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Euro, "non si può combattere la demagogia con la demagogia"

Lettera al Foglio del direttore dell'Ufficio Studi Confcommercio, Mariano Bella: "la storiella dei commercianti e dei prezzi è stata sbugiardata da tanti studi e ricerche di fonti autorevolissime".

"Confesercenti e Confcommercio dicevano di essere costretti a dover dare resti in lire, e in euro solo se riuscivano. In realtà i commercianti, scrive Kerbaker, si sono adattati in fretta e hanno fatto crescere i prezzi in maniera ingiustificata più che di raggiri, complotti, ingorghi ai bancomat, i cittadini italiani avrebbero dovuto temere l'avidità umana E oggi, visto che la bufala no-eurista è vecchia tanto quanto l'euro stesso, dovrebbero guardarsi dalla demagogia". Così Alberto Brambilla concludeva il suo articolo apparso sul Foglio del 14 marzo.

Questa la replica di Mariano Bella, direttore Ufficio Studi Confcommercio, sul Foglio del 15 marzo:

Sono convinto che si debba scansare la demagogia antieuro, oggi e domani, visto che la battaglia sarà lunga e difficile. E sono ancora più convinto che l'euro, oltre ad avere portato cospicui benefici in termini di minori tassi di interesse e facilità nei movimenti di persone, cose e capitali, abbia anche offerto al nostro paese opportunità che per insipienza tutta italica non sono state sfruttate (investimenti infrastrutturali a condizioni irripetibili). Nessuna nostalgia per la nostra "liretta" e, soprattutto, il piacere di andare in Germania o Austria senza avere a che fare con marchi o scellini. Ho salutato, dunque, con entusiasmo l'introduzione della moneta unica alla stregua di un passaggio concreto per la realizzazione di un ideale più alto e immateriale, la comunità dei popoli in Europa. Però, da europeista convinto, mi pare non si faccia un buon servizio all'euro e all'Europa riproponendo concetti non veri che invece fomentano l'euroscetticismo come mi pare accada nel pezzo di Alberto Brambilla (il Foglio di ieri) citando un libro di Kerbaker. Nell'articolo si sostiene che con la nuova moneta unica i commercianti abbiano aumentato i prezzi in maniera ingiustificata, in ragione della più generale e temibile avidità umana Due considerazioni: l'egoismo e un pizzico di avidità non guastano affatto dentro un mercato ragionevolmente regolato, e anzi ne sono indispensabile ingrediente per renderlo efficace in termini di allocazione delle risorse per la produzione di beni e servizi per la soddisfazione, al minor costo possibile, di bisogni, desideri e aspirazioni di milioni di persone. Inoltre, questa storiella dei commercianti e dei prezzi è stata sbugiardata da tanti studi e ricerche di fonti autorevolissime (Banca d'Italia, in primis) mai messe in discussione da qualcuno sul piano scientifico. A pensarci bene, una riflessione seria e informata sugli effetti del changeover è stata ed è difficile quanto lo è sostenere i benefici e il senso profondo dell'euro. Sono due battaglie contro la demagogia e non si può stare, a casaccio, ora da una parte ora dall'altra della barricata Il mio punto è che non si può combattere la demagogia con la demagogia.

 

15 marzo 2017