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In Calabria 9mila imprese a rischio

Indagine Format Research sull'impatto dell'emergenza sanitaria sulle aziende calabresi: l'87% delle imprese del terziario è in difficoltà. Algieri: "servono misure che consentano una stabilità per le imprese".

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28 luglio 2020

Novemila imprese calabresi del  terziario rischiano di scomparire, con una conseguente perdita  di oltre 23mila posti di lavoro. È l'allarme lanciato da Confcommercio Calabria attraverso l'analisi dei dati dello studio condotto da Format Research sull'impatto dell'emergenza sanitaria sulle aziende calabresi. A causa del lockdown, si evidenzia nel report, molte  imprese hanno visto azzerare le proprie entrate: l'87% delle imprese del terziario della regione è in difficoltà e il 59%  degli imprenditori ha dichiarato che il periodo più difficile  per quanto riguarda il fabbisogno finanziario è quello compreso tra aprile e settembre 2020.

"I dati parlano chiaro: la crisi -  ha detto il presidente di Confcommercio Calabria, Klaus  Algieri - non è alle spalle, ma avanti. Per questo abbiamo intenzione di sottoporre lo studio ai nostri politici come base di analisi per la progettazione futura, affinché tengano conto delle difficoltà delle nostre imprese per pensare al futuro in  modo strutturato. È fondamentale porre in essere misure che consentano una stabilità per le imprese". 

La crisi generata dalla pandemia - secondo  quanto riferito durante la presentazione dei dati dal presidente  di Format Research, Pierluigi Ascani - avrà pesanti ripercussioni sull'occupazione. "Il 62% delle imprese della Calabria - ha sostenuto Ascani - ha adottato o è  in procinto di adottare la Cig. Il 32% ha già ridotto il personale e il 40% prevede di farlo nei prossimi mesi se la situazione non  migliorerà". Le imprese del terziario della Calabria - riporta lo studio - sono oltre 94mila e rappresentano il 73% dell'intero tessuto imprenditoriale extra agricolo del territorio. La sospensione delle attività ha comportato la paralisi del tessuto produttivo calabrese e il terziario rischia di perdere nel 2020 circa 2 miliardi di valore aggiunto. Con riferimento all'accesso e al costo del credito, il  40,8% delle imprese lamenta un peggioramento rispetto alla durata dei finanziamenti concessi.

L'unico dato positivo riguarda le nuove modalità di erogazione dei servizi: ad oggi, il 24% delle imprese è presente sui canali e-commerce e il  25% effettua consegne a domicilio. Il 45% delle imprese della Calabria continuerà ad utilizzare il canale e-commerce anche ad emergenza terminata e il 54% continuerà ad effettuare le consegne a domicilio.

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