio 2014, n. 106) sono ammessi a FRI-Tur anche le seguenti opere:

  • acquisto di modem, router e impianti wifi;
  • realizzazione di infrastrutture server, connettività, sicurezza e servizi applicativi;
  • acquisto di dispositivi per pagamenti elettronici e di software, licenze e sistemi per la gestione e la sicurezza degli incassi online;
  • acquisto di software e relative applicazioni per siti web ottimizzati per il sistema mobile;
  • creazione o acquisto di software e piattaforme informatiche per le funzioni di prenotazione, acquisto e vendita on line di pernottamenti, pacchetti e servizi turistici, tra cui gestione front, back office e API - Application Program Interface per l’interoperabilità dei sistemi e integrazione con clienti e fornitori;
  • acquisto di licenze software per migliorare le relazioni con i clienti, anche con il sistema CRM - ;Customer Relationship Management;
  • acquisto di licenze software indispensabili per il collegamento all’hub digitale del turismo (vedi misura M1C3-I.4.1 del Pnrr);
  • acquisto di licenze del software ERP- Enterprise Resource Planning per la gestione della clientela e dei processi di marketing, vendite, amministrazione e servizi al cliente;
  • acquisto di programmi software per piattaforme informatiche per la promozione e la commercializzazione digitale di servizi e offerte.

Acquisto o rinnovo di arredi

Tra le spese ammesse troviamo anche l'acquisto di beni mobili durevoli e ammortizzabili, strumentali all'attività d'impresa. Sono quindi inclusi mobili, componenti di arredo e di illumintecnica.

Prestazioni professionali

Anche gli oneri per le prestazioni professionali che sono necessarie per la realizzazione degli interventi, di cui all’articolo 5, comma 1, lettere da a) a f), del decreto interministeriale del 28 dicembre 2021, fanno parte dei progetti finanziabili di FRI-Tur. Sono quindi comprese anche le relazioni, le asseverazioni e gli attestati tecnici, dove richiesti, per massimo il 2% delle spese ammesse.

Presentazione della domanda e scadenze

Le domande possono essere presentate dalle ore dalle ore 12 del 1° luglio 2024 e fino alle 12 del 31 luglio 2024. Dal prossimo 30 maggio sarà disponibile la modulistica necessaria nella sezione apposita del sito di Invitalia.

Per inviare le istanze è necessario:

  • essere in possesso di un'identità digitale (SPID, CNC, CIE);
  • accedere all'area riservata per inviare online la domanda.

Al termine della procedura verrà assegnato un numero di protocollo elettronico. Bisogna inoltre disporre di una firma digitale e un indirizzo di posta elettronica certificata (PEC). Le domande saranno poi esaminate in ordine cronologico di presentazione.

Confcommercio per il Turismo

Sono oltre 220mila le imprese he fanno parte del comparto del turismo rappresentate da Confcommercio, fra alberghi, agenzie di viaggio, campeggi, villaggi turistici, residenze turistico-alberghiere, bar, ristoranti, stabilimenti balneari, discoteche, ostelli della gioventù, porti turistici, servizi di noleggio nautico e più di un milione di addetti e circa 25 miliardi di euro di fatturato.

Tra le Federazioni aderenti a Confcommercio del settore: Faita-Federcamping, Federalberghi, Fiavet, Fipe, Anbba, Fto, Assonat.

Tra le ultime iniziative di Confcommercio per il settore troviamo il progetto Turismo delle radici, dedicato ai turisti italiani residenti all'estero, che prevede una serie di iniziative di appoggio allo sviluppo di un segmento dalle enormi prospettive. Infine torna l'appuntamento con Sentinelle del mare, un progetto ideato dall'Università di Bologna e sostenuto da Confcommercio, che coinvolge cittadini e turisti nel monitoraggio della biodiversità marina.

La Confederazione realizza inoltre numerose indagini e analisi sull'andamento dei flussi turistici, in particolare nei periodi estivi, durante le vacanze invernali e per le festività maggiori. Per rimanere sempre aggiornato sugli ultimi dati visita la pagina dedicata al settore del turismo in Italia.

Normativa

Di seguito i documenti PDF con i decreti e gli atti normativi specifici di riferimento per FRI-Tur:

Banner grande colonna destra interna

Aggregatore Risorse

ScriptAnalytics

Cerca