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Voucher, Confturismo: "estendere lo strumento a tutto il settore turistico"

"I voucher potrebbero essere un validissimo strumento per rendere il mercato del turismo più agile, pronto al cambiamento e alla crescita che tutte le aziende del comparto si meritano da tempo. Si tratta di uno strumento semplice, con costo orario e utilizzo tracciato che aiuta a regolamentare in maniera trasparente il lavoro occasionale. Per rendere questo strumento efficace, però, è necessario estendere il suo raggio d'azione a tutti i segmenti di questo settore e non solo a quello alberghiero. I voucher dovrebbero essere introdotti anche nella ristorazione e nei pubblici esercizi, senza paralizzanti limitazioni che impongono - ad esempio - che le aziende che possono usufruirne debbano avere un massimo di 8 dipendenti e che un lavoratore pagato attraverso i voucher possa lavorare per un massimo di 10 giorni.

Oggi il Pil Italiano non è in grande crescita e la rigidità dei contratti di lavoro di certo non aiuta, mi riferisco anche alla nuova regolamentazione dei contratti a tempo determinato. Per creare gettito e ricchezza per il Paese è auspicabile che la lotta contro i profitti in nero sia rigorosa e per farlo occorre una maggiore elasticità dei contratti di lavoro. Le aziende del nostro settore devono essere messe in grado di investire sul futuro dei nostri giovani e di tutti i lavoratori": così il presidente di Confturismo-Confcommercio, Luca Patanè, sulla reintroduzione dei voucher prevista nel Decreto Dignità.

01 agosto 2018