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Le Pmi italiane alla sfida dell'Europa che verrà

La testata Eunews ha organizzato a Roma un evento sull'impatto dell'integrazione europea sulla crescita delle aziende in occasione della celebrazione dei 60 anni dei Trattati di Roma. Marchiori (incaricato per le Politiche Ue di Confcommercio): "Vogliamo che le nostre imprese possano sentirsi più europee".

A sessanta anni dai Trattati di Roma come è cambiato il modo di fare azienda in Europa? Quali i vantaggi e gli svantaggi nell'europeizzazione dell'orizzonte corporate delle aziende? E anche: perché ancora tante imprese non riesco a sfruttare tutte le opportunità del mercato più ricco del mondo? Cosa possono, devono, fare le istituzioni nazionali ed europee per ridare slancio alle aziende e permettere loro di approfittare al meglio del progetto europeo? Cosa invece deve fare il mondo delle imprese per saper approfittare di queste opportunità? Di questi temi hanno parlato imprenditori, sindacalisti, studiosi e giornalisti  nell'evento "60 anni di pace e stabilità: qual'è l'impatto dell'integrazione europea sulla crescita delle aziende?", organizzato a Roma dal giornale per gli affari europei "Eunews" nel quadro del programma delle celebrazioni per i Trattati di Roma con la collaborazione di Confcommercio, Poste Italiane, Studio Grimaldi, con il patrocinio della Rappresentanza in Italia della Commissione europea. All'evento ha partecipato l'incaricato per le Politiche Ue di Confcommercio, Alberto Marchiori che ha sottolineato come la Confederazione creda molto nell'Unione Europea fin dai tempi del presidente Orlando. "La vita delle imprese - ha detto Marchiori - è cambiata in meglio con il mercato unico ma il problema è che ora si è creato un'eccesso di burocrazia e una forte carenza di rappresentanza poltiica". "Noi vogliamo che i nosti imprenditori si sentano più europei e dobbiamo fare azioni di rappresentanza più forti a Bruxelles". Marchiori ha poi parlato del tema dell'ecommerce: "Noi non vediamo l'ecommerce come una sconfitta per il mercato tradizionale, però chiediamo regole uguali per tutti. Non possiamo pensare che un imprenditore che ha un negozio fisico debba sottostare a tutta una serie di obblighi e burocratici e fiscali mentre chi vende tramite computer gode di ampia libertà". Marchiori ha poi affrontato il problema annoso della contraffazione: "Serve maggiore coordinamento non solo tra Stati membri ma anche tra gli organi di controllo all'interno dello stesso Paese". Marchiori ha concluso il suo intervento sottolineando che "i mali non sono tutti in Europa, eliminiamo quelli a casa nostra e evitiamo che Ue ne crei altri". 

24 marzo 2017
ue