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"Con le nuove sanzioni trattati come criminali"

Il presidente della Fit, Giovanni Risso, contesta l'inasprimento delle sanzioni per chi dovesse vendere tabacco ai minori: "sospendere per 15 giorni la nostra licenza equivale, in moltissimi casi, a far morire le nostre aziende".

"Appoggiamo l'intera linea ma non l'inasprimento delle sanzioni per i tabaccai che, inconsapevolmente, dovessero vendere tabacco ai minori". Lo ha dichiarato il presidente nazionale della Federazione Italiana Tabaccai, Giovanni Risso, alla notizia dell'entrata in vigore dei nuovi divieti sul fumo a partire dal 2 febbraio. "Che ciascuno di noi debba rispettare la legge è  fuori discussione - prosegue Risso - e per questo motivo stiamo inviando alla categoria un cartello da affiggere in rivendita per avvisare gli utenti del divieto di vendita di tabacco ai minori e del rischio di chiusura definitiva delle nostre attivita'". Ciò che è inaccettabile sono "le sanzioni stabilite, paragonabili a quelle previste per i criminali. Sospendere per 15 giorni la nostra licenza equivale, in moltissimi casi, a far morire le nostre aziende". Le relative sanzioni diventeranno infatti più severe: alla prima violazione è stabilita una sanzione amministrativa da 500 a 3.000 euro e la sospensione per 15 giorni della licenza all'esercizio dell'attività. In caso di reiterazione la sanzione aumenterà da un minimo di 1.000 ad un massimo di 8.000 euro con la contestuale revoca della licenza. "Come abbiamo già anticipato - conclude Risso - reagiremo
presto nelle opportune sedi nazionali ed europee per cercare di riportare la disciplina sanzionatoria a criteri di proporzionalità e progressività, come del resto hanno
auspicato anche molte delle Commissioni parlamentari che hanno esaminato il decreto di recepimento". 
 
01 febbraio 2016
fit