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Sangalli all'assemblea di Federauto: "Presto un protocollo per far crescere le sinergie"

Il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, è intervenuto a Verona all'assemblea pubblica di Federauto. "Un'associazione – ha detto Sangalli - che, come testimonia questo appuntamento, vuole dialogare, confrontarsi, condividere esperienze sulle proprie strategie, sul proprio futuro e sulle prospettive del Paese. E permettetemi a questo proposito di ringraziare il Presidente Pavan Bernacchi, l'amico Filippo, e la dirigenza di Federauto per il forte senso di appartenenza al nostro sistema e per la preziosa attività che con grande passione, impegno, dedizione, in una parola con il cuore, svolgono al servizio degli associati". "Sentiamo forte l'orgoglio di rappresentare una parte del Paese, a volte silenziosa, ma essenziale, che oggi vale oltre il 40% del Pil e dell'occupazione. E abbiamo la responsabilità di guardare sempre al futuro e di portare la voce dell'economia reale alla politica, al Governo, alle istituzioni, al resto della società. In questa direzione va anche il protocollo d'intesa tra Confcommercio e Federauto che è in dirittura d'arrivo e che irrobustirà le sinergie tra le nostre organizzazioni, rafforzando l'integrazione organizzativa e lo sviluppo associativo". "Rispetto alle micro e piccole imprese tedesche o francesi – ha osservato Sangalli -  quelle italiane mostrano un valore aggiunto per occupato inferiore di una quota tra il 15 e il 35%. Questa distanza è spiegata dai difetti strutturali che affliggono la nostra economia e con i quali conviviamo da tanto, troppo tempo. Mi riferisco, in particolare, a due deficit e due eccessi: il deficit di legalità e di infrastrutture, l'eccesso di burocrazia e pressione fiscale che, inchiodata al 43% del Pil, pregiudica qualsiasi concreta prospettiva di crescita. Mitighiamo, correggiamo, questi difetti, e assisteremo a una crescita più robusta e duratura. Forse a una rinascita vera e propria". Sangalli ha poi osservato che "in questo campo l'innovazione - tecnologica ma anche organizzativa -  rappresenta un eccellente propellente per il conseguimento di maggiore produttività.  Le politiche per l'innovazione meritano, dunque, di essere declinate tenendo conto tanto delle specificità settoriali, quanto dei fabbisogni tipicamente espressi dal mondo delle Pmi e dell'impresa diffusa. Per questo siamo impegnati nel favorire la diffusione dell'innovazione in tutto il sistema delle imprese nella convinzione che l'innovazione stessa non sia privilegio di alcuni settori produttivi". Il presidente di Confcommercio ha poi parlato della situazione economica generale e del ventilato aumento Iva, che "produrrebbe un incremento del prezzo finale di un'autovettura del costo di 20.000 euro prima delle impose, di quasi 600 euro. Gli acquirenti non lo potrebbero sostenere; dovrebbe farsene carico la filiera dell'offerta, con le purtroppo note conseguenze di impatto negativo sui margini e sulla sopravvivenza di molte imprese. Nel recente passato il vostro settore ha dimostrato capacità fuori dall'ordinario - lo dico proprio in senso letterale - nel reagire al contesto economico-finanziario avverso. Politiche di marketing coraggiose, tagli di prezzo, dolorose riorganizzazioni aziendali ed eccezionali compressioni dei margini, hanno consentito di vivere con un calo della domanda di quasi il 50% e di approdare oggi a un importante risveglio del mercato. Nuove imposte e in particolare il paventato incremento dell'Iva dal 2018, farebbero rimpiombare non solo il vostro settore ma l'intera economia in una pericolosa fase di stagnazione". "Riconosciamo al Governo di essersi impegnato per scongiurare questo scenario. Non abbiamo certo preclusioni rispetto all'auspicabile riduzione del cuneo fiscale sul lavoro dipendente, ma mai a scapito di una maggiorazione dell'Iva. Perché la conseguenza dello scambio meno cuneo più Iva, a parità di gettito, data la crescente propensione al risparmio che si osserva negli ultimi 15 mesi, comporterebbe una riduzione dei consumi e un ulteriore incremento dei risparmi, con ricadute negative sul livello dell'attività produttiva e sull'occupazione. Il Paese ha bisogno di migliori prospettive. Negli ultimi mesi, da più parti nel mondo, il taglio del carico fiscale è diventato parola d'ordine sia per rilanciare la crescita economica sia per ridurre la povertà presso i ceti produttivi. La Confcommercio da sempre ha proposto questa strategia e non ci arrenderemo mai. E ora vogliamo spostare l'attenzione e l'azione sull'Irpef". "Non ci arrendiamo – ha aggiunto Sangalli - ed è in agenda, nella nostra lista degli impegni quotidiani, portare avanti questa battaglia. Irrinunciabile per noi perché irrinunciabile per il paese. Lo rappresenteremo alle istituzioni e al Governo, al quale riconosciamo il merito di avere riaperto il dialogo con le parti sociali. Per una migliore prospettiva di crescita socio-economica, tre sono, secondo noi, le parole chiave: stabilità politica, riforme economiche e tanta fiducia. Perché la fiducia è un ingrediente indispensabile, è il lievito che serve per far crescere l'economia e creare nuova occupazione". "E - concludo - un buon clima di fiducia si realizza anche favorendo, semplificando e agevolando l'attività imprenditoriale. E' possibile e non costa. Va, dunque, fatto, e subito".

17 maggio 2017